
Continua il tour italiano e internazionale di DOM, il film documentario diretto da Massimiliano Battistella, in cinquina ai Nastri d’Argento Documentari per il Cinema del Reale e già presentato in importanti festival europei. Dopo le prime tappe del tour, il film prosegue il suo percorso nelle sale italiane con numerosi appuntamenti accompagnati da ospiti e incontri con il pubblico.
Le date
Venerdì 15 maggio DOM sarà ad Acqualagna, in provincia di Pesaro, al Cinema Conti, alla presenza del produttore Riccardo Biadene, della psicodrammaturga e collaboratrice autoriale Lisa Pazzaglia e del regista Massimiliano Battistella, collegato da remoto. Sempre il 15 maggio sarà proiettato a Taranto, al Cinema Teatro Orfeo. La serata sarà presentata dalla giornalista Marina Luzzi e vedrà la partecipazione del regista Massimiliano Battistella, di Enzo Pilò dell’Associazione Babele e di Videokult.
Il 19 maggio sarà a Perugia al Cinema Zenith. L’incontro sarà moderato dal critico cinematografico Andrea Fioravanti, alla presenza del regista Massimiliano Battistella.
Il 20 maggio il tour farà tappa a Spoleto in provincia di Perugia al Cinema Sala Pegasus con Massimiliano Battistella.
A giugno tornerà nuovamente a Roma. Il 3 giugno sarà al Cinema delle Province in collaborazione con l’associazione Mujeres nel Cinema. Il 9 giugno sarà nuovamente a Roma con una proiezione evento al Cineclub.
Parallelamente al tour nelle sale, DOM continua il suo percorso nei festival internazionali. Il film parteciperà infatti al TRT International Documentary Awards a Istanbul, all’Ischia Film Festival, al Melbourne Documentary Film Festival, al Pula Film Festival ed è in nomination ai Crystal Pine Awards Gala Ceremony all’interno dell’International Sound & Film Music Festival di Varaždin.
DOM è stato presentato in anteprima alle Giornate degli Autori, sezione Notti Veneziane, in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; al Sarajevo Film Festival; e a DOK Leipzig, dove ha ottenuto la menzione MDR Film Prize.
Il tour nazionale ha già toccato numerose città italiane da Roma a Milano, Bologna, Torino, Firenze, Napoli, Palermo fino a Cagliari. Il 4 maggio è stato proiettato a Vicenza al Cinema Oden. L’11 maggio il film è stato presentato ad Ancona al Cinema Teatro Italia alla presenza di Lisa Pazzaglia e della protagonista Mirela Hodo. Nelle giornate dell’11 e 12 maggio il documentario è tornato al Cinema Oden di Vicenza.
La trama
Il documentario ricostruisce il ritorno a Sarajevo di Mirela Hodo, rifugiata in Italia nel 1992 durante l’assedio della città. A soli 10 anni, con altri 66 bambini, lascia l’orfanotrofio Dom Bjelave sotto i bombardamenti. Il film ripercorre il viaggio che, adulta, la porterà di nuovo a Sarajevo per riconciliarsi con il passato, alla ricerca della madre e della propria identità ferita.
DOM è prodotto da Riccardo Biadene per Kama Productions in coproduzione con MESS Sarajevo e Method, con la partecipazione di Global Film Partners Amsterdam. Il film vede la collaborazione autoriale di Lisa Pazzaglia; al montaggio Desideria Rayner con Giampiero Civico. La fotografia è firmata da Emanuele Pasquet. Le musiche originali sono del compositore bosniaco Nedim Zlatar. film è stato sviluppato nell’ambito del programma CPH:DOX 2024 e selezionato agli AJD Industry Days / Rough Cut di Sarajevo 2024.
Perché non perderlo
La risonanza che DOM ha ricevuto è dovuta alla forza di un racconto messo in scena con una forma visiva che con estrema grazia si accorda alla storia di Mirela Hodo, rifugiata in Italia nel 1992 durante l’assedio della sua città.
Battistella la accompagna a Sarajevo per riconciliarsi con il passato, filmando un ritorno carico di aspettative e promesse. Il viaggio che la protagonista percorre passa per persone che non vede da molti anni, luoghi che le ricordano una vita prima di quella che si è trovata a vivere in seguito. La sua ferita piano piano si rimargina, e le immagini la accolgono.
DOM si muove inoltre in un dialogo costante tra presente e passato, ricostruito grazie al montaggio e al lavoro sul repertorio, che si alterna alle immagini di Mirela, prima a Rimini e poi a Sarajevo. L’archivio utilizzato va oltre il valore storico, perché è filtrato dalla soggettività della protagonista e dei personaggi con cui entra in contatto. C’è la testimonianza sorprendente di Dom Bjelave durante l’assedio e il girato delle educatrici del centro vicino Rimini, c’è il ricongiungimento di Mirela con una serie di vecchi amici, che è privo di sentimentalismi, eppure così vero da smuovere sentimenti intensi in chi guarda, come se quella storia fosse di tutti.
Qui la recensione completa e qui l’intervista al regista.
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