The Bear

The Bear, con la a silente, come nella corretta pronuncia angloamericana, altro non è che il nomignolo dei Berzatto, famiglia italoamericano di Chicago che in cucina crea e irrobustisce i suoi affetti e i suoi legami.

Il Be(a)r maggiore, Michael, è anche il grande assente. Nessuno spoiler, è di fatto la premessa: si è ucciso con un colpo di pistola, all’improvviso, lasciando al fratello Carmine (Jeremy Allen White) la paninoteca di famiglia e costringendolo, nell’accettare l’eredità, a lasciare il posto di chef nel ristorante migliore del mondo, a New York. Carmine, detto Carmy, torna “a casa” per amore del fratello, per cercare in quel lascito un ultimo legame con lui e riconciliarsi con la sua perdita. Nel farlo, tuttavia, si ritrova fra le mani un locale allo sbando, privo di regole e di disciplina. Diventa così necessario costruire il rispetto reciproco, e poi l’affetto, all’interno di questa nuova ed eterogenea famiglia ai fornelli.

In otto episodi da circa 30 minuti ciascuno – un formato molto breve che funziona sempre meglio – si assiste al progressivo sviluppo dei legami fra i personaggi: dall’aperta ostilità e diffidenza a una sempre maggiore comprensione e collaborazione. Si sa poco di chi siano Richard, Sidney, Tina o Marcus fuori dalle strettissime mura della cucina che li tengono insieme. Al di là di qualche fugace informazione, non ci è ancora concesso sapere chi sono al di fuori (magari nella seconda stagione, già confermata, lo scopriremo). Quel che conta è solo come gestiscono la sfida di Carmy e il suo desiderio di far funzionare al meglio il locale, riscattando la sua scelta di rimanere a salvarlo e il desiderio di trasformarlo nel ristorante di famiglia sognato insieme a Michael.

Nel ritmo serratissimo della narrazione, perciò, non c’è spazio per digressioni e sottotrame, al di là di alcuni momenti comici di “respiro” –  soprattutto quelli che coinvolgono l’immancabile malavita nei quartieri italoamericani – che servono a decomprimere un’atmosfera densa e drammatica. Manca persino una linea romantica, spesso invece presente e fondamentale nelle serie tv in cui a interagire è un numeroso gruppo di comprimari. L’attenzione è quasi sempre tutta su Carmy, che sembra affogare sotto il peso della responsabilità e al tempo stesso si lascia assorbire totalmente dalla bellezza e dall’atto creativo e intimo della sua stessa cucina.

Basterebbe questo per consigliarvi di non perdere The Bear, serie che da sola vale l’abbonamento di ottobre di Disney+. Ma ecco altri due motivi per iniziarla subito: l’episodio 7 e l’episodio 8.

La recensione – 1×07

Il settimo episodio deve essere visto senza pause e soluzioni di continuità, proprio come è la ripresa: un unico piano sequenza di circa 17 minuti, senza tagli di montaggio. Toglie letteralmente il fiato. Costringe a correre e intrufolarsi in ogni angolo della cucina, seguire da prospettive inedite i movimenti dei personaggi, correre insieme a loro. È un quarto d’ora abbondante di frenesia, di pura estasi cinematografica, che vi porterà davvero ad avere il respiro corto ai titoli di coda.

Inizialmente non era stato pensato come un one shot. Jeremy Allen White ha poi spiegato che la sceneggiatura è stata riscritta per rispecchiare e amplificare un certo sentimento di claustrofobia e ansia che poi porta al “low point” della storia, al momento di rottura nel pre-finale. Per gli appassionati di cooking show, è anche il momento in cui lo chef diventa particolarmente spiacevole, cattivo, ma in perfetta aderenza con l’energia incontenibile della scena.

Bonus: Chicago di Sufjan Stevens nella colonna sonora dell’intro. Perfetta.

Braciole – 1×08

Dopo l’accelerazione del penultimo episodio, il finale rallenta e dilata il tempo a partire dalla sua durata, quasi doppia e ricchissima di eventi e chiusure. Innanzitutto, dopo il caos arriva il momento di riflessione, quindi un lungo e toccante monologo di Carmy che detta il tono di tutto ciò che segue.

Il protagonista è ormai perso, incapace di dare una forma al progetto del fratello e tantomeno al suo. È vicino alla resa e inizia a prevalere solo lo spaesamento della perdita e del lutto. Qui entra in gioco la famiglia che è nata e si è rafforzata negli episodi precedenti, che risolleva lo chef nel momento più buio. SPOILER Toccante e inaspettata è la scena in cui, infatti, Carmy si abbandona del tutto e lascia che il fuoco si impossessi della sua cucina, restando inerme lì davanti a fissarlo. Sono Richard e Tina a scuoterlo, fisicamente e metaforicamente, rendendo possibile il finale che Carmy –  e tutti loro – meritano davvero.

The Bear è una serie originale Hulu di Christopher Storer. In Italia è distribuita come Star Original su Disney+ dal 5 ottobre.

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valeria-verbaro-framed-magazine
Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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