Storia del Progressive Rock - Origini e leggende della musica inglese anni Settanta - Odoya Edizioni
Storia del Progressive Rock - Origini e leggende della musica inglese anni Settanta - Odoya Edizioni

Storia del Progressive Rock – Origini e leggende della musica inglese anni Settanta

Storia del Progressive Rock – Origini e leggende della musica inglese anni Settanta di Mike Barnes attraversa la storia di band iconiche con immagini, testimonianze, miti e leggende di uno straordinario fenomeno musicale: il progressive rock.

A New Day Yesterday, UK Progressive Rock & the 1970s è il titolo originale del volume realizzato da Barnes, giornalista, autore, conduttore televisivo e batterista. Tradotto da Irene Micheli Amodeo, è edito e pubblicato da Odoya Edizioni a maggio 2021. Il filo conduttore è lo scambio e il dialogo con i protagonisti della scena progressive. Coloro che contribuirono a farne una “stagione” magica, soprattutto dal punto di vista della sperimentazione musicale, spericolata e senza regole.

Questo libro è dunque dedicato a tutti quei musicisti che non conoscevano cose che non potessero fare, e questa è la loro storia.

Cos’è, o era, il progressive rock?

Come scrive Barnes, il progressive rock è molto difficile da categorizzare, a differenza della maggior parte di generi musicali che un giornalista, un critico, o un semplice fan si trova ad incasellare. Con il progressive tutto era possibile: elementi di musica psichedelica, classica e sperimentale si fondevano, insieme a folk e jazz. Era una musica diversa da ciò che già esisteva. Per raccontare la storia del progressive in una modalità inusuale e fortemente narrativa, l’autore scava a fondo e tornare “idealmente” agli anni ’70 grazie a tantissime testimonianze da parte di musicisti, DJ, giornalisti e fan. Le pagine sono il risultato di centinaia di ore di interviste (come quella a Robert Wyatt del 2013).

Ogni capitolo si sofferma sui gruppi più importanti, disegnando un quadro completo che ne coinvolge le ispirazioni, i luoghi, le similitudini e le evoluzioni. Proprio perché il progressive rock è un genere che avvolge e racchiude in sé la voglia di ricerca e commistione, e per questo è complicato tracciarne i confini. Per facilitarne “il viaggio” Barnes propone una selezione di album, da lui scelti, che potrebbero tutti pretendere il titolo di “primo album progressive della storia”. Tra questi i più noti A Salty Dog (1969) dei Procol Harum e Stand Up (1969) dei Jethro Tull, ma anche i meno conosciuti Family con Music in a Doll’s House (1968). Se tra questi trovate almeno un nome che vi fa vibrare e vi rimette in testa melodie misteriose il libro di Barnes fa sicuramente al caso vostro.

L’interno di Stand Up dei Jethro Tull – “JETHRO TULL STAND UP POP-UP FOC 12′ LP” di vinylmeister su licenza CC BY-NC 2.0

I protagonisti

L’autore fa una scelta, concentrandosi sugli anni ’70 della scena progressive rock inglese, per quanto la sperimentazione “nuova” del progressive si estenda molto differenziandosi di gruppo in gruppo.

Le band che vengono raccontate nelle parole di Barnes sono coraggiosi pionieri di nuove scoperte e nuovi mondi. Ci sono i King Crimson, e il loro enorme successo in pochissimo tempo, senza nascondere le molte reazioni negative alle loro performance live. Non mancano i Pink Floyd con The Piper at the Gates of Dawn, esordio psichedelico, e la presenza di Syd Barrett nella prima formazione. Oltre ai gruppi più conosciuti, Barnes approfondisce anche nomi meno noti, come i Caravan e gli Egg.

I 42 capitoli di un’opera immensamente ricca, sia nei contenuti che nella molteplicità di elementi, sono dedicati a determinate band e al loro percorso artistico, oppure a momenti storici precisi, in un arco temporale che immortala con precisione un’era irripetibile di innovazione e rivoluzione. Il tutto corredato da molte fotografie e copertine iconiche di album.

Se il progressive rock è il genere che risveglia la vostra anima, Storia del Progressive Rock non può mancare tra le vostre letture. Se invece vi state ancora avvicinando alla storia di questo genere musicale consiglio di leggere con attenzione il lavoro di Barnes e ascoltare di pagina in pagina gli album nominati per capire a 360 gradi non solo la musica, ma gli scenari al centro della narrazione, volutamente enigmatici e ricchi di fascino.

Trovate il link della casa editrice Odoya per acquistare il libro qui.

Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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