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"The Good, the Bart, the Loki", Disney+

Nel pieno stile citazionistico dei Simpson, la home page di Disney+ poche settimane fa si è popolata di nuovi e inusuali Avengers. L’avete notato? È The Good, the Bart, and the Loki.

Più che di un crossover però si tratta di una vera e propria mossa commerciale: The Good, the Bart, and the Loki è infatti il secondo corto promozionale di Disney+, dopo The Force Awakens From Its Nap. Un’opera davvero breve, che sembra quasi una gag all’interno di un normale episodio dei Simpson, ma davvero divertente.

Nel sistema statunitense non è qualcosa inusuale, basti pensare ai grandiosi e dispendiosi cortometraggi realizzati ogni anno per lo spazio pubblicitario del Super Bowl. Eppure in questo caso è il tempismo a sembrare quanto meno inusuale. The Good, the Bart and the Loki arriva infatti su Disney+ il 7 luglio, giorno di rilascio del quinto e penultimo episodio di Loki. Probabilmente, allora, vuole solo essere un simpatico promemoria per il gran finale, di cui probabilmente chi ha già seguito di pari passo la serie non ha nemmeno bisogno. Ciò non impedisce comunque di spendere 5 minuti per apprezzarne l’idea e la realizzazione.

I Simpson e il gusto per la citazione

Se anche voi siete appassionati/e dei Simpson, inutile dire che il secondo elemento che rende irresistibile questa serie, dopo il suo umorismo, sono le innumerevoli citazioni alla cultura popolare. Cinema, musica, personaggi o eventi celebri: spesso i Simpson fotografano perfettamente l’immaginario comune (statunitense, per lo più).

In The Good, the Bart, and the Loki già quindi fa sorridere la scelta di un titolo vagamente cinefilo, che ricalca senza dubbio Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone (1966). Non stiamo parlando chiaramente di uno spaghetti western, però. Siamo ad Asgard e poi a Springfield. Loki, doppiato dal suo stesso interprete cinematografico, Tom Hiddleston, è condannato dal padre Odino a vivere sulla Terra. Quale posto migliore per scontare una pena se non una cittadina di provincia qualunque nel cuore degli USA? Non manca certo la classica sferzata ironica sull’americano medio, su cui l’intera serie di Matt Groening si basa.

A Springfield, dunque, Loki si imbatte immediatamente nella famiglia Simpson, creando un parallelismo con Bart, come lui oscurato da un sibling (fratello o sorella, in inglese), biondo, perfetto e prediletto. E infatti è proprio Lisa il Good del titolo, oltre che erede dei poteri di Thor. Minacciata dalla presenza di Loki, Lisa raduna i “suoi” Avengers: una sfilata tutta da ridere dei personaggi di Groening in veste Marvel. Quel che non può sapere è che il Dio dell’Inganno troverà ugualmente un modo per restare in questa nuova città, che ormai considera casa, stravolgendo la Sacra Linea Temporale.

Proprio nelle numerose scene post credit (non perdetele!) allora si ritorna in effetti all’interno degli argini dell’MCU, con riferimenti espliciti alla serie e ai film degli Avengers.

In fin dei conti, The Good, the Bart, and the Loki, per,ò non aggiunge nulla all’esperienza di visione della serie. È una piccola curiosità che magari avete tralasciato nel vasto catalogo Disney ma che, vi assicuriamo, vale la pena recuperare.

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