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Moxie (Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola)

Moxie-netflix

Moxie (Girl Power – La rivoluzione comincia a scuola) è il secondo lungometraggio dell’attrice Amy Poehler che, dopo Wine Country (2019), torna a raccontare il femminile con ironia, forza e disillusione.

L’intelligenza di non dover impartire una lezione

Girl Power, la traduzione del titolo suggeriva pochissime aspettative, sebbene il termine “moxie” sia legato al coraggio e all’avere fegato. Tutto inizia con un sogno ambientato in un bosco, in cui la giovane protagonista non riesce ad urlare (di quelli in cui ti si incastra la voce in gola e ti svegli col tremore). L’espressione disperata e muta è un simbolo che viene dimenticato per tutto il film, acquistando poi il senso della sua crescita emotiva. La ragazza si chiama Vivian (Hadley Robinson) e sua madre è interpretata dalla stessa regista, Amy Poehler, conosciuta per Parks and Recreation.

Il rapporto tra le due è venato di piccoli “drammi” irrisolti e scambi diretti, entrambe usano l’autoironia come arma di difesa e pretesto d’intesa. Ma per superare il gap generazionale che le divide basta aprire un vecchio baule e ascoltare un album delle Bikini Kill.

La nostra lotta è la vostra lotta

Moxie/Girl Power è un film che non ha pretese, che non vuole essere altro che un messaggio sincero per un pubblico soprattutto adolescente, ma che rinnova la voglia di andare contro anche negli spettatori fuori target. In un liceo gli echi delle rivoluzioni femminili prendono voce grazie alla stessa Vivian, definita ragazza introversa da stupidi test attitudinali. La sua abitudinaria remissività va in cortocircuito quando una nuova compagna di classe la illumina sul comportamento insistente di un ragazzo a scuola. Improvvisamente tutto ciò che considerava un noioso fastidio va a finire sotto la dicitura di “molestia” e la rabbia la avvampa.

Moxie – Netflix

Ispirandosi alle lotte della madre, assorbite da fanzine anni ’80 e manifesti e programmi, attualizza una guerra mai presa completamente sul serio, in cui le piccole vittorie sono un modo per mettere a tacere un fermento più grande di lei. Moxie è la sua fanzine, dove il collage e la denuncia si uniscono in una comunicazione underground che inizia ad aprire gli occhi anche alle sue compagne.

Raccontare il femminile (senza eccezioni)

A differenza di tanti prodotti simili (qualche giorno fa vi parlavo del sessismo camuffato di Ginny e Georgia) punta sul concetto di solidarietà femminile, una chimera del teen movie contemporaneo. Per far sì che funzioni non deve rasentare il “femminismo violento” ma neanche in buonismo compunto.  E qui è forte come una doccia fredda e funziona, perché mette a confronto due generazioni che si ispirano a vicenda. Perché i tempi cambiano ma mai in meglio (basti pensare al dress code nel liceo di Vivian).

E la battaglia di una madre che nelle vecchie foto sembrava una punk sono quelle della figlia, che per meritarsi la giacca di pelle, e il rispetto delle sue compagne, deve vincere la timidezza e urlare anche per chi non ha voce. E ci sono gli uomini, e la loro delineazione è variegata e realistica, e non punta mai il dito se non nei confronti del molestatore/stupratore/maschio alfa in erba, presentando invece qualcosa di (abbastanza) recente nella lotta al femminile nella serialità young: il maschile a sostenerla.

Moxie – Netflix

Finché ci saranno film così sarà giusto continuare a parlarne e a far rumore, perché mille voci sono meglio di una, e mille film meglio di un passato di immagini mute.

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Tag:, , , , , Last modified: 8 Marzo 2021
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