
Dopo Super Mario Bros – Il film (uscito nel 2023) arriva in sala Super Mario Galaxy – Il film (The Super Mario Galaxy Movie): dal primo aprile il nuovo lungometraggio d’animazione dedicato alle avventure dei due idraulici più amati di sempre esce nelle sale italiane promettendo un viaggio intergalattico pieno di avventure e new entry. Diretto da Aaron Horvath e Michael Jelenic (con i co-registi Pierre Leduc e Fabien Polack) e scritto dallo sceneggiatore Matthew Fogel, il film è un’esperienza visiva e sonora fatta apposta per la sala cinematografica, ma soprattutto per i fan di Super Mario: da quelli irriducibili dei primi videogiochi ai più piccoli, entrambi uniti nella forza di un fandom che va avanti da 40 anni.
Piacerà sicuramente a chi saprà riconoscere i dettagli, lo studio delle piccole cose prese dei vari videogiochi e inserite nella storia, piacerà a chi ritroverà personaggi iconici salutandoli come vecchi amici (come Yoshi, la sequenza dedicata alla sua comparsa vale forse tutto il film); perché volutamente coccola tutti quelli che con Mario ci sono cresciuti, regalandogli sorprese e riferimenti. Chi non lo apprezzerà? Quegli spettatori che non ne capiranno il senso, aspettandosi qualcosa di completamente diverso, chiedendo forse il risultato di un lavoro differente, lontano dall’obiettivo dello stesso Shigeru Miyamoto, l’ideatore di Mario che qui è tra i produttori.
Una piccola premessa sul filone Galaxy
Il videogioco Super Mario Galaxy fu lanciato da Nintendo nel 2007 come terzo capitolo della storica era 3D della serie, e rimane tra i più apprezzati di sempre.
Ha portato Mario nello spazio per la prima volta, lanciando i giocatori attraverso pianeti dalle forme strane e asteroidi, ognuno con caratteristiche che andavano a determinare le dinamiche di gioco. Il design, pur mantenendo l’anima della serie, ha introdotto un’evoluzione che andava a toccare la dimensione in cui il giocatore si immergeva. Il sequel di Nintendo del 2010, Super Mario Galaxy 2, ha approfondito questo approccio, consacrando i giochi della serie Galaxy come uno dei suoi punti di forza creativi.
Per questo, dove il primo film era l’adattamento classico e nostalgico del videogioco (con una trama esigua a reggere tutto), il sequel promette un viaggio che si espande in diverse dimensioni, che porta Mario a scoprire nuovi mondi, ma anche nuovi sentimenti. Rimane di fatto portatore di una linea narrativa semplice, volutamente comprensibile a tutti, e viene da chiedersi cos’altro ci si poteva aspettare da un così denso adattamento più fedele alla complessità dell’aspetto visivo che a quello narrativo.
La dimensione cinematografica, già presente del primo videogioco Galaxy del 2007, diventa la premessa per lo sviluppo del secondo film, dove il divertimento sta, oltre che nella gara a chi trova più citazioni, nell’attraversare tutti i mondi su cui approdano i nostri eroi, tra dinosauri, casinò e robot.
La trama
Avevamo lasciato Bowser rimpicciolito e relegato in un baby castello all’interno della più maestosa residenza della Principessa Peach, sovrana del Regno dei Funghi; sulla strada della redenzione, ciò che vorrebbe è solo uscire, tornare alle sue dimensioni originali, e ricongiungersi con suo figlio. Proprio Bowser Jr. (doppiato da Benny Safdie nella versione originale) sta mettendo in atto un’azione di vendetta per salvare suo padre, nonché conquistare il mondo in modo da ottenerne l’approvazione.
Per questo rapisce la Principessa Rosalinda (doppiata da Brie Larson), protettrice intergalattica e madre adottiva dei Luma, le creature a forma di stella che abitano il cosmo. Ben presto vecchi ricordi torneranno alla luce e Mario e Luigi si lanceranno in una nuova missione: salvare Rosalinda in modo da preservare l’intero universo.

Perché viaggiare con Mario ti farà emozionare
“Il primo film era molto classico. Ci siamo concentrati sullo spirito retrò di Super Mario Bros. All’epoca, pensavamo di aver riversato tutte le nostre migliori idee in quel progetto, ma poi abbiamo scoperto che c’era ancora un universo enorme da scoprire. Portare Galaxy sul grande schermo ci ha offerto molto più spazio visivo e una portata più ampia.” Aaron Horvath
Sebbene la storia sia basilare, sebbene perfettamente inerente all’adattamento di un videogioco così vasto, è nella ricerca della meraviglia che il team creativo si è concentrato per portare allo spettatore un’esperienza coinvolgente su più livelli; visivamente Super Mario Galaxy stravolge la percezione, riuscendo a far sì che lo spettatore si senta parte di ciò che sta guardando, riattivando un meccanismo “fisico” che si attua proprio durante una sessione di gioco. L’operazione non si concentra solo sulla tridimensionalità in cui i personaggi vengono direzionati in modo mai scontato, bensì anche con il richiamo a quello che era il primo Super Mario, bidimensionale realizzato in pixel art, trovando una fusione attraverso tutti i linguaggi visivi che Mario ha sperimentato.
Allo stesso modo funziona la colonna sonora, realizzata dal compositore Brian Tyler, lui stesso cresciuto giocando con Super Mario. Le melodie originali vengono trasformate, rinnovate, arricchite dall’orchestra che ne amplia la portata e la maestosità.
In breve
Guardare Super Mario Galaxy – Il film non è una scelta dettata dalla ricerca di una storia complicata o di uno stravolgimento dei videogiochi da cui è tratto, bensì dalla voglia di meravigliarsi, di tornare bambini, di ripercorrere con Mario viaggi e sensazioni che sono ormai parte di noi. E lo stesso vale per chi lo conosce appena, per i figli di genitori che hanno il peluche di Yoshi in libreria e che sono passati dal 2D al 3D non perdendo mai la voglia di scoprire cose li aspettava.

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