
Martedì 13 maggio 2025 RObert De Niro ha ricevuto la sua Palma d’oro onoraria, consegnata dalle mani di Leonardo DiCaprio. È stato anche un momento per tornare su una questione politica che l’attore ha particolarmente a cuore da diversi anni, ovvero la resistenza al presidente Trump. Dopo una breve parentesi di autocensura, a causa della promozione della serie Netflix Zero Day, De Niro è tornato a criticare l’operato del 47° presidente, usando il prestigioso palco di Cannes per lanciare un messaggio a tutti gli artisti, contro l’autoritarismo.
Cosa ha detto Robert De Niro contro Trump
«Nel mio Paese stiamo combattendo come matti per una democrazia che una volta davamo per scontata» ha detto. «È qualcosa che riguarda anche tutti noi che siamo qui, perché l’arte è il crogiolo che unisce le persone, come accade stasera qui. L’arte cerca la verità. L’arte abbraccia la diversità. Ecco perché l’arte è una minaccia».
«Ecco perché noi siamo una minaccia per gli autocrati e i fascisti. Il filisteo presidente statunitense si è autoproclamato capo di una delle più grandi istituzioni culturali degli Stati Uniti (il Kennedy Center, ndr). Ha taglaito i fondi e i finanziamenti alle arti, alle scienze umane e all’istruzione».
E riguardo le tariffe e i dazi annunciati sui film non prodotti negli Stati Uniti De Niro ha anche aggiunto: «Non si può mettere un prezzo alla creatività, ma evidentemente si può applicare una tassa. È ovvio che sia inaccettabile. Tutti questi attacchi sono inaccettabili. E non è solo un problema statunitense, è un problema globale. Non possiamo stare seduti a guardare, come se fosse un film. Dobbiamo agire e dobbiamo agire adesso». E ha quindi invitato il pubblico internazionale, i cittadini di tutto il mondo a fare qualcosa, a reagire «senza violenza, ma con grande passione e determinazione».
Infine ha concluso: «È tempo che chiunque abbia a cuore la libertà si organizzi e inizi a protestare e che, quando ci saranno le elezioni, vada a votare. A votare. Stasera e per il prossimo 11 giorni noi mostriamo la nostra forza e il nostro impegno nel celebrare l’arte in questo glorioso festival. Liberté, Égalité, Fraternité».
È così che Robert De Niro chiama la rivoluzione.
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