Ms. Marvel

Da mercoledì 13 luglio è disponibile, sulla piattaforma streaming Disney +, il sesto ed ultimo episodio di Ms. Marvel, secondo prodotto seriale di casa Marvel del 2022. Dopo la recensione dei primi tre episodi è ora il momento di tirare le somme parlando degli ultimi, che hanno visto Kamala (Iman Vellani) fare i conti con ciò che i suoi poteri le hanno portato.

Un racconto in declino

Dopo una partenza frizzante e sbarazzina, caratterizzata da una sceneggiatura mai banale e una colonna sonora calzante a pennello sulla protagonista della serie, la giovane Kamala, ecco che tutto si ribalta con gli ultimi tre episodi. La sceneggiatura risulta essere più che prevedibile, con moltissimi punti morti e sequenze in cui il coinvolgimento dello spettatore – sia emotivo che non – è quasi a zero.

Ecco, quindi, che una delle serie TV Marvel Studios più promettenti, e che sembrava essere tra le più riuscite, si trasforma in una prodotto calante e a tratti banale, con una protagonista audace e coraggiosa inserita in un ambiente che non le rende per nulla giustizia. Una confusione generale continua ad aleggiare sulla storia di Kamala e della sua famiglia, e la sceneggiatura che non è in grado di separare i momenti chiave con quelli da contorno, non fa che aumentare il senso di intorpidimento.

Kamala, sotto a una buona stella

Se la sceneggiatura pecca, la sua protagonista invece brilla. Di sicuro poteva essere molto di più, ma Kamala, interpretata da una giovanissima Iman Vellani, non si fa scoraggiare da una scrittura riuscita a metà, imponendosi nel racconto. Adolescente pakistana ma che vive negli Stati Uniti, amante degli Avengers e con un’energia imponente, Kamala continua a convincere grazie alla sua indole da innocente e sempre veritiera.

La sua costruzione avviene gradualmente e senza fretta, permettendo a Kamala di familiarizzare con i suoi nuovi poteri e a noi spettatori di poter simpatizzare con lei e con le vicende che si ritrova ad affrontare. È proprio lei che dona brio alla storia, con il suo carattere energico e ribelle, che nonostante i poteri acquisiti continua a guardare dal basso i suoi eroi preferiti. È senza dubbio una delle migliori new entry nella grande famiglia Marvel.

Una fine accelerata

Negli ultimi tre episodi si assiste però a una forte accelerazione su questioni importanti nella storia di Kamala, una su tutte il suo passato, parte fondamentale per poter comprendere appieno i poteri della giovane. A questo viene dedicato un breve frammento, se messo a confronto con il minutaggio completo dell’intera serie. Viene mostrato pochissimo di un qualcosa che all’inizio era stato presentato gradualmente ed era senza dubbio ricco di potenziale e fonte di curiosità.

Poca azione e antagonisti non ben delineati si inseriscono nel quadro delle negatività caratterizzanti la serie insieme a una CGI, che soprattutto nelle sequenze di azione dell’ultimo episodio, non convince per nulla. D’altro canto, invece abbiamo la questione multietnica posta come chiave del racconto; Ms. Marvel è la storia di una famiglia, di usi e costumi differenti rispetto a quelli che siamo abituati, di coraggio e di sacrificio ma soprattutto di unione. E questa rimane una delle parti migliori, nonostante il declino.

Con un finale aperto sulle origini di Kamala e una scena post credit che sbaraglia qualsiasi certezza, si conclude così il percorso di Ms. Marvel, in attesa di rivederla al fianco di Carol Danvers nel lungometraggio The Marvels in uscita la prossima estate dopo la sua posticipazione in favore di Ant-Man and the Wasp: Quantumania.

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Rebecca Fulgosi Author
Mi chiamo Rebecca, classe 2000 e ho una passione smisurata per il mondo della settima arte. Studio alla facoltà di Beni Culturali con il sogno di diventare critica cinematografica, perché guardare film è una delle cose che mi riesce meglio. Il mio genere preferito è L’horror insieme ai cinecomic di cui sono appassionata sin da piccola. Tra i miei film preferiti: "La La Land", C’era una volta a ...Hollywood", "A Star is Born", "Jojo Rabbit" e "Titanic". Le mie serie preferite, "American Horror Story" e "La casa di carta".

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