
A Roma ogni luogo porta con sé una storia. Quando quella storia, però, è oscura e violenta c’è bisogno di occhi nuovi per poterla affrontare ancora. E ancora. È così anche per l’ospedale Santa Maria della Pietà, il manicomio di Monte Mario a Roma. Oggi il suo corpo centrale è stato trasformato in un museo, ma i suoi padiglioni ancora racchiudono tante, troppe voci che chiedono di essere ascoltate. Lo spazio e il tempo per farlo lo crea Santa Maria della Pietà – Le agitate, lo spettacolo diretto da Orazio Rotolo Schifone per l’Off Off Theatre dal 9 al 13 aprile 2025.
Le agitate sono le pazienti del padiglione XVII, colpevoli solo di essere donne: di amare altre donne, di non volere figli, di voler assecondare i propri desideri sessuali o di essersi in qualsiasi modo ribellate a un sistema che le vuole mute, ferme e passive. La società rifiuta la loro autodeterminazione e per questo le confina e le marchia con lo stigma della pazzia.
Chi sono Le agitate
È una storia che sappiamo e che al tempo stesso non conosciamo affatto, perché ogni vita è a sé. La scopriamo, allora, personaggio dopo personaggio, attraverso le parole di Mara (Luisa Casasanta, che è anche autrice della drammaturgia), Anita (Aura Ghezzi), Rossana (Elena Vanni) e soprattutto La Pina (la straordinaria Masaria Colucci).
Tra le agitate e il mondo esterno, che le disprezza e le rifiuta con violenza, si frappongono Suor Maria (Laura Mazzi) – figura contraddittoria in grado di ferire e proteggere al tempo stesso – e Adriano (Mattia Teruzzi), l’infermiere buono che non vuole assumere su di sé il ruolo di aguzzino. Quest’ultimo, in realtà, appartiene al Dottor Pugni (Edoardo Purgatori), la cui familiarità con l’elettroshock è solo uno dei terribili modi attraverso cui esercita e impone il suo potere.
La forza (femminile) di una drammaturgia moderna
L’impatto di ciò che le quattro donne rinchiuse hanno da dire basterebbe già a creare lo spettacolo, ma Santa Maria della Pietà – Le agitate va oltre. Si arricchisce di un’idea di drammaturgia moderna, costruita per quadri e per immagini che restano impressi. È uno spettacolo cioè che spesso sorprende per improvvisi tagli di luce, per una canzone e una danza che esplodono o per un finale quasi stregonesco, di una forza femminile indomabile e altrimenti indicibile.
Orazio Rotolo Schifone – attraverso il testo di Luisa Casasanta – non solo trova il modo di metterla in scena, questa forza, ma anche di trasformarla in energia, che dal palco arriva al pubblico senza mediazioni. E resta a lungo addosso.
In Santa Maria della Pietà – Le agitate le scene sono di Umberto Fiore e Gloria Mancuso (con Jean Paul Ame, responsabile scene), il light design è di Umberto Fiore, le musiche originali sono di Giulio Casa, i costumi di Nora Viti (con Riccardo Marcatili, assistente ai costumi). L’aiutoregia è Rebecca Righetti.
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