Questi capelli libro

È il ritratto di un’auto-persecuzione e del tentativo quotidiano di essergli indifferente

Questi capelli, pag.102

La descrizione migliore di Questi capelli è quella che dà la sua stessa autrice, Djaimilia Pereira de Almeida, questa sola e caustica frase, nascosta dopo un centinaio di pagine, che brucia sulla pelle e fra le righe.

Tutto nasce dai capelli e per i capelli come simbolo identitario, come indice di una storia che si racconta da sé, solo a guardarla, ma non si dà mai del tutto. Capelli che segnano il percorso di un viaggio, dall’Angola al Portogallo, che soffrono fra le mani inesperte e dure di parrucchiere che non sanno prendersene cura né vogliono imparare a conoscerli. Capelli amati e odiati da una voce narrante che li celebra come la componente più importante del proprio corpo e a tratti li trasforma in immagine del «suprematista implicito» e interiorizzato, «aggressore che rovina i miei giorni».

La voce è quella di Mila, personaggio liminale, alter ego di Djaimilia ma anche fulcro di una storia universale: a metà fra memoir e romanzo. Di lei si sa solo ciò che decide di scrivere e far leggere a un pubblico di cui risulta consapevole, come se il suo fosse un diario aperto a tutti. Ricordi, situazioni ed eventi si mescolano senza eccessive spiegazioni, a volte in modo da disorientare volutamente chi legge e ha l’impressione di non arrivare mai a conoscere davvero colei che racconta.

Un perpetuo mettersi alla prova con il gioco e il processo della scrittura è l’esperimento maggiore di Pereira de Almeida, capace di scavare nel profondo di riflessioni personali e ribaltarle fino a ricavarne un percorso unitario, di liberazione del Sé attraverso la scrittura stessa.

La parola scritta diventa la sua arma di rivendicazione identitaria. Mila/Djaimilia si cerca (e si trova) attraverso i complessi viaggi destrutturati e ricomposti all’interno delle sue pagine. E noi, insieme a lei, impariamo e scopriamo.

Non so pettinarmi per iscritto senza che il libro mi sfugga un po’ di mano

Questi capelli, pag.92

Ringraziamo la casa editrice La Nuova Frontiera che ha portato e tradotto in Italia il testo del 2015. Questi capelli è disponibile nelle librerie e negli e-store.

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valeria-verbaro-framed-magazine
Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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