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SERENDIPITY: destino e magia nelle commedie romantiche natalizie

Serendipity - Quando l'amore è magia (2001) - Credits: via web

Serendipity – Quando l’amore è magia (2001) è uno di quei comfort movies che ogni tanto si riguardano per fantasticare, per dimenticare le banalità quotidiane e sognare ad occhi aperti. Non è un film che regge bene l’impatto con il tempo, tuttavia. A distanza di circa vent’anni perde un po’ del suo smalto, pur mantenendo la sua magia propriamente natalizia.

L’episodio da cui scaturisce l’intera storia, infatti, avviene durante le festività, in una New York ancora radiosa e libera dalla grande cicatrice dell’11 settembre. Storicamente è uno degli ultimi film, infatti, realizzati prima dell’attentato (la première si tenne un mese dopo, con la città in profondo lutto). Quell’antica e ormai irrecuperabile energia, che New York aveva negli anni Ottanta e Novanta, in Serendipity è ancora ben percepibile. Anzi forse è proprio quella diversa sensibilità a renderlo un film ormai datato, che amiamo comunque rivedere.

Il ruolo del destino in Serendipity

Serendipidità è un termine poco usato ma dal significato estremamente specifico. Fu coniato in lingua inglese (serendipity, appunto) dallo scrittore Horace Walpole e indica la capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte, mentre si sta cercando altro.

Jonathan (John Cusack) e Sara (Kate Beckinsale) stanno cercando un paio di guanti da Bloomingdale, per gli ultimi regali di Natale, e finiscono per scontrarsi, innamorandosi all’istante. Il colpo di fortuna si trasforma in un colpo di fulmine. Uno di quelli che capitano spesso, senza trasformarsi in niente di più: solo un’inspiegabile attrazione per una persona totalmente sconosciuta.

Come fa quell’estraneo/a a ritornare nelle nostre vite? Il più delle volte, semplicemente, non lo fa. E se invece succede, la prima cosa a cui si pensa è il destino: it was meant to be.

Culturalmente noi europei abbiamo un po’ risucchiato un’idea di destino che non ci appartiene del tutto ma che ritroviamo spesso nell’immaginario hollywoodiano. Nel mondo classico greco e latino si tende infatti a non mischiare fatum e fortuna, perché solo il primo è immutabile e divino, mentre l’altra dipende dalle nostre scelte. La visione protestante statunitense, tuttavia, ha portato spesso alla loro sovrapposizione nella contemporaneità. E soprattutto al conflitto fra le due visioni.

Serendipity - Quando l'amore è magia - credits: IMDb.com
Serendipity – Quando l’amore è magia – credits: IMDb.com

Ecco quindi che Sara si lascia subito condizionare dalla predestinazione fra lei e Jonathan, ma si affida a prove impossibili da determinare. E ancor più da superare. Mentre Jonathan, che vorrebbe solo il nome della donna e magari un numero di telefono, non può che arrendersi a questo gioco di dadi.

Le prove di Sara, tuttavia, sono anche i momenti del film che rimangono più impressi. Ho perso il conto di tutte le volte che ho aperto un libro usato o controllato una banconota per scoprire se qualcuno, come i protagonisti, avesse affidato il proprio numero e nome al caso.

Per credere che questo amore sia magia, come dice il titolo italiano del film, si deve però credere che la nostra esistenza sia un sistema chiuso. Che nulla di ciò che perdiamo o lasciamo indietro sia perso o lasciato per sempre. E sì, è un modo molto romantico di vedere la vita, che nel tempo forse svanisce lasciando spazio al disincanto.

Riguardare una volta l’anno Serendipity, magari sotto Natale, forse è un buon esercizio per non perdersi nel proprio cinismo, perché le cose belle arrivano anche quando si cerca tutt’altro.

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Tag:, Last modified: 23 Dicembre 2020
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