Matt Damon in THE ODYSSEY di Christopher Nolan.
Matt Damon in THE ODYSSEY di Christopher Nolan.

Fedele alla sua filosofia produttiva, Nolan con il suo The Odyssey ha completamente immerso il cast, che include attori come Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland e Zendaya, in scenari reali, monumentali.

La produzione ha attraversato l’Europa, tra cui anche la nostra straordinaria Italia, e il Nord Africa, per mappare la geografia del mito omerico, trasformando location geografiche reali nei regni, nelle isole e nelle trappole divine descritte da Omero.

La Grecia, il Peloponneso, Itaca e la partenza del viaggio

Sebbene la patria di Ulisse sia l’isola di Itaca, Nolan ha scelto la penisola del Peloponneso per evocare la grandiosità architettonica e la stabilità politica (poi perduta) della civiltà micenea.

Acrocorinto, imponente fortezza, arroccata su una rupe che domina l’istmo di Corinto, è stata utilizzata dal regista per rappresentare le imponenti mura della reggia di Itaca. Nel poema, la dimora di Ulisse è il fulcro politico dell’isola, assediata dai Proci che dilapidano le sue ricchezze. Le forme geometriche e calcaree di Acrocorinto restituiscono il senso di una fortezza reale ma vulnerabile.

Il Castello di Methoni e la spiaggia di Voidokilia (Messenia): Nel Libro III dell’Odissea, il giovane Telemaco viaggia verso la “sabbiosa Pilo” per chiedere notizie del padre al saggio re Nestore. La produzione ha girato proprio in queste zone.

La spiaggia di Voidokilia, con la sua incredibile forma a semicerchio perfetto che ricorda la lettera omega (Ω), è il luogo ideale in cui Nolan ha ricostruito gli approdi delle navi e i drammatici naufragi della flotta. Poco distante, la Grotta di Nestore è stata usata come rifugio d’ombre per scene incentrate sullo svelamento di segreti e manufatti antichi.

La Sicilia e le sue isole – La terra dei mostri e delle Ninfe

La Sicilia è storicamente la regione italiana più legata alle tappe centrali e fantastiche del viaggio di Ulisse. Nolan ha sfruttato la natura incontaminata e vulcanica delle isole siciliane per dare corpo ai pericoli e alle tentazioni marine.

L’Isola di Favignana (Egadi) – L’isola delle Capre e gli sbarchi
Favignana è stata uno dei quartier generali della produzione. Nell’antichità greca l’isola era chiamata Aegusa (“Isola delle capre”). Nel poema omerico, prima di affrontare il Ciclope, Ulisse e i suoi uomini sbarcano su un’isola lussureggiante e popolata da capre selvatiche, usata come base logistica e per rifornirsi di cibo.

Le coste e le cave di tufo (Cala Rossa, Bue Marino)
La troupe ha sfruttato le scogliere acuminate di Cala Rossa e le tonalità della Golden Hour del Bue Marino per le sequenze di approdo. Sarà un Ulisse stremato che emergerà dalle acque e toccherà una terra sconosciuta, traducendo visivamente la solitudine e il legame profondo tra l’uomo e la roccia.

Mentre il Castello di Santa Caterina, situato sulla vetta più alta dell’isola, è una fortezza che offre una vista a 360 gradi sul Mediterraneo. Nolan ha sfruttato questo punto panoramico per inquadrature che clamorose, anche tramite l’uso di camere IMAX, che suggeriscono lo “sguardo divino” degli dei dell’Olimpo e la disperata ricerca dell’orizzonte da parte del protagonista.

L’Orecchio di Dionisio (Siracusa) – La Caverna del Ciclope Polifemo
Per l’oscura e terrificante dimora del Ciclope, Nolan ha scelto la monumentale grotta calcarea situata nella Latomia del Paradiso a Siracusa. Per la messa in scena di questa trappola mortale, il regista si è dichiaratamente ispirato all’immaginario gotico, organico e grottesco di Guillermo del Toro.

Nolan ha sfruttato l’incredibile acustica naturale della caverna per amplificare ogni minimo e spaventoso rumore del mostro, trasformando la roccia in un ambiente opprimente e claustrofobico.

Le Isole Eolie – Il Regno di Eolo e l’Ade

La troupe si è poi trasferita tra Lipari, Vulcano e Basiluzzo, sfruttando l’architettura geologica plasmata dal fuoco e dallo zolfo.

Lipari (Pietra del Bagno), una scogliera a picco sul mare che figura perfettamente la mitica isola di Eolia, descritta da Omero come un’isola galleggiante circondata da un muro di bronzo inscindibile. È qui che Ulisse incontra il Re dei Venti e riceve l’otre che contiene le tempeste.

Vulcano (Grotta del Cavallo), un labirinto di cunicoli e pozze d’acqua sulfurea, accessibile solo via mare, che è stato scelto per ricreare la discesa di Ulisse negli Inferi (la Nekyia del Libro XI). Nel poema, l’eroe deve viaggiare fino ai confini dell’oceano per evocare lo spirito del profeta Tiresia; l’atmosfera fumosa e misteriosa del cratere e delle grotte di Vulcano si adatta perfettamente alla rappresentazione di un mondo sotterraneo e spettrale.

Il Marocco – Il Nord Africa e i Lotofagi

Aït Benhaddou ed Essaouira, sono le sabbie e le fortificazioni storiche del Marocco che hanno prestato il volto alle tappe africane del poema. In particolare, le zone desertiche rievocano la Terra dei Lotofagi, l’isola in cui i compagni di Ulisse perdono la memoria e il desiderio di tornare a casa dopo aver mangiato il fiore del loto. Le coste ventose di Essaouira, costantemente battute dalle onde dell’Atlantico, sono state invece utilizzate per girare le tumultuose sequenze navali che mostrano la furia distruttiva di Poseidone contro la flotta greca.

La Scozia e l’Islanda, i luoghi dell’ignoto e l’Isola di Circe

Una delle scelte più spiazzanti e affascinanti di Nolan è stata quella di spostare la produzione nel Nord Europa, abbandonando il calore del Mediterraneo per trasmettere il senso di smarrimento geografico che provavano i marinai dell’antichità quando perdevano la rotta.

Il Castello di Findlater (Moray Firth, Scozia), mette a disposizione il suo scenario; questo castello arroccato su una scogliera battuta dal Mare del Nord, è stato scelto per dare vita all’Isola di Eea, la dimora della maga Circe. Nell’estetica di Nolan, l’isola della maga perde interamente i tratti di un paradiso idilliaco per assumere i contorni scenografici di un avamposto cupo e isolato ai confini del mondo conosciuto.

Curiosamente, nel porto scozzese di Buckie è stata avvistata la Draken Harald Hårfagre, una gigantesca nave vichinga, riadattata dalla produzione per fungere da antica imbarcazione da guerra greca nelle acque nordiche.

Infine, gli altopiani e i ghiacciai dell’Islanda, paesaggi primordiali, caratterizzati da deserti di lava nera e lingue di ghiaccio perenne, che sono stati utilizzati per girare le scene legate alla Terra dei Cimmeri, descritta da Omero come una regione perennemente avvolta dalle nebbie e dalle tenebre, dove il sole non sorge mai.

Nolan usa questo deserto emotivo e visivo per sottolineare il punto più basso, disperato e psicologicamente alienante del viaggio del suo eroe, Ulisse o Odisseo, che per tutti noi, da ora in poi, avrà anche il volto di Matt Damon.

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Annamaria Martinisi
Sono il risultato di un incastro perfetto tra la razionalità della Legge e la creatività del cinema e la letteratura. La mia seconda vita è iniziata dopo aver visto, per la prima volta, “Vertigo” di Hitchcock e dopo aver letto “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Mi nutro di conoscenza, tramite una costante curiosità verso qualunque cosa ed il miglior modo per condividerla con gli altri è la scrittura, l’unico strumento grazie al quale mi sento sempre nel posto giusto al momento giusto.