Sanremo 2026
Sanremo 2026, Wikipedia

L’attesa quarta e penultima serata del Festival di Sanremo 2026, come ormai da recente tradizione, ha permesso -attraverso le cover di brani celebri – di scoprire o riscoprire un lato più giocoso e meno formale degli artisti in gara.

Una parentesi di leggerezza in un’edizione che sembra fare più fatica degli altri anni, schiacciata da un lato dalle aspettative del pubblico e dall’altro da un’azienda pubblica impegnata a evitare qualsiasi guizzo imprevisto, soprattutto in piena campagna elettorale per il referendum.

Le 30 cover

Elettra Lamborghini con Las Ketchup – Aserejé

Un balletto che i millennials ricordano ancora a memoria e l’energia di Elettra e del suo megafono per inaugurare la serata delle cover. Non poteva iniziare meglio, sinceramente.

Voto: 7

Eddie Brock con Fabrizio Moro – Portami via

Ci fa piacere che Eddie Brock, visibilmente commosso, abbia cantato con uno dei suoi artisti preferiti, però nel complesso, niente di memorabile: è stata più emozionante la dinamica fra i due sul palco, che il brano in sé. Funzionano bene e si somigliano, forse andavano ascoltati un po’ più tardi in scaletta, per svegliarsi un po’ con qualche urlo incazzato.

Voto: 6

Mara Sattei con Mecna L’ultimo bacio

Non si può cantare Carmen Consoli senza Carmen Consoli, almeno se si vuole essere ricordati. Ha poco senso rendere un brano del genere uguale a tanti altri sulla scia del “pop+barre”. Andiamo avanti.

Voto: 4

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – Ti lascio una canzone

Provate a immaginare chi potrebbe oggi condividere quel palco con Patty Pravo. Noi non ci riusciamo e infatti lei canta da sola, e si esibisce con il primo ballerino della Scala. Cosa si può dire? La ragazza del Piper va oltre le pagelle. Soprattutto se sceglie di ricordare la grande Ornella Vanoni.

Voto: Fuori scala

Levante con Gaia – I maschi

Sensuale e carichissima, questa nuova versione del classico di Gianna Nannini vogliamo riascoltarlo ovunque. Grazie Levante, grazie Gaia (anche per quel bacio che ha svegliato un po’ l’Ariston ingabbiato).

Voto: 7

Malika Ayane con Claudio Santamaria – Mi sei scoppiato dentro il cuore

Interessante l’idea di portare Santamaria a cantare – e non a recitare – all’Ariston. L’effetto è un po’ meno entusiasmante. Malika Ayane sembra trattenere le sue potenzialità, con un brano in cui invece avrebbe dovuto dare tutto, dopo aver scomodato Mina. Peccato, avrebbe potuto osare di più.

Voto: 5

Bambole di pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto

Se Carlo Conti non avesse spoilerato il passaggio da Occhi di gatto a Whole Lotta Love sarebbe stato un momento epico (Carlo, perché stai rovinando tutto?). Led Zeppelin o no, comunque, le Bambole di pezza crescono a ogni ascolto. Brillano di più a ogni serata.

Voto: 8

Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi + Il disertore

Un caos incredibile e a tratti anche incoerente. Pupo si è impegnato tantissimo, ma forse l’idea di unire il suo brano a quello di Ivano Fossati non è stata la scelta giusta per questa esibizione. Dargen, facci sapere se ci stavi prendendo in giro.

Voto: 4

Tommaso Paradiso con Stadio – L’ultima luna

Stadio impeccabili, Tommaso Paradiso è sempre lui, ma a volte, semplicemente, ci si deve divertire così quando si canta Lucio Dalla.

Voto: 6

Michele Bravi con Fiorella Mannoia – Domani è un altro giorno

Ornella, quanto ci manchi! Ci hanno provato, ma per cantare questa canzone manca qualcosa, quella saudade che avevi solo tu nella voce.

Voto: 5

Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & “G” – Vita

Tredici Pietro sfodera l’asso, in modo anche inaspettato. Non riusciamo ad arrabbiarci con il nepo baby, perché il momento sul palco con papà Gianni Morandi (la “G” segreta) è stato fra i più emozionanti del festival. Un abbraccio tra un padre e un figlio ma anche tra due vecchi amici, Gianni e il grande Lucio Dalla.

Voto: 8

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas Il mondo

Speravamo di più da questo concentrato di indie che ha ancora qualcosa da dire. Eppure a un primo ascolto non resta granché sulla pelle.

Voto: 6

Fulminacci con Francesca Fagnani Parole parole

Fulminacci, con le caramelle in tasca, noi ti vogliamo un sacco di bene. Quest’anno, teatrale ed elegante al punto giusto. Ottima l’idea di Francesca Fagnani nel ruolo che fu di Alberto Lupo. Avresti guadagnato l’immortalità televisiva con Maria De Filippi (e il nostro cuore con Valeria Bruni Tedeschi).

Voto: 7

LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo – Andamento Lento

I ragazzi si sono divertiti e Tullio pure. Noi stavamo pensando solo al totale di LDA & Aka 7even al Fantasanremo. Andiamo avanti.

Voto: 5

Raf con The Kolors – The Riddle

Uno strano duo sul palco, due sovrani delle classifiche estive in un pezzo che ci fa tornare indietro nel tempo, tra coreografia tribal e nostalgia piena di glitter.

Voto: 8

J-Ax con Ligera County Fam – E la vita, la vita

Una performance con un grande gruppo al fianco di J-Ax (tra cui anche Cochi e Paolo Jannacci) all’insegna della Milano (e della milanesità) di altri tempi, con un brano che ha fatto scuola. Divertente e disordinato.

Voto 7

Ditonellapiaga con TonyPitony – The Lady is a Tramp

Inaspettatamente eleganti, con una carica di ironia irresistibile. Un po’ Lady Gaga e Tony Bennett, un po’ cartone animato giapponese. Non potevano non vincere.

Voto: 8½

Enrico Nigiotti con Alfa – En e Xanax

Cantano Bersani azzerando ogni emozione. Un brano come En e Xanax perde così tutta la sua carica struggente.

Voto: 5

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – Besame Mucho

Una raffinata esibizione in cui nessuno dei tre componenti passa in secondo piano. Ottima la scelta del brano, anche se poco originale, per un attimo ci avete fatto credere di essere in un posto molto diverso da Sanremo.

Voto: 7½

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – Hit the Road Jack

Il palco cambia volto, un pezzo come Hit the Road Jack si contamina allo stile di Sayf, nostro preferito di questa edizione. La musica (e il piacere di farla) torna protagonista, i tre ci hanno ricordato la gang di musicisti degli Aristogatti, spensierati, fuori dal mondo, eppure presenti con un messaggio tangibile.

Voto: 9

Francesco Renga con Giusy Ferreri – Ragazzo solo, ragazza sola

I due cantano “perché tanto dolore?”, riprendendo la versione italiana di Space Oddity. Il dolore è pensare che quel pezzo fosse di David Bowie.

Voto: 4

Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma Quello che le donne non dicono

L’obiettivo era un inno al “femminile”? Arisa è impeccabile come al solito, ma anche glaciale, e la sua performance sembra la canzone di una principessa Disney che ha trovato la sua indipendenza, ma rimane comunque in un castello d’avorio circondata dal suo coro.

Voto: 5½

Samurai Jay con Belén Rodriguez e Roy Paci – Baila Morena

Un trio inaspettato, un omaggio alla musica di Zucchero che vede Samurai Jay pienamente promosso.

Voto: 6

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo Cinque giorni

Cenone di Natale, i tuoi zii alzano il gomito e sale la malinconia. Iniziano a cantare, e dopo aver finito si trattengono ancora un’ora per raccontarti quella volta che…

Voto: 6 (per la tenerezza)

Fedez & Masini con Hauser – Meravigliosa creatura

Dal singolo alla cover, un duo nero e disperato, i fiori si appassiscono al loro passaggio, così come la voglia di ascoltarli.

Voto: 5-

Ermal Meta con Dardust – Golden Hour

Una performance gentile e misurata, forse sottotono rispetto alle nostre aspettative. Sicuramente promosso lo stile.

Voto: 6

Nayt con Joan Thiele – La canzone dell’amore perduto

Nayt trascinato in un altro mondo dalla bellezza del canto di Joan Thiele è la fotografia di questa esibizione che meritava molta, molta più attenzione. Hanno provato a confrontarsi con un mostro sacro: impossibile uscirne indenni, però che magia.

Voto: 7½

Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà

Che sollievo, sentire Grignani beccare tutte le note giuste della sua bellissima canzone. Però ne abbiamo un po’ abbastanza delle barre rap nelle canzoni che vorremmo cantare a squarciagola, scusaci Luchè.

Voto: 5

Chiello con il maestro Saverio Cigarini – Mi sono innamorato di te

Chiello che fa Tenco? Ci stiamo, perché crea un ponte tra passato e presente, cantando la nostalgia di una voce immensa. E lo fa con garbo.

Voto: 7+

Leo Gassmann con Aiello Era già tutto previsto

Leo Gassmann, per favore smettila di cantare delle ragazze “al naturale” e fai sentire quel timbro graffiato come merita. L’incazzatura struggente di questa interpretazione di Cocciante, insieme alle note che solo Aiello sa dove acchiappare, non andavano trasmesse quasi alle due di notte. Ma forse era tutto troppo sexy per questa Rai Uno.

Voto: 7

Pagelle di Silvia Pezzopane e Valeria Verbaro

Leggi qui le pagelle dei brani in gara a Sanremo 2026.

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