Serie TV 2021: le migliori secondo la redazione
Serie TV 2021: le migliori secondo la redazione

Come ogni anno la redazione di FRAMED sceglie i suoi preferiti: qui la nostra selezione, non una classifica ma un mosaico in cui ognuno ha inserito la serie migliore del 2021 secondo il suo punto di vista. Qual è la vostra?

Strappare lungo i bordi

Arrivata a sorpresa, a metà novembre scorso, come un grosso fulmine emotivo, Strappare lungo i bordi (qui la recensione) di Zerocalcare ha sconvolto la mia classifica stabile fino a quel momento. La serie in questione segna un punto di non ritorno per tutta la carriera del fumettista Michele Rech, e anche per chi ha scelto di guardarla: è frutto di un grande lavoro collettivo, sviluppa una storia che i fan di vecchia data già conoscevano, eppure, nelle sue sei puntate brevi, sperimenta un diverso linguaggio uscendone non solo nuova, ma arricchita. Come un viaggio sentimentale (ed effettivo nella narrazione) ci trasporta verso una dimensione animata ricca di verità, amore, autoironia, e continua ad ogni visione a scardinare le sicurezze precostruite, noncurante dei bordi.

Silvia Pezzopane
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Serie TV 2021. Strappare lungo i bordi, Zerocalcare, Netflix Italia.

Scene da un matrimonio

Ci si muove in punta di piedi quando si disturba un gigante come Ingmar Bergman. Hagai Levi, ideatore e regista della miniserie HBO, alla fine trova un buon compromesso per adattare un classico senza tradirlo. Chi conosce la serie originale (e per chi non la conosce, è il caso recuperare la versione sintetizzata e cinematografica, su Prime Video) noterà con piacere che quasi tutto è rimasto identico. I capitoli, i punti focali della narrazione, persino alcune battute. A cambiare è la sensibilità e la consapevolezza di avere tra le mani qualcosa che è appartenuto alla storia del cinema molto tempo prima e che non può essere plasmato a proprio piacimento. Solo una differenza, essenziale, rende questo Scene da un matrimonio necessario, impeccabile e altrettanto perfetto: il ribaltamento della prospettiva di genere. Qui è Mira (Jessica Chastain) ad abbandonare il nucleo familiare e a costringere Jonathan (Oscar Isaac) e l’intero pubblico a un confronto a cuore aperto che lascia inermi alla fine dei cinque episodi.

Valeria Verbaro
Serie TV 2021. Scena da un matrimonio, HBO.

Squid Game

La scheggia impazzita, il discusso fenomeno mondiale, l’exploit sudcoreano del 2021. Squid Game ha ricordato al pubblico-massa che la questione centrale in cui ci (di)battiamo è ancora il conflitto tra classi. Che non ci siamo spostati dall’affresco del compatriota Bong in Parasite.

Ma non è l’unico merito della serie di Hwang Dong-hyuk. Che si (di)mostra un nuovo, potente capitolo della riflessione sul potere come rappresentazione, porno-danza macabra di sguardi e maschere. Gioco crudele di bambini-carnefici. Ma nell’orgia memore di Salò e Eyes Wide Shut, Squid Game osa persino rilanciare la scommessa sulla sopravvivenza dell’umano nel disumano. Lasciando aperta la questione. Mentre scrittura e messa in scena provocatoriamente ipnotiche rinnovano, delle grandi opere sul potere, anche la sovrana ambiguità.

Emanuele Bucci
Serie TV 2021. Squid Game, Netflix.

The Handmaid’s Tale – Stagione 4

Anche se sembra passato un secolo dalla sua messa in onda a partire da aprile, ad anno concluso la quarta stagione del racconto seriale ispirato al romanzo di Margaret Atwood si conferma come una delle vette più alte del 2021. Continuiamo a seguire le peripezie di June e coloro che le gravitano attorno nella distopica – ma inquietantemente familiare – Gilead. L’indicibile violenza e la sofferenza che molti – e soprattutto molte – continuano a trovare insensato decidere di guardare prosegue in questo nuovo capitolo, che vedrà l’insorgere di nuove sfide portate dal ritorno “a casa” di June, con il suo venire a patti con il senso di colpa per coloro che ha lasciato indietro, soprattutto la figlia Hannah. Una seconda parte molto politica e molto catartica chiude questa stagione, che non fa che riconfermare la trepidante attesa per quella successiva. Nolite te bastardes carborundorum, sempre.

Alessandra Vignocchi
Serie TV 2021. The Handmaid’s Tale, Hulu.

I Think You Should Leave

La seconda stagione di ITYSL arriva a due anni di distanza dalla prima, ed è altrettanto folle. In meno di venti minuti di sketch per puntata gli autori Tim Robinson e Zach Kanin piantano la bandiera dell’assurdo su vette comiche inesplorate. L’ingrediente base è una cringe comedy estrema, spesso ambientata in ufficio: Robinson evoca il suo Michael Scott interiore con furia verbale oppositiva e ampio spargimento di fluidi corporei. A questo si aggiungono la parodia dei format TV più retrivi (Corncob TV, The Capital Room) e un certo gusto per il plot twist spettacolare che trasforma l’insensatezza in leggenda (calicocutpants.comBaby Cries, Claire’s Ear Piercing). Vederlo una volta è un’esperienza brutale; vederlo una seconda è garanzia di risate isteriche – ma ci vuole coraggio.

Michela Zedda
Serie TV 2021. I Think You Should Leave, Netflix.

Midnight Mass

Il classico bravo ragazzo di provincia, una volta abbandonato il nido materno, si perde nella grande città e commette l’irreparabile. Una notte, ubriaco, uccide una giovane ragazza. Gli anni di carcere non sono sufficienti a placare i sensi di colpa. E a nulla servono le preghiere. Dopo anni passati a perseguire la religione cattolica, Riley, appena giunto in carcere, getta la Bibbia nel cestino. Quale Dio permetterebbe a lui, un assassino, di sopravvivere, mentre ragazzi innocenti muoiono fra le lamiere di un auto? 

E questo è solo l’inizio di Midnight Mass. Una serie ambientata su un’isola sperduta, lontana dalla frenesia della città. Crockett Island ha come unico centro abitato un villaggio di pescatori, la cui comunità ruota intorno alla chiesa gestita da Monsignor Pruitt. Ed è proprio qui che Riley ritorna, dopo aver scontato la sua pena. Ma le cose ben presto cambieranno. 

Midnight Mass si pone fondamentali quesiti sull’uomo e la sua spiritualità, sull’etica e sulla religione. Trattando il tutto con quel velo sovrannaturale e misterioso che avvolge solitamente le opere di Mike Flanagan, autore di The Haunting of Hill House. Una serie magnifica, imponente, che parla dell’uomo in tutte le sue sfaccettature. Arricchita da elementi mistici e horror che non guastano mai.

Giulia Losi
Serie TV 2021. Midnight Mass, Netflix.

Maid

Una delle serie che mi ha davvero sorpresa in questo ricco 2021 è stata sicuramente Maid, che considero il migliore prodotto di quest’anno. Miniserie distribuita su Netflix e rilasciata nel mese di ottobre, all’inizio è passata in sordina per poi sbancare e ottenere il successo che merita. Alex, la protagonista, è impersonata da Margaret Qualley, che grazie a questa interpretazione si dimostra una delle migliori attrici in circolazione.

La serie segue le vicende di una giovane madre che fugge da una relazione violenta, e deve imparare a cavarsela da sola, contando su sé stessa e sulla piccola Maddy, sua figlia. Cruda, estremamente vera ed attuale, Maid ha il coraggio di raccontare qualcosa che in termini cinematografici e seriali si vede poco, ma è appunto questa sua particolarità a renderla così godibile. Da guardare almeno una volta nella vita.

Rebecca Fulgosi
Maid ©2021 Netflix
Serie TV 2021. Maid – Foto di RICARDO HUBBS/NETFLIX © 2021

Leggi anche la selezione dei migliori film del 2021, scelti dalla redazione.

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