Neo Skēnḕ - Manifesti d’artista

I teatri sono chiusi. Il settore è stato uno dei più penalizzati dall’emergenza sanitaria in corso. Spettacoli su spettacoli non sono potuti andare in scena e le sale sono rimaste prive del loro pubblico, della loro magia. Ma dietro le porte chiuse e le insegne spente, la vita ha continuato a scorrere e le idee a nascere.

Attori, registi, tecnici, impresari e direttori teatrali hanno continuato in questi mesi a cercare un contatto con il proprio pubblico, si sono spostati prima sui social e poi, via via, su mezzi digitali sempre più evoluti, cercando di non fermarsi mai.

Al Teatro di Rifredi di Firenze, l’ultima delle tante idee è nata proprio da una battuta su Facebook. Il suo direttore artistico Giancarlo Mordini, all’indomani delle nuove restrizioni imposte dal DPCM di ottobre, ironizzava sul fatto che tutto il materiale grafico degli spettacoli non andati in scena, sarebbe servito giusto a “fare delle barchette”.

La barchetta della battuta, in un attimo s’è fatta nave, ha spiegato le proprie vele e ha dato vita al progetto Neo Skēnḕ – Manifesti d’artista al Teatro di Rifredi, ideato da Niccolò Mannini della Galleria d’arte La Fonderia e dal curatore Simone Teschioni Gallo.

La contaminazione artistica che vince

Un progetto che vedrà quelle locandine vivere una seconda vita, messe nelle mani di cinque artisti che le trasformeranno in opere d’arte. Skēnḕ, in greco, è il palcoscenico, lo spazio in cui viene messo in scena lo spettacolo, e il titolo richiama proprio quel luogo, a cui si desidera dare una seconda vita, creando un ponte tra l’arte visiva pittorica e l’arte della recitazione, che in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo, possono supportarsi e sostenersi a vicenda.

Gli artisti selezionati hanno scelto tre locandine su cui lavorare e le opere che nasceranno saranno esposte in una mostra, appena la situazione Covid lo consentirà.

“Un esempio di contaminazione delle arti che ci fa guardare con fiducia al futuro. Energie diverse, segni e stili diversi, ma pur sempre sensibilità artistiche in grado di rielaborare, trasformare, creare. Solo l’arte può salvarci in queste acque tempestose e agli artisti è dato il privilegio di anticipare il futuro”.

Giancarlo Mordini

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Nata nella terra dove il fuoco dell’Etna incontra il limpido Mar Mediterraneo, l’arte è da sempre la mia passione, in tutte le sue declinazioni. Da piccola mi piaceva leggere, guardare film di ogni genere, scrivere racconti e poesie, girare per musei, ma è solo varcando per la prima volta la porta di un teatro che ho capito la mia vocazione. “Crescendo e cercando”, ho scelto di frequentare il corso di laurea in scienze della comunicazione. Nel frattempo il teatro mi ha nutrito e ha occupato tutto il mio tempo libero. Decisi di fruirne a 360 gradi, non solo “facendolo” studiando in un’accademia e portando in giro per l’Italia spettacoli con diverse compagnie, ma anche vedendolo, vivendolo da spettatrice e, con il tempo, da redattrice. Finita la triennale non ebbi dubbi: emigrai in quel di Bologna per specializzarmi al Dams e iniziai a collaborare con diverse testate giornalistiche, venendo ospitata in vari festival e convegni. L’arte cambia con la società e ci si specchia dentro. Il teatro ne coglie gli umori, e li trasferisce al pubblico nel celeberrimo qui e ora che non teme (perché non ha) paragoni con nient’altro.

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