Pellizza pittore da Volpedo di Francesco Fei con Fabrizio Bentivoglio, prodotto da Apnea Film con la partecipazione di METS Percorsi d’Arte. Nexo Studios
Pellizza pittore da Volpedo di Francesco Fei con Fabrizio Bentivoglio, prodotto da Apnea Film con la partecipazione di METS Percorsi d’Arte. Nexo Studios

Presentato alla 19ª edizione della Festa del Cinema di Roma, Pellizza pittore da Volpedo è il nuovo documentario del regista Francesco Fei, con Fabrizio Bentivoglio, prodotto con Apnea Film e METS Percorsi d’Arte, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, e il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e il contributo di Gallerie Maspes Milano.

Disponibile in sala esclusivamente il 4 e il 5 febbraio, e distribuito da Nexo Studios. Dopo Dentro Caravaggio e Segantini Ritorno alla Natura, il regista torna dietro alla macchina da presa raccontando un altro pittore italiano. Lo fa affidandosi all’abilità attoriale di Fabrizio Bentivoglio, una guida per le vie di Volpedo. Bentivoglio rilegge la parola scritta e ne fa rivivere la sua arte.

Di cosa parla Pellizza pittore da Volpedo

Il documentario racconta Giuseppe Pellizza, uno dei maggiori pittori italiani moderni nonché autore del celebre Il Quarto Stato, dipinto nel 1901 e da quel momento emblema della classe operaia. Tra le vie incantevoli di Volpedo (in provincia di Alessandria), dove il pittore visse, viene raccontata la storia dell’artista che ha introdotto il divisionismo nella pittura italiana e che si tolse la vita troppo presto, a causa di una crisi depressiva dopo la morte dell’amata moglie.

Il Pellizza viene riscoperto attraverso i suoi quadri, mostrati grazie alle conoscenze di grandi collezionisti e che li hanno messi a disposizione, permettendo allo spettatore di ammirarli. Durante il racconto intervengono anche altre autorevoli personalità della storia dell’arte, come Aurora Scotti, Pierluigi Pernigotti, Carolyn Christov-Bakargiev e Paola Zatti.

Pellizza e il legame con Volpedo

Volpedo fa costantemente da sfondo durante l’intero film: un piccolo paese del Piemonte, dimesso, silenzioso immerso tra il giallo del grano e il verde delle colline. Da questa piccola realtà il pittore partirà fino ad arrivare all’accademia milanese di Brera, poi Roma, la Firenze di Fattori e infine la Bergamo di Tallone. Nonostante il suo girovagare rimarrà sempre legato al paese natale, e tale legame verrà manifestato soprattutto attraverso la sua espressione artistica.

La regia emoziona, suggestiona, affascina attraverso un’impattante manifestazione pittorica. Questo porta a un risultato pienamente riuscito.

Il documentario è focalizzato sui luoghi, ne esalta la bellezza straordinaria, la macchina da presa fa da guida fisica, ma anche introspettiva rivelando una natura, quella dell’artista, afflitta dal dolore di una vita tormentata ed espressa attraverso la pittura. Una narrazione che consente di scoprire un artista poco conosciuto, ma che rappresenta al tempo stesso l’emblema dell’arte del secolo scorso e della realtà contemporanea.

Il percorso fisico e celebrativo dell’arte di Pellizza

Il film si districa attraverso un percorso di approfondimento della figura di Pellizza avviato da METS Percorsi d’arte congiuntamente alla GAM di Milano che ha avuto inizio a Volpedo, presso lo studio del pittore, e narrato per mezzo di Bentivoglio, in cui il focus è pienamente incentrato sulla natura.

Il cammino cinematografico prosegue al Castello di Novara, con la mostra Paesaggi. Da Migliara a Pellizza da Volpedo, il racconto continua con le riprese sulla prestigiosa rassegna dedicata all’evoluzione della pittura di paesaggio tra Piemonte e Lombardia dagli anni Venti dell’Ottocento al primo decennio del Novecento, che permette di ammirare capolavori provenienti da importanti musei in Italia e all’estero e da prestigiose collezioni private, tra cui alcune importanti opere di Pellizza da Volpedo.

Infine si giunge a Milano con l’obiettivo totalmente concentrato su Il Quarto Stato, l’opera che ha reso grande questo artista nel mondo.

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Annamaria Martinisi
Sono il risultato di un incastro perfetto tra la razionalità della Legge e la creatività del cinema e la letteratura. La mia seconda vita è iniziata dopo aver visto, per la prima volta, “Vertigo” di Hitchcock e dopo aver letto “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Mi nutro di conoscenza, tramite una costante curiosità verso qualunque cosa ed il miglior modo per condividerla con gli altri è la scrittura, l’unico strumento grazie al quale mi sento sempre nel posto giusto al momento giusto.