Sanremo 2026
Sanremo 2026, Wikipedia

Sanremo è iniziato. Nel migliore dei modi? Bah, chi lo sa. Quel che è certo, tra una canzone strappalacrime di Tiziano Ferro, e il ruggito della tigre malesiana di Sandokan (ancor bisogna capire di quale epoca. Kabir Bedi si è mostrato un po’ confuso, a riguardo), restano le nostre pagelle delle trenta esibizioni della prima serata del Festival 2026.

Da Patty Pravo, fino ai giovanissimi LDA Aka7even nulla è rimasto fuori posto, e tutti ci hanno dato moltissimo materiale per potervene parlare, quello è certo.

I 30 big in ordine d’uscita:

Ditonellapiaga

Uscita da una delle puntate più belle di Sailor Moon, a noi è piaciuta tantissimo. Un sound fresco, leggero, brillante. Tutto al giusto posto, soprattutto l’occhialata da sole sfoggiata verso la fine. Ma poi, potevamo mai non apprezzare un testo che recita “ma sono matta io?”. Tesoro, chi non lo è!

Voto: 7

Michele Bravi

Ritorna con la delicatezza che lo contraddistingue, come chi sa che ogni volta tocca il cuore e sa bene come farlo. Questa volta, forse un po’ troppo. La canzone è bella, ma fatica a farci partire l’applauso. Insomma, il ragazzo è bravo, ma non si applica.

Voto. 6+

SAYF

Che bella canzone, hai portato! “Tu mi piaci tanto”, anche tu a noi, sai? Una dedica non ad una sola persona, ma a tante. E tutte appartenenti a questo contesto storico-sociale molto complesso. Ci ha abbracciati un po’ tutti, vero?

Voto: 7/8

Mara Sattei

Una canzone d’amore, la sua. Performance ordinaria. Il compitino a casa l’ha fatto, di quelli in cui la scritta con la biro non doveva fuoriuscire dalle righe dei quaderni di quinta elementare. Lei, in questo, è stata perfetta; ma non c’è né infamia, e né la lode.

Voto: vive di vibrazioni, ma non sa che cosa sono

Dargen D’amico

Sferzante senza sbagliarne una, e l’ha azzeccata anche questa volta. Un pezzo rap pronto a mettere in luce, senza remore, i drammi sociali. Come sempre pungente, senza giri di parole. E un abito con fantasia parquet da fare invidia all’attitude visionario di Miranda Priestly. Della serie: “Giacca doppiopetto? Avanguardia pura”.

Voto: 7-

Arisa

Arisa ci hai rapito. Il nostro cuore è tutto tuo. Una performance vincente, bellissima, che ci ha commossi tutti. Perché si sa, dietro quel suo modo di fare un po’ inconsapevole, e un po’ smarrito, Arisa è una donna che sa benissimo dove andare, e soprattutto dove porta la sua voce. E noi la adoriamo.

Voto: 9

Luchè

Prima volta a Sanremo. L’emozione ha giocato brutti scherzi. Tra il dire e il fare c’è di mezzo un “Labirinto”, quello del rapper napoletano, che da ieri sera sta ancora cercando l’uscita. Però, dal palco dell’Ariston alle radio il passo è breve. Il suo pezzo, sarà sicuramente tra i più ascoltati.

Voto: 6– (d’incoraggiamento, eh)

Tommaso Paradiso

Sembra sempre un po’ che canti la stessa canzone. Il pop, le dediche d’amore, le delusioni, la felicità; più o meno la stessa minestra riscaldata. Ma la pasta al forno è un’altra cosa.

Voto: 5

Elettra Lamborghini

È stata brava? Diciamo che è simpatica. Una versione “Paola e Chiara” che non ce l’ha fatta.

Voto: 3

Patty Pravo

Elegante, intramontabile. Un’artista alla quale non si può non voler bene e stimare. Un brano che parla di opere d’arte, gli esseri umani. Esibizione ben riuscita. Patty rimane sempre la regina del Piper, indiscussa e memorabile.

Voto 8–

Samurai Jay

Un po’ Maluma, un po’ Bad Bunny, ci hai convinti dai.

Voto: 6½

Raf

Cosa resterà di questi anni di guerre e AI? Esattamente la nostalgia degli anni ’80. Perché Raffaele Riefoli, con il suo spirito e il suo modo di far musica, si è totalmente distaccato dal retaggio culturale (in questo caso canoro), ed è rimasto, per tutto questo tempo, semplicemente Raf!

Voto: 7/8

J – Ax

Ti si vuole bene, eh. Però, della versione hip hop-country, non ne avevamo davvero bisogno.

Voto: avanti il prossimo

Fulminacci

Un brano sulla solitudine, interpretato pure bene. E a noi tutta questa introspezione piace parecchio.

Voto: 7

Levante

Che Dio la benedica. Un pop dolcissimo, soave, delicato. Una ventata di aria fresca, in una serata di tedio assoluto. Grazie, Claudia.

Voto: 8½

Fedez e Masini

Coppia vincente non si cambia. Dall’anno scorso avevamo avuto il sentore che i due avrebbero funzionato. È stato così. Una canzone sul dolore, sui mostri che non sempre si nascondono sotto il letto. Federico e Marco hanno giocato di rimessa. Hanno fatto benissimo.

Voto: 8- (e ci dispiace degli altri perché non sanno più cos’è l’amor)

Ermal Meta

Non cambia, il cantante rimane fedele a sé stesso e alle sue lotte. Davanti al testo del suo brano ogni parere soggettivo verrebbe meno. Ricordare le atrocità sui bambini a Gaza è doveroso. È eroico. Ed è soprattutto giusto.

Voto: nei secoli dei secoli, amen. Ermal, grazie.

Serena Brancale

La lacrima è scesa e la pelle d’oca non ha atteso a manifestarsi. Un brano potentissimo, che ricorda che le stelle hanno in custodia coloro che più vorremmo abbracciare.

Voto 9½

NAYT

Un brano convincente, incisivo. Il giovane si è presentato sicuro sul palco, dimostrando al pubblico che non è il rapper dalle strofe ad altissima velocità. (A Carlo Conti non piacerà questo commento).

Voto: 7+

Malika Ayane

Di animali notturni, siamo rimasti noi, a mezzanotte passata. Però i cinefili ne sono entusiasti. Quanto meno, c’è stato abbastanza materiale per poter ricordare uno dei registi più sottovalutati di sempre, Tom Ford.

Voto: “Animali Notturni”, un film bellissimo. Recuperatelo.

Eddie Brock

Il “bro”, non pervenuto. Tutto orpello, zero nuance, direbbe qualcuno.

Voto: 4

Sal Da Vinci

Che faccia bene o che faccia male, Sal mette tutti d’accordo indistintamente. E non importa se vi siano gli estremi di plagio nei confronti di Massimo Ranieri (si fa per scherzare). La versione “rossetto e caffè 3.0” è perfetta comunque, e il pubblico lo acclama lo stesso. Noi un po’ meno.

Voto: 5

Enrico Ngiotti

Il brano riflette sullo scorrere del tempo, sui rapporti umani. Un significato molto profondo. Un po’ come il sonno che ci è venuto.

Voto: 5+

Tredici Pietro

Un po’ Sangiovanni, un po’ cugino alla lontana di Michele Bravi (per fisicità), la canzone convince. Il microfono che non ha funzionato all’inizio, presagio? Avvertimento? Alle classifiche, ardua sentenza.

Voto: 6+

Bambole di pezza

Wow! Che grinta! Effettivamente, le Spice Girls versione rock/pop/punk ci mancavano. Sono state bravissime, soprattutto per la padronanza sul palco. Brave!

Voto 8

Chiello

Al caro giovine, volevamo dire, che ha attuato un’operazione nostalgia Star Wars, encomiabile; il suo outfit sembrava perfetto per stare sulla Morte Nera. La capigliatura stravagante che ricordava Dragon Ball in tutto il suo splendore è andata di pari passo al pezzo originale. Più che interessante.

Voto 7-

Maria Antonietta e Colombre

Toh! I Coma Cose sono tornati! Ah no, sono La Rappresentante di Lista. No aspettate, i Jalisse. Può essere? Non li abbiamo capiti. Non abbiamo capito il brano. Insomma, dai, non ci sono piaciuti.

Voto 4

Leo Gassman

Un cantante che sa cantare. Che sa cantare bene. Un’armonia quella di Leo, tipica delle canzoni belle, orecchiabili. E che disarmano per la semplicità delle cose fatte bene, in mezzo alla montagna di trash, che quotidianamente disorienta.

Voto: 8

Francesco Renga

La voce c’è tutta. L’estensione vocale, l’interpretazione. Tutto. C’è tutto. Però è uguale alle precedenti.

Voto: “ok ti lascio copiare, però cambia qualcosa”

LDA e AKA7EVEN

Eh, i ragazzi sono stati bravi. Niente da dire. Nonostante fosse l’una e un quarto, sono riusciti a non presentarsi in pigiama e ciabatte. Un po’ stile tarantella, un po’ hit estiva, la canzone è già pronta per essere cantata e ballata in spiaggia con gin tonic in mano.

Voto: 8½

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Annamaria Martinisi
Sono il risultato di un incastro perfetto tra la razionalità della Legge e la creatività del cinema e la letteratura. La mia seconda vita è iniziata dopo aver visto, per la prima volta, “Vertigo” di Hitchcock e dopo aver letto “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Mi nutro di conoscenza, tramite una costante curiosità verso qualunque cosa ed il miglior modo per condividerla con gli altri è la scrittura, l’unico strumento grazie al quale mi sento sempre nel posto giusto al momento giusto.