Pino Daniele. Spiritual, la mostra a Palazzo Reale di Napoli. Foto: Fondazione Pino Daniele, 1991
Pino Daniele. Spiritual, la mostra a Palazzo Reale di Napoli. Foto: Fondazione Pino Daniele, 1991

Pino Daniele non ha mai lasciato Napoli, né Napoli ha mai dimenticato il suo grande cantautore, capace di portare la musica tradizionale fra le note del blues. Così, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 70° compleanno – e a 10 anni dalla sua scomparsa – la città gli dedica una mostra nel bellissimo e prestigioso Palazzo Reale.

Dal 20 marzo al 6 luglio 2025 la Sala Plebiscito e la Sala Belvedere del palazzo ospitano Pino Daniele. Spiritual.

Spiritual – La mostra

L’obiettivo di Spiritual è la rievocazione delle origini del mondo artistico di Pino Daniele, la sua dimensione trascendente e l’eredità socio-culturale che ha lasciato. Per la prima volta, la storia di uno degli artisti più amati della musica italiana viene raccontata attraverso un ricco mosaico di contenuti audiovisivi, pubblici e privati, materiali d’autore e amatoriali, documenti inediti, oggetti personali e strumenti che lo hanno accompagnato nel suo percorso creativo.

Anche nel titolo, Pino Daniele. Spiritual è racchiusa perciò una dichiarazione d’intenti: la volontà di rappresentare l’essenza profonda dell’artista, che ha attraversato luoghi, geografie e generi musicali (da cui il gioco di parole con gli spiritual dell’America nera).

Tutto il materiale inedito è una concessione della Fondazione Pino Daniele, che ha assegnato all’evento anche il sigillo “70/10 Anniversary”, riservato esclusivamente a eventi, progetti e manifestazioni che, oltre a rendere omaggio alla memoria di Pino Daniele, rappresentano un valore significativo e un contributo rilevante alla sua eredità musicale e culturale, in occasione dei 10 anni dalla sua scomparsa e dei 70 anni dalla sua nascita.

Struttura della mostra

Pino Daniele. Spiritual è una mostra divisa in due parti e nove aree tematiche. La prima parte ripercorre la storia di Pino Daniele dal 1955 al 1977, anno di pubblicazione del suo primo album, impreziosita da alcune ricostruzioni scenografiche della sala prove (la “Grotta” di tufo, punto di riferimento per suonare e fare ricerca musicale) e di un tipico live club notturno di Napoli degli anni ’70. La seconda parte, invece, è una narrazione intima della vita e della carriera dal 1977 al 2014, attraverso un percorso cronologico completo.

L’esposizione è promossa dalla Fondazione Pino Daniele, presieduta da Alessandro Daniele, con il Ministero della cultura, Palazzo Reale, Regione Campania, Comune di Napoli, prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la media partner di Rai con la collaborazione di Rai Teche, Archivio Luce e con Fondazione Campania dei Festival, curata da Alessandro Daniele e Alessandro Nicosia.

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