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SAG Awards 2021 – I premi autoreferenziali ma essenziali di Hollywood

SAG Awards 2021

Come ha ben detto Mark Ruffalo stanotte, i SAG Awards sono un coronamento del proprio lavoro, perché sono riconoscimenti che arrivano dai pari, da altri attori che vedono bene le difficoltà di ogni ruolo. Insieme ai Golden Globes sono una tappa essenziale della corsa agli Oscar, ma ne differiscono appunto perché sono Guild Awards, premi interni di categoria. Ovviamente ne esistono di simili per ogni settore cinematografico (PGA, produttori, DGA, registi, e così via), tutti concentrati nel mese che precede gli Academy Awards.

Gli Screen Actors Guild Awards, tuttavia, rimangono i più noti e fondamentali perché puntano i riflettori sui divi dell’Olimpo hollywoodiano che in questa notte, letteralmente, si autocelebrano. Ogni anno si sprecano i complimenti vicendevoli ma al di là dei risultati, spesso sono i discorsi di ringraziamento la parte più interessante. Tanto che il sito ufficiale raccoglie tutte le trascrizioni degli Acceptance Speeches. Spesso infatti attori e attrici sfruttano questo momento di visibilità scendere in campo, parlare alla società (e non deve stupire, almeno non dopo che Reagan dai Western è finito alla Casa Bianca o Schwarzenegger è passato dagli action movie al governo californiano).

Uno dei discorsi più belli degli ultimi anni è stato quello di Chadwick Boseman, nel 2019, quello del young, gifted and black (che trovate qui). E a rivederlo oggi vengono quasi le lacrime agli occhi, pensando che Boseman è ormai scomparso da pochi mesi, ma ha comunque stabilito un record incredibile. Quattro nomination, nello stesso anno, con due film diversi (e girati nelle fasi terminali della sua malattia). Stanotte ha vinto come miglior attore in Ma Rainey’s Black Bottom, accanto alla compagna di quest’ultima sua avventura sullo schermo: Viola Davis, miglior attrice.

Tra grandi sorprese e ottime riconferme, questi sono allora tutti i vincitori dei SAG Awards 2021.

Viola Davis e Chadwick Boseman con il regista George C. Wolfe (Ma Rainey)
Viola Davis e Chadwick Boseman con il regista George C. Wolfe

IL PROCESSO AI CHICAGO 7: Miglior cast in un film. Ad accettare il premio, a nome di tutti è stato Frank Langella, il giudice inqualificabile, come viene descritto nel film. Langella ha ricordato la figura di Martin Luther King, il cui assassinio nel 1968 (di cui ieri era l’anniversario) aveva in parte influito sugli eventi di Chicago nei mesi successivi. Un ricordo essenziale anche per capire la portata politica del film, di cui abbiamo parlato nella nostra riflessione, qui.

VIOLA DAVIS. Miglior attrice protagonista in un film. Grande sorpresa per la straordinaria attrice, finora a mani vuote nella Awards Season, nonostante l’ottima performance in Ma Rainey. Oltre ai ringraziamenti di rito, colpisce il suo personale ringraziamento al compianto drammaturgo August Wilson: per aver lasciato un’eredità agli attori di colore, da custodire per il resto delle nostre vite.

CHADWICK BOSEMAN. Miglior attore protagonista in un film. Boseman ha vinto finora tutti i premi maggiori della stagione per il suo ruolo in Ma Rainey. Ancora una volta ad accettare il premio è stata la moglie, citandolo direttamente: “If you see the world unbalanced, be a crusader that pushes heavily on the seesaw of the mind”.

YUH-JUNG YOUN. Miglior attrice non protagonista in un film (Minari). I don’t know how to describe my feelings, I’m being recognized by Westerners: non so come descrivere i miei sentimenti, gli Occidentali mi stanno riconoscendo. Nel terribile clima di Asian hate degli ultimi mesi, queste parole forse si commentano da sole.

DANIEL KALUUYA. Miglior attore non protagonista in un film. Il suo Fred Hampton in Judas and the Black Messiah lascia senza fiato. Meritatissimo tanto il Golden Globe quanto questo SAG, che ha voluto dedicare sia alla memoria di Chadwick Boseman (con cui ha recitato in Black Panther), sia a quella di Hampton stesso. [Voglio condividere questo premio con il] Chairman Fred Hampton che ci ha guidati e ci ha mostrato il suo potere anche dopo 52 anni.

I SAG Awards televisivi

Una simpatica particolarità dei SAG Awards di quest’anno sono state le lunghe chiacchiere in Zoom call dei candidati, tra una premiazione e l’altra. Soprattutto nelle categorie televisive in cui esordienti, come il cast di Bridgerton, si sono emozionati alla presenza di Olivia Colman nella stessa stanza di Zoom. Un ambiente più intimo rispetto certamente al red carpet che ovviamente non era possibile. Questi sono comunque i premi televisivi, in elenco.

THE CROWN. Miglior cast in una serie drammatica.

GILLIAN ANDERSON. Miglior attrice in una serie drammatica (The Crown).

 JASON BATEMAN. Miglior attore in una serie drammatica (Ozark).

SCHITT’S CREEK. Miglior cast in una serie comica.

CATHERINE O’HARA. Miglior attrice in una serie comica (Schitt’s Creek).

JASON SUDEIKIS. Miglior attore in una serie comica (Ted Lasso).

ANYA TAYLOR-JOY. Miglior attrice in una miniserie (La regina degli scacchi).

MARK RUFFALO. Miglior attore in una miniserie (Un volto, due destini).

Altri premi

Il bello dei SAG Awards è che proprio tutti gli attori ricevono un premio, anche le controfigure.

Il Miglior cast di stunt in un film è quello di WONDER WOMAN 1984. Il migliore in una serie, invece, è quello di THE MANDALORIAN.

Per scoprire tutte le cinquine, visitate qui il sito ufficiale dei SAG Awards. E per aggiornamenti sulla Awards Season, continuate a seguirci!

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Tag:, , Last modified: 5 Aprile 2021
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