THE WHISPERING STAR di Sion Sono al cinema con CAT PEOPLE DISTRIBUZIONE
THE WHISPERING STAR di Sion Sono al cinema con CAT PEOPLE DISTRIBUZIONE

Dal 27 aprile, Cat People porta per la prima volta nelle sale italiane Suicide Club e, in collaborazione con CG Entertainment, rilancia The Whispering Star: lo splatter cyberpunk del 2001 e la poesia cosmica del 2015. Il regista giapponese Sion Sono torna come uno sguardo ancora attivo sul presente, capace di nominare due forme incompatibili ma reali dell’esperienza contemporanea: l’implosione del collettivo e la deriva solitaria, il rumore del mondo e il suo residuo. 

L’autore, Sion Sono, nasce nella performance e nel lavoro collettivo, attraversando Tokyo con il gruppo Tokyo GAGAGA, di cui è fondatore. Il regista attraversa registri opposti, tra iperrealismo tagliente e deriva surreale, satira sociale e melodramma barocco. Rivendicando l’influenza di Shūji Terayama, figura centrale dell’avanguardia giapponese del dopoguerra, si afferma come una delle voci più libere e inclassificabili del cinema contemporaneo. Tra i suoi film: Love Exposure (2008, FIPRESCI Prize e Caligari Film Award alla Berlinale 2009), Cold Fish (2010), Antiporno (2016).

I due film arrivano nelle sale italiane dal 27 aprile, preceduti da anteprime sul weekend del 25-26 aprile e per continuare nel mese di maggio: non sarà un evento limitato a pochi giorni e l’elenco dei cinema in continuo aggiornamento è disponibile su catpeople.it

I film

SUICIDE CLUB (Jisatsu Saakuru, 自殺サークル, 2001)

Primo capitolo di una trilogia incompiuta, Suicide Club è il punto di detonazione della cinematografia di Sion Sono. La scena iniziale, uno sterminio collettivo accompagnato da una musica J-pop stranamente gioiosa, resta tra le più disturbanti e memorabili degli anni Duemila. Da lì si innesca una serie di suicidi inspiegabili in tutto il Giappone.

L’ispettore Kuroda (Ryo Ishibashi), affiancato dal detective Shibusawa (Masatoshi Nagase), e Mitsuko (Saya Hagiwara), alla ricerca della sorella scomparsa, si muovono in un universo instabile, abitato da figure ambigue come “Genesis” (Rolly Teranishi) e “Bat” (Yōko Kamon), che riconducono a una sola domanda: sei connesso con te stesso?

Vent’anni prima dei social come li conosciamo oggi, il film intercetta la viralità come forma di contagio: immerso nello spirito di gruppo, l’individuo si dissolve, risucchiato da una temporalità alienante. Non è un horror. È una satira corrosiva.

Prodotto da Omega Project, presentato a Rotterdam (2002) e premiato al Fantasia International Film Festival, è oggi un cult imprescindibile, generando espansioni, tra cui il manga omonimo di Usamaru Furuya, con una circolazione costante nelle culture cinefile e underground. 

THE WHISPERING STAR (Hiso hiso boshi, ひそひそ星, 2015)

Con una sceneggiatura scritta oltre vent’anni prima, The Whispering Star rappresenta l’estremo opposto del cinema di Sion Sono: una fantascienza minimale che lavora per sottrazione.

In un futuro in cui gli esseri umani sono quasi scomparsi, un’astronave-bungalow, sull’orlo del mondo, attraversa la galassia. A bordo, un umanoide di nome Yoko (Megumi Kagurazaka), corriere interstellare, distribuisce pacchi agli esseri umani dispersi su diversi pianeti, con tempi di consegna di diversi anni. 

Girato quasi interamente in bianco e nero nelle zone evacuate di Fukushima, con abitanti reali al posto degli attori, il film trasforma la fantascienza in forma di memoria. Costruisce un’elegia tecnologica in cui, in un mondo dove il teletrasporto è possibile, gli umani scelgono l’attesa e il valore dell’inutilità, un’intuizione potente sul nostro presente di gratificazione immediata, consegne in 24 ore e streaming su richiesta. 

Prodotto da Sion Production, la casa fondata dallo stesso regista, e vincitore del NETPAC Award al Toronto International Film Festival, il film nasce come gesto di totale autonomia. È una delle sue opere più intime e radicali, forse la più inattesa. Il film è stato presentato in Concorso alla decima edizione della Festa del Cinema di Roma.

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