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Pivio: DIARIO DI (UNA) RESISTENZA MUSICALE

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Il “Diario” interattivo di un musicista per resistere al lockdown

Soli, reclusi nel lockdown di casa mentre fuori incombe la pandemia, è necessario fare qualcosa per sopravvivere. Resistere. Magari suonando musica o scrivendo parole.

O perché no, facendo entrambe le cose, insieme e al tempo stesso, unendole in un corpo solo. 

È quello che ha fatto Pivio, poliedrico musicista e impavido sperimentatore, con il suo Diario di (una) resistenza. Ovvero come sono stato salvato dalla musica e la smorfia: un libro musicale che “vive” attraverso lo strumento del QR Code. 

Nuove esigenze

Una nuova forma di scrittura nata in lockdown come un’esigenza e uscita ora, alla fine del lockdown, per proporre una nuova forma di lettura. Basta sollevare quell’oggetto che abbiamo sempre in mano, lo smartphone, su quello che abbiamo imparato a riscoprire proprio in questa pandemia, il libro. E il gioco è fatto: la letteratura si fa musica, il diario di una quarantena si fa video musicale, un testo intimo si apre all’interattività col suo lettore.

In questo modo, 90 giorni di quarantena si aprono alla sua polisensorialità diventando parole, musica e video. Diventano 90 numeri sul calendario di un tempo che è sembrato immobile, ma che ha continuato a scorrere. Come i 90 numeri della Smorfia, quella scienza sempre uguale a se stessa, ma che riesce costantemente a muoversi tra gioco e speranza, tra superstizione e disperazione, tra serietà e ironia. 

Un supporto essenziale per la vita, ancor di più per una vita che entra ed esce spesso dalla chiusura per necessità maggiori.

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Il musicista Pivio

Stasera quegli stessi 90 numeri saranno protagonisti anche del gioco online lanciato dall’autore per la prima presentazione del libro. Si parte dal numero 3: 3 numeri, 3 domande e 3 libri autografati in palio ai vincitori.

La prima e l’ultima presentazione in video, perché la prossima, il 28 maggio, sarà dal vivo, in un palcoscenico d’eccezione, l’Asti Film Festival, accompagnata dall’altrettanto eccezionale proiezione del film Nothin’ At All di Matteo Malatesta e dello stesso Pivio (Italia, 2021). 

Una presentazione con sedie piene, stavolta. Perché la gestazione di questo libro inizia da una sala vuota, quella della Casa del Cinema di Roma. È il 5 marzo 2020, il primo lockdown è iniziato, ma sul palco gli Scortilla ci sono tutti a presentare il loro album Fahrenheit 999. Anche Pivio, fondatore di quella band new wave 40 anni prima.

Quando scende dal palco, stavolta però non ci sono applausi, solo un’immagine desolante che si porta dietro, o meglio dentro il suo lockdown, per poi stamparla sulla copertina del diario che da quel giorno stesso comincia a scrivere. 

La copertina del libro di Pivio

In un certo senso, Diario di (una) resistenza è la colonna sonora (e filmica) di quel periodo. Fatta da uno che di colonne sonore se ne intende, eccome: Pivio, nome d’arte di Roberto Pischiutta, musicista autore di colonne sonore,150 realizzate, da quella del debutto di Ozpetek, Il bagno turco, passando per 4 David di Donatello e 3 Nastri d’Argento. 

Nel suo diario, usando le parole numeriche della Smorfia, Pivio ci trascina da Battiato ai Tool, dai Pink Floyd a Vivaldi, passando attraverso il rap pornografico di Tekashi 6ix9ine (musicista milionario in libertà vigilata) e la Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. Sullo sfondo, la pandemia con tutte le sue conseguenze, la paura, l’ansia per il vaccino, la follia e quel senso di appartenenza verso un’Italia che trema e resiste. Forse. 

Diario di (una) resistenza, in fondo è semplicemente questo: un modo inedito per condividere un momento buio e sopportarlo con le nostre due più grandi forze, l’ironia e la cultura.

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Tag:, , , , , , , Last modified: 30 Aprile 2021
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