Mangia prega ama (2010) Sony Pictures
Julia Roberts in Mangia prega ama (2010) Sony Pictures

Mangia prega ama (Eat pray love) è un film del 2010, con la regia di Ryan Murphy. Il film è basato sull’omonimo romanzo di Elizabeth Gilbert Mangia, prega, ama – Una donna cerca la felicità. La commedia sentimentale è disponibile in streaming sulla piattaforma Netflix.

La storia si concentra su Elizabeth (Julia Roberts), una donna sulla quarantina, realizzata nella vita. Ma se un buon lavoro e un buon marito non bastassero per essere felice? Cosa può succedere quando un profondo vuoto interiore prende il sopravvento?

Succede che Liz abbandona tutto, decidendo di concentrarsi esclusivamente sul suo benessere personale, fisico e mentale, intraprendendo un lungo viaggio a tappe. Italia, India e Indonesia, ma prima di tutto dentro se stessa.

Mangiare in Italia

Prima tappa: Italia. Napoli e la grande bellezza, Roma, su cui si concentra il focus principale; le inquadrature su Liz che attraversa le piazze della città, visita i monumenti e mangia felicemente sono estremamente dettagliate e di fatto meravigliose. Con il suo cappellino di paglia si perde nella bellezza di una città senza tempo e si gode i piaceri della vita, da sola e in compagnia. Oltre al piacere di mangiare tutto ciò che desidera vivere senza sensi di colpa è il piacere dell’amicizia. Liz conosce infatti un’aspirante attrice che la fa sentire accolta, a casa, e lo stesso fa la sua famiglia.

L’Italia rappresenta proprio questo: un tetto sotto il quale sentirsi protetta e affondare nel piacere del cibo, che solo in parte può colmare delle mancanze. Tra pasta, pizza e gelato, conquista una libertà sotto ogni punto di vista. Un primo passo per iniziare a sentirsi bene, ma pur sempre solo il primo.

Dall’Italia, Liz, impara una lezione che prima non era nel suo vocabolario: il dolce far niente e godersi la dolce vita. Non è pigrizia, ma una capacità di vivere che va raggiunta. Significa rallentare e comprendere che il piacere non è un colpevole.

Pregare in India

Il secondo capitolo del viaggio apre la sua prima pagina in un Ashram in India, luogo di meditazione e spiritualità. La ricerca di un equilibrio interiore è la sfida più difficile per Elizabeth. La meditazione richiede calma dei pensieri, silenzio e concentrazione. Tre concetti impossibili per lei, tormentata dai sensi di colpa per aver abbandonato la sua vita precedente.

Qui conosce Richard, un uomo inizialmente schietto e burbero, ma che poi si rivelerà essere un grande amico e saprà indirizzarla verso la strada della pace e del perdono, degli altri e di sé. Infatti, dopo numerosi momenti di difficoltà, tormento e frustrazione, Liz riesce a raggiungere un alto grado di connessione con la sua identità. Dopo la ricerca dei piaceri del corpo in Italia, l’India rappresenta la conquista del piacere interiore.

L’India ha però qualcosa in comune con la lezione italiana del dolce far niente, perché le insegna a perdere il controllo, quindi la razionalità. Ci sono cose che vanno consapevolmente accettate e abbracciate.

Amare in Indonesia

Ultima fermata: Bali. Tra i paesaggi lussureggianti e l’oceano brillante, Liz inizia a vivere la sua miglior vita.

A Bali, Elizabeth respira. Respira leggerezza e soprattutto riesce a trovare l’equilibrio tra i piaceri del corpo e della mente. Tutto questo accade fino a quando non incontra Felipe (Javier Bardem), un uomo brasiliano affascinante e divorziato, anche lui spaventato dall’amore. Lo sciamano Katut, la esorta a buttarsi nell’amore, perché, non per forza per innamorarsi bisogna perdere se stessi, il vero amore è quando si riesce a ritrovare la vera parte di noi, e Liz, riesce a capirlo in tempo.

Sale quindi sulla barca della vita con Felipe, con un’unica direzione: il futuro.

“To lose balance sometimes for love is part of living a balanced life.”
(Perdere l’equilibrio per amore fa parte del vivere una vita equilibrata.)

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