Mickey 17 © 2025 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.
Mickey 17 © 2025 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Courtesy of Warner Bros. Pictures

Mickey Barnes non è quello che si potrebbe definire un eroe, ma è molto lontano anche dall’essere semplicemente consapevole di sé e di ciò che desidera. Complice un pianeta su cui vivere è diventato insostenibile, le sue scelte vengono determinate da una fuga imposta, che lo costringe ad assicurarsi la partenza per il pianeta ghiacciato Nilfheim: e allora Mickey, un uomo senza qualità gettato nello spazio, firma il suo contratto come Expendable (sacrificabile), secondo cui per mantenersi deve mettere fine alla sua vita, e non solo una volta, ma molteplici.

Per sopravvivere, Mickey deve morire. Per questo il film di Bong Joon-Ho, Mickey 17, non è solo una satira grottesca del futuro che ci aspetta, ma una riflessione sul valore della vita, umana o “aliena” che sia, in cui l’amore e il potere si fronteggiano come è sempre stato, in una metafora fin troppo semplice e reiterata, ma devastante nella sua forma, quella scelta dal regista di Parasite che torna con qualcosa di completamente diverso, tranne che per la sgraziata e risoluta rappresentazione dell’umano.

Dentro l’esperienza di Mickey 17

In un’intervista per la promozione di The Lighthouse di Robert Eggers, Robert Pattinson disse che cercava un ruolo che fosse strano e folle (weird and crazy), desiderio che venne esaudito con il suo boscaiolo canadese pieno di incubi e rimorsi. Con Mickey 17 la storia si ripete. È probabile che i parametri per accettare il personaggio fossero gli stessi.

Il film è tratto dal romanzo Mickey7 di Edward Ashton, pubblicato nel 2022 e con un seguito nell’anno successivo. Il regista ha cambiato molto del libro, lasciando però la paradossale condizione di un protagonista costretto a subire una sofferenza che sembra inevitabile.

Mickey (Robert Pattinson) e il suo amico d’infanzia Timo (Steven Yeun) sulla Terra sono perseguitati da un sadico strozzino al quale devono tantissimo denaro. La colpa è di Timo, che ha trascinato Mickey in un’operazione commerciale stupida e fallimentare. L’unico modo per sfuggire a una tortura straziante è fuggire, lasciare il pianeta. L’obiettivo diventa Nilfheim, quindi i due cercano di partire per una missione di colonizzazione. Ma, mentre Timo, scaltro e manipolatore, riesce a partire con la promessa di un impiego dignitoso sulla nave spaziale, Mickey accetta un ruolo che lo indica come sacrificabile, ma che lo connota come carne da macello. Tutto ciò che è “sperimentale”, sarà testato su Mickey.

Accettando il lavoro, Mickey deve essere disposto a morire. Non è importante che questo succeda durante missioni pericolosissime in cui l’obiettivo è misurare a quanta velocità brucerà la sua pelle, o in sperimentazioni varie, in cilindri di vetro soffocanti: il suo corpo verrà ristampato ogni volta, grazie a una stampante 3D per esseri umani. Dove andranno a finire i suoi ricordi? In un supporto fisico che a ogni “stampa” verrano trasmessi al nuovo Mickey.

È proprio la diciassettesima versione di Mickey a raccontarci la storia della nascita di una nuova consapevolezza: quella che morire faccia paura, e che un mondo in cui le persone sono sostituibili è il peggiore in cui vivere.

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Il doppio di Mickey 17

Mickey riesce a sopportare il suo lavoro estremo solo grazie a Nasha (Naomi Ackie), l’agente speciale di cui si innamora istantaneamente, l’unica persona che continua a prendersi cura di lui, continuando a dare valore e peso al dolore, alla morte. La sua presenza contribuisce a risvegliare nel protagonista, schiavo di un torpore di inazione e noncuranza, una nuova coscienza. A parte il loro amore, il mondo è un completo disastro di uomini e donne alla deriva.

C’è un altro personaggio, tuttavia, che lo mette letteralmente di fronte alla verità ed è il suo doppio, è effettivamente lui. Mentre Mickey 17 era stato dato per morto da Timo, un altro Mickey è stato stampato: questo Mickey 18 raccoglie tutto il risentimento, la rabbia e la violenza che il Mickey precedente non aveva mai manifestato.

Il diciottesimo Mickey si pone di fronte al diciassettesimo con la voglia di agire e smettere di subire, dimostrando anche come ogni versione di Mickey sia a tutti gli effetti umana, e non una vuota stampa con sentimenti e ricordi riciclati.

Incubi assordanti: dove si esibisce il potere

La delicata linea di demarcazione tra originale e copia diventa a tutti gli effetti un’interpretazione del concetto di clone, che scuote le sicurezze a proposito della vita umana e delle dinamiche di potere e sottomissione. Il suicidio consenziente e il massacro consentito sono gli strumenti brutali con cui la vita viene annientata, in primis del suo significato. La missione in cui sono coinvolti Mickey, Timo e gli altri è infatti quella di colonizzare un pianeta su cui gli alieni creepers (nome dispregiativo dato da chi intende annientarli) vivono in pace.

La politica, incarnata da Kenneth Marshall (Mark Ruffalo) e dalla moglie Ylfa (Toni Collette), e la religione, onnipresente, sono i grandi poteri che decidono le sorti di chi è a bordo della nave spaziale, e chi vive al di fuori, su un pianeta “conquistato” senza nessun permesso, a discapito dei suoi abitanti. Dove la fantascienza diventa un linguaggio per parlare del presente, la critica di Mickey 17 arriva come un’assordante verità, che siamo abituati a riconoscere, ma forse non a conoscere.

La rappresentazione di Bong Joon-Ho usa solo come pretesto i parametri grotteschi e ironici, riuscitissimi soprattutto nell’interpretazione di un Pattinson che si trasla in multipli, ma mira a una forte critica nei confronti della società sulla Terra. Può suonare come scontata, semplicistica, quasi retorica per gran parte del film, fino ad alcune sequenze, una in particolare sospesa tra realtà e incubo. Una manciata di scene in cui immagini e suoni diventano così insostenibili da provocare nausea, terrore, e altre emozioni così viscerali da scuotere la parte più interna di noi.

Mickey 17 © 2025 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

In breve

Com’è morire? È la domanda che più spesso viene fatta a Mickey, che per lavoro deve rinunciare alla sua vita, ancora e ancora, clonato fino a diventare il Mickey 17 in grado di narrare una critica feroce al nostro presente senza alcun rispetto per la vita e la morte, in cui il potere viene spettacolarizzato, e non esistono leggi, regole, barriere per salvaguardare chi non ha armi per difendersi.

Con un Robert Pattinson eccezionale, Mickey 17 vi scuoterà.

Warner Bros. Pictures presenta, una produzione Plan B Entertainment, una produzione Offscreen / Kate Street Picture Company, un film di Bong Joon Ho: Mickey 17. Il film sarà distribuito nelle sale italiane da Warner Bros. Pictures a partire dal 6 marzo 2025.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5
Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.
mickey-17-robert-pattinson-film-recensione-trama-fantascienza-bong-joon-hoIl regista sudcoreano usa i confini della fantascienza per narrare una critica feroce al presente, che spettacolarizza tanto la vita quanto la morte.