SPACE JAM: A NEW LEGACY Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.
LeBron James in SPACE JAM: A NEW LEGACY. Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Courtesy Warner Bros. Pictures

Una partita di basket salverà il mondo, di nuovo: Space Jam: New Legends riporta sul parquet la folle Tune Squad insieme a una diversa leggenda della pallacanestro, LeBron James. A distanza di 25 anni in cui lo Space Jam di Joe Pytka si è scolpito il suo posto tra i film cult, proporre un semplice sequel, tuttavia, non avrebbe senso. Serve qualcosa di più dell’incontro fra mondo reale e animato e qualcosa in più della parabola vincente di una squadra di underdog [sfavoriti, perdenti].

La prima, elementare, scelta diventa allora quella di rielaborare il coinvolgimento di un’icona sportiva afroamericana secondo la sensibilità del presente. Come lo si fa? Scegliendo come produttore Ryan Coogler (Black Panther), come regista Malcolm D. Lee e come cast un intero black cast, compreso l’antagonista, Don Cheadle. In questo modo, innanzitutto, si de-strumentalizza l’immagine dell’atleta-attore nero, che quando smette di giocare continua a intrattenere “cambiando campo”.

Il punto di vista cambia radicalmente e il film si può così permettere un’ironia e uno sguardo interno a se stesso che altrimenti sarebbero impossibili.

La seconda, fondamentale, decisione è poi quella di considerare integralmente i 25 anni in cui il film si è radicato nell’immaginario comune e sfruttarli a proprio favore. In Space Jam: New Legends cioè tutti i personaggi sono perfettamente consapevoli dell’avventura di Michael Jordan nel 1996, e non perdono occasione di ricordarcelo. Anzi usano questa conoscenza metacinematografica come carburante comico e la estendono all’interno universo Warner Bros.

LeBron James in SPACE JAM: A NEW LEGACY. Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Courtesy Warner Bros. Pictures
LeBron James in SPACE JAM: A NEW LEGACY. Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Courtesy Warner Bros. Pictures

Una divertente (e doppia) autocelebrazione…

Quando Michael Jordan si prestò all’esperimento di Space Jam si era da poco concluso il suo importante e primo ritiro dall’NBA, durante cui, per onorare il padre defunto aveva intrapreso una breve carriera nel baseball. Tra le righe, il film di Pytka raccontava questa sua assenza e il grande ritorno, trasfigurandola in un’avventura metafisica, ai limiti della realtà. Il contesto reale andava di pari passo con il film, dando profondità alla folle avventura dei Looney Tunes, non solo per un pubblico di bambini.

…di King James, la prima

In Space Jam: New Legends, un’operazione del genere è più complessa, o ha almeno bisogno di una rielaborazione. LeBron James infatti è tuttora il Re, Il King James, ma non ha un percorso paragonabile a quello di Jordan. Non ha un punto di rottura “facile” da drammatizzare. La soluzione, allora, è quella di sfruttare e rendere iperbolica la sua immagine: sia come giocatore, sia come uomo e padre di famiglia.

Il nucleo del film di Malcolm D. Lee diventa quindi il tentativo di ricostruzione di un rapporto padre-figlio minacciato dalla stessa fama di King James. È la trama di qualsiasi coming-of-age: lo scontro tra i desideri dei genitori e quelli dei figli, fino alla definizione della propria identità. Ed è un processo che prende forma attraverso un necessario ritorno al gioco, come espressione di vitalità e gioia, non solo come professione in cui eccellere.

…della Warner Bros, la seconda

Per questo motivo è anche il testo filmico stesso a giocare con il suo pubblico, a mostrarsi per ciò che è: un tassello dell’enorme puzzle Warner Bros. La tecnica mista, live motion, CGI e animazione (che questa volta trasforma anche LeBron James in un alter ego bidimensionale) permette di viaggiare tra i mondi dell’Universo Warner stesso.

Il Serververso controllato dal malvagio Al-G Rhythm (Don Cheadle) e in cui King James è risucchiato nel tentativo di salvare il figlio Dom, altro non è che il catalogo metacinematografico della grande casa di produzione, da Harry Potter al Trono di Spade e da Batman a Matrix. Microcosmi che popolano la nostra immaginazione e che fanno di Space Jam: New Legends lo strumento attraverso cui sbirciarli con compiacimento.

SPACE JAM: A NEW LEGACY. Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Courtesy Warner Bros. Pictures
SPACE JAM: A NEW LEGACY. Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Courtesy Warner Bros. Pictures

Guardando il film, in altri termini, guardiamo la nostra stessa esperienza cinematografica. Riconosciamo personaggi, battute e scene cult che inevitabilmente ci strappano una risata. E al tempo stesso ricordiamo l’incomparabile e nostalgica sensazione di meraviglia provata la prima volta che abbiamo visto MJ salvare l’universo con una partita di basket e dei folli cartoni animati.

No, dunque. Il film di Malcolm D. Lee non è e non vuole essere l’erede di Space Jam. È un’operazione differente e celebrativa che, al più, come afferma il titolo originale (A New Legacy), crea un nuovo e diverso retaggio. Una visione più consapevole della propria natura filmica e pop, che suggella il passato ma ne riscrive gli eroi.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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