
Paolo Sorrentino firmerà un documentario-ritratto su Carlo Ancelotti, un’opera che ripercorrerà la cinquantennale carriera dell’allenatore fino al culmine dei Mondiali del 2026, che lo vedranno quest’estate alla guida della Nazionale brasiliana.
Il progetto, ancora senza titolo, è stato confermato ufficialmente a Cannes, come rilanciato da Deadline. Il film sarà prodotto da Francesco Melzi d’Eril per MDE Films (già produttore di successi di Luca Guadagnino come Chiamami col tuo nome, Suspiria e Bones and All), Chloe McClay, Celia Babini e Buck Andrews per Tart Productions, e Gabriele Moratti per MeMo Films.
Il calcio nella vita privata e artistica di Paolo Sorrentino
Che il calcio sia un elemento preminente nella vita privata e artistica del regista premio Oscar è cosa nota: uno sport che da sempre ne scandisce il destino. Già nel suo film d’esordio, L’uomo in più, Sorrentino mette in scena questa viscerale passione attraverso l’emblematica frase “Nella vita non esiste il pareggio”, attorno alla quale si dipana la narrazione dei due destini speculari di Tony e Antonio Pisapia.
Un altro riferimento, più sfumato ma non meno significativo, compare ne La grande bellezza (2013), quando Ramona confessa a Jep Gambardella il ricordo della sua prima volta: “Con un calciatore… è diventato pure bravissimo, ha giocato co’ a’ nazionale!”. Ma è nel 2021, con il suo lavoro più intimo e struggente, È stata la mano di Dio, che il calcio smette di essere un semplice sfondo per farsi unione familiare, fato e salvezza. Qui, il vessillo di questo trasporto personale è Diego Armando Maradona, celebrato come una figura divina capace di deviare il destino del giovane Fabietto Schisa, strappandolo alla tragedia.
Il calcio, una bellissima variazione del cinema
Il documentario su Carlo Ancelotti si preannuncia quindi come conferma di un legame necessario, sia umano che artistico, che Sorrentino continua a coltivare. Del resto, come dichiarato dallo stesso regista in un’intervista a Sky nel 2020, il grande schermo e il rettangolo verde condividono la stessa anima, “La partita di calcio ha molto in comune con i film, c’è una narrazione, ci sono delle tecniche, delle tattiche, dei trucchi e c’è un finale che non è scontato, che nessuno conosce. Quindi il calcio è una bellissima variazione del cinema”.
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