
Quando Carlo Conti ha pronunciato il suo nome, l’Ariston si è alzato in piedi, e un boato travolgente di giubilo ha travolto il palco di Sanremo. Sal Da Vinci è il vincitore del Festival! Un trionfo che sa di riscatto, di storia e, soprattutto, di un legame viscerale con il pubblico che non ha mai smesso di sostenerlo.
Sal ha affrontato la finalissima con una nuova consapevolezza, quella dei “grandi”. La sua esibizione è stata un crescendo di pathos, diretta dal maestro Valeriano Chiaravalle.
Mentre le note di Per sempre sì riempivano la sala, l’artista napoletano ha saputo dosare tecnica vocale, insieme a un’interpretazione carica di emozione e umanità. Il momento cult della serata rimarrà senza dubbio il suo scendere in platea, rompendo la “quarta parete” del protocollo sanremese, per incrociare gli sguardi dei presenti. Il picco emotivo è arrivato nel finale del brano, quando Sal è passato dall’italiano al dialetto con il verso “Accussì sarrà pe sempe sì”. Ormai verso cantato e già conosciuto da tutti.
Per sempre sì, il brano
Prodotta dal duo Merk & Kremont, la canzone vincitrice è una fusione di pop moderno dalle venature paradossalmente funk, ma l’anima del pezzo rimane saldamente ancorata alla grande tradizione melodica italiana.
Per sempre sì è una canzone d’amore, un inno alla resilienza dei sentimenti, e celebra l’unione attraverso un matrimonio adulto che resiste al tempo; e che il vincitore di Sanremo ha voluto dedicare alla moglie Paola.
Una platea in visibilio e la garanzia di Sal Da Vinci
Un’empatia così dirompente tra il gusto popolare e l’atmosfera in sala, si è colta fin dalla prima serata.
Durante la finale, l’entusiasmo è diventato incontenibile. Dopo la proclamazione, tra le lacrime di commozione dell’artista, che ha dedicato il premio a Napoli e alla sua famiglia, il pubblico ha intonato il ritornello del brano a gran voce. È la vittoria della “gavetta”, di un artista che ha saputo rigenerarsi passando dal teatro di tradizione ai tormentoni social, senza mai perdere la propria identità.
Il Tour 2026
Per chi non vede l’ora di ascoltare dal vivo il brano vincitore, la buona notizia è che il 2026 sarà un anno ricchissimo di appuntamenti. Sal Da Vinci ha già annunciato un imponente tour nazionale che lo vedrà protagonista nei principali teatri e in alcune prestigiose arene estive.
Ecco le prime date:
Napoli (Arena Flegrea)
• 25 settembre 2026
• 26 settembre 2026
Tour Teatrale 2026
• 7 ottobre: San Marino – Teatro Nuova Dogana (Data Zero)
• 9 ottobre: Roma – Auditorium Conciliazione
• 12 ottobre: Brescia – Teatro Clerici
• 14 ottobre: Torino – Teatro Colosseo
• 16 ottobre: Padova – Gran Teatro Geox
• 18 ottobre: Bologna – EuropAuditorium
• 20 ottobre: Milano – Teatro Arcimboldi
• 23 ottobre: Bitritto (BA) – Palatour
• 3 novembre: Firenze – Teatro Verdi
• 5 novembre: Catania – Teatro Metropolitan
• 7 novembre: Avellino – Teatro Carlo Gesualdo
Ma chi è Sal Da Vinci
Sal Da Vinci, pseudonimo di Salvatore Michael Sorrentino, è un pilastro della musica e del teatro napoletano contemporaneo. Figlio d’arte del celebre Mario Da Vinci, ha iniziato la sua carriera giovanissimo, debuttando nel mondo della sceneggiata e diventando una star prodigio del cinema degli anni ’70 e ’80.
La sua evoluzione artistica lo ha portato a spaziare con naturalezza tra la canzone pop e il teatro musicale. Una tappa fondamentale della sua maturità è stata la partecipazione al Festival di Sanremo 2009, dove si è classificato terzo con il brano Non Riesco a Farti Innamorare, consolidando il suo successo a livello nazionale.
Con decine di album all’attivo e tour costantemente sold-out, resta un artista capace di unire generazioni diverse grazie a una cifra stilistica che mescola sapientemente sentimento, tecnica vocale e carisma teatrale.
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