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The O.C. - Fox

The O.C. è la serie dell’estate e su questo non si discute. Che vi piaccia alla follia o vi abbia ormai annoiato con tutte le sue vicende adolescenziali, accendere la TV e trovarla in replica è la presenza rassicurante che vi fa capire che siete ancora in vacanza.

La serie TV statunitense di genere teen drama The O.C. arriva sul canale televisivo Fox nell’agosto del 2003, l’anno seguente sulla nostra Italia1. In totale sono 4 stagioni, con un crollo di pubblico alla terza (infatti se le prime tre hanno quasi 30 episodi a testa la quarta si conclude al sedicesimo), molte guest star, ambientazioni da sogno e un gruppetto di protagonisti adolescenti, tra cui Ryan (Benjamin McKenzie), che con quel mondo dorato non ha nulla a che fare.

Il successo di The O.C.

Nel perpetuo fascino del ricco che accoglie il povero e di quest’ultimo che deve dimostrare che le sue qualità vanno ben oltre un padre in prigione e una madre alcolizzata, si muove tutta l’impalcatura di una serie diventata un cult estivo. Perché?

Forse per merito delle repliche costanti in TV appena il sole comincia a scottare, o perché nonostante non fosse il genere adatto a tutti, è impossibile non rimanerne invischiati, tra pantaloni alla pescatora color pastello e drammoni dovuti ad una sfacciata ricchezza che si preferisce ai sentimenti e alle relazioni sincere. E quindi uniamoci tutti in un solo canto, mentre vi lascio una guida ai 5 episodi indimenticabili di The O.C.: Californiaaaaaaaaaaa!

Le 5 puntate che hanno fatto la storia di The O.C.

1×01 – Pilot

Conosciamo subito lo scapestrato Ryan Atwood, coinvolto in un furto d’auto da suo fratello più grande, Trey. Mentre quest’ultimo, maggiorenne, finisce in prigione, Ryan viene rilasciato su cauzione grazie al suo avvocato d’ufficio, Sandy Cohen. Dovrà affrontare un’udienza in seguito, ma la prospettiva peggiore è invece quella di tornare a casa da una madre alcolizzata e dal suo compagno violento. Ryan viene cacciato da questo duo poco genitoriale e si ritrova per strada. Non trovando un posto dove dormire si ricorda del biglietto da visita dell’avvocato.

Sandy lo accoglie nella sua sfarzosa dimora, a Newport Beach, dove vive con la gelida moglie Kirsten e il disadattato figlio Seth (Adam Brody), quelli che in poco tempo cambieranno totalmente e diventeranno la sua nuova famiglia. E mentre fuma una sigaretta assorto nei suoi pensieri incontra Marissa, la vicina di casa con cui instaurerà un’intensa relazione di tira e molla. Ma in quel momento siamo ancora ignari di tutto.

E tu chi sei?

Chiunque tu vuoi che io sia.

Ryan è povero e le carte che gli ha riservato la vita non sono delle migliori, ma ha capito che forse quello è il posto giusto per cambiare vita e tentare la sorte. E noi non vediamo l’ora di sapere come andrà a finire.

1×07 – La fuga

Che la ricchezza non faccia la felicità per i personaggi di The O.C. è subito chiaro. Sotto alle apparenze brillanti e perfette serpeggiano risentimenti, relazioni finite, truffe commerciali e insofferenze. Nella settima puntata della prima stagione assistiamo alla prima crisi di Marissa Cooper, la graziosa vicina di casa di Seth che, nonostante sia fidanzata con il Ken umano Luke, si interessa a Ryan.

Ma non è per quello che perde la testa: nei giorni precedenti al fattaccio, ovvero un’overdose di analgesici ed alcool, ha scoperto che suo padre è un truffatore, i genitori divorzieranno e il suo fidanzato belloccio la tradisce da un bel po’ con una sua compagna di scuola. Con la sua migliore amica Summer va a Tijuana, in Messico, assieme a Ryan e Seth, di nascosto dai genitori.

Non solo sarà il primo momento in cui il malessere di O.C. emergerà tramite il fragile equilibrio psicologico di Marissa, ma anche quello in cui Ryan si proclamerà ufficialmente come suo salvatore. Un ruolo impegnativo che ricoprirà fino alla crisi finale, la più drammatica. Indimenticabile la scena mentre la solleva in braccio priva di sensi, è una pietà contemporanea, un’immagine diventata iconica, il tutto con Into the Dust dei Mazzy Starr in sottofondo.

The O.C. – Fox

2×24 – Il caro estinto

Siamo al finale della seconda stagione, ci siamo lasciati indietro molti avvenimenti, tra cui la morte di Caleb, poco amato padre di Kirsten, scomparso dopo una furente litigata con la figlia. Ma non è questo che ci fa rimanere impressa la puntata, bensì il momento che sancisce il destino di Marissa come bad girl. La ragazza, per difendere l’amato, spara al fratello del ragazzo, Trey (ve lo ricordate?), irrompendo mentre i due se le stanno dando di santa ragione.

Tale gesto segnerà in modo indelebile tutto il futuro del personaggio nelle puntate successive, trascinandola tra scuole pubbliche e amicizie discutibili. Impossibile dimenticare quello sparo senza parole, ma con la canzone Whatcha Say di Jason Derulo.


3×04 – L’ultimo valzer

Se vi dicessi Forever Young? Ebbene sì, avete capito bene, la quarta puntata della terza stagione è quella che si conclude con il lento struggente e tenero di Ryan e Marissa, sulle note di Forever Young degli Alphaville nella cover di Youth Group. Ballano all’esterno della casetta in piscina, dopo un’incomprensione, una delle tante.

Insieme si scontrano in continuazione ma non riescono a stare lontani, come dopo il cambio di scuola di Marissa e le sue nuove amicizie che escludono Ryan. E allora la ragazza gli chiede di fare un patto: accenderà la radio e la prima che sentiranno sarà la loro canzone. La radio si accende su un brano inadatto ma poi inizia Forever Young, e i due danzano stretti, mentre un’amara considerazione inizia ad assalire lo spettatore che credeva di guardare un teen drama senza complicazioni.

3×25 – I diplomati

Forse il vero finale della serie, facendo finta che quei 16 episodi riparatori della quarta non esistano. Se siete arrivati fin qui sapete cosa succede e non devo scrivere che sto per farvi spoiler. Marissa, la ragazza della porta accanto, l’eterno amore di Ryan, muore. Dopo la cerimonia del diploma ognuno dei protagonisti è pronto per intraprendere un salto nel futuro, fuori da Newport. Ma proprio quando Marissa sembra essere tornata in carreggiata dopo una lunga serie di scelte sbagliate, Kevin Volchok (Cam Gigandet), delinquente sbandato con cui la ragazza era andata a letto e da sempre in competizione con Ryan, mette fine ai suoi giorni.

Mentre Ryan sta accompagnando Marissa all’aeroporto per raggiungere suo padre, Volchok inizia a seguirli con la macchina. L’inseguimento termina con un incidente, da cui esce Ryan con Marissa tra le braccia, morta, e Hallelujah di Jeff Buckley a chiudere la puntata.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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