
Dopo essere stato proiettato al Giffoni Film Festival 2025 arriva nei cinema italiani come evento speciale l’8, 9, 10 e 11 marzo il documentario SCALFIRE LA ROCCIA – Cutting Through Rocks, candidato all’Oscar 2026 per il migliore Documentario.
Girato in un lasso di tempo di oltre 7 anni, SCALFIRE LA ROCCIA – Cutting Through Rocks racconta in modo potente e luminoso il coraggioso percorso di una donna determinata a ridefinire il proprio spazio in un contesto che la vorrebbe immobile.
L’ispirazione per realizzare Cutting Through Rocks è venuta dalla mia profonda convinzione nel potere trasformativo della resilienza e dalla mia passione per la narrazione autentica. Avendo intrapreso un percorso che mi ha portato a conoscere diverse culture, sono sempre stata attratta dalla forza e dalla determinazione di donne appartenenti a comunità sottorappresentate, in particolare nella mia terra natale. Ho scoperto Sara Shahverdi mentre svolgevo ricerche approfondite sulle imprenditrici in Iran. La storia di una donna imprenditrice che si candida per un seggio nel consiglio comunale di un remoto villaggio iraniano ha risuonato profondamente con la mia convinzione dell’importanza di catturare le lotte silenziose ma profonde e i trionfi di individui che sfidano le probabilità. Sono tornata in Iran, dopo 17 anni di assenza, per iniziare questa nuova avventura.
La regista Sara Khaki
Sinossi
Diretto da Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, il documentario ci porta in un villaggio nel nord-ovest dell’Iran profondamente conservatore, in cui Sara Shahverdi è la prima donna ad essere eletta consigliera. Cresciuta in mod anticonvenzionale in una famiglia numerosa da un padre che si aspettava un maschio, divorziata, motociclista ed ex ostetrica, Sara non passa di certo inosservata. Tenace e senza alcuna intenzione di lasciarsi scoraggiare, Sara è determinata a far progredire la sua comunità e a porre fine alle vane promesse e alla pigrizia perpetrate dai consiglieri locali nel corso degli anni. Il suo agire la espone ai giudizi delle famiglie più tradizionaliste, poiché mentre si adopera per il bene della collettività mira anche a interrompere tradizioni patriarcali radicate da lungo tempo e si interessa alla sorte delle ragazze del posto, ancora vittime di matrimoni precoci e programmi futuri senza alcuna libertà di scelta.
Quando emergono voci che insinuano dubbi sulle vere intenzioni di Sara nella sua azione di emancipazione delle ragazze, la sua identità viene messa in discussione.
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