Matt Damon in THE ODYSSEY, Christopher Nolan. (c) Universal Studios
Matt Damon in THE ODYSSEY, Christopher Nolan. (c) Universal Studios

Dai confini interstellari dello spazio e del tempo, fino alle onde del Mediterraneo, quando Christopher Nolan decide di confrontarsi con il mito, indiscutibilmente tratterà di un percorso cinematografico visivo e psicologico ai limiti dell’immaginazione. Con L’Odissea, il poema immortale di Omero, che racconta il tormentato viaggio di ritorno (nostos) di Odisseo (Ulisse) verso la sua amata Itaca, la ricerca della “casa”, rimessa nelle mani del regista, promette di trasformarsi in un labirinto, dove la nostalgia diventa gravità e i mostri mitologici specchi della psiche umana. 

L’Odissea di Omero

Poema epico monumentale, l’Odissea è composto da 24 libri (o canti). E il noto flashback, il viaggio nel viaggio in cui Ulisse racconta le sue peripezie più famose (i mangiatori di loto, Polifemo, Circe, le Sirene), si trova nella prima metà dell’opera, precisamente nei Libri IX, X, XI e XII.

Nei primi quattro libri dell’Odissea, la “Telemachia”, il giovane Telemaco viaggia alla ricerca del padre Ulisse, scomparso da vent’anni. Sollecitato da Atena a contrastare i Proci che ne dilapidano i beni, visita i re Nestore a Pilo e Menelao a Sparta, scoprendo che Ulisse è vivo, prigioniero della ninfa Calipso.

Dal libro V al libro XII (Ulisse dai Feaci), la narrazione si sposta sul presente di Ulisse. Lasciata l’isola di Calipso per ordine di Ermes, l’eroe naufraga a Scheria a causa di una tempesta scatenata da Poseidone. Soccorso dalla principessa Nausicaa, viene accolto dai sovrani dei Feaci; commosso dal canto dell’aedo Demodoco sulla guerra di Troia, rivela la propria identità e avvia un lungo flashback. 

Ulisse racconta le tappe del suo tormentato viaggio decennale, lo scontro con i Ciconi, la terra dei Lotofagi, l’accecamento del ciclope Polifemo (che gli costa l’ira di Poseidone) e l’otre dei venti di Eolo. Descrive poi i giganti Lestrigoni, le magie di Circe, la discesa nell’Ade per consultare Tiresia, le Sirene, i mostri Scilla e Cariddi e, infine, la morte della sua ciurma per aver mangiato le vacche del Sole, evento che lo lascia completamente solo.

Dal libro XIII al libro XXIV, i Feaci lo riaccompagnano a Itaca. Per proteggerlo dai Proci, Atena lo trasforma in mendicante. Ulisse trova rifugio dal fedele porcaro Eumeo e riabbraccia il figlio Telemaco, pianificando la sua vendetta. 

Tornato a palazzo, viene riconosciuto solo dal cane Argo e dalla nutrice Euriclea. Penelope, ignara, indice una gara con l’arco di Ulisse, l’eroe, ancora travestito, è l’unico a superare la prova. Rivelatosi, compie una strage dei Proci insieme al figlio. Dopo aver superato l’inganno del letto nuziale, Penelope lo riconosce, permettendo a Ulisse di riabbracciare anche il padre Laerte prima che Atena imponga la pace definitiva su Itaca.

Il cast “epico” dell’Odissea di Nolan 

Matt Damon sarà Odisseo (Ulisse): il re di Itaca. Nolan ha dichiarato di essersi ispirato molto alla recente traduzione della classicista Emily Wilson per dipingere un Ulisse scaltro, complesso e un grande stratega. Per la parte, Damon si è sottoposto a una dieta ferrea e ha fatto crescere la barba per un anno intero.

Tom Holland sarà Telemaco, il giovane principe di Itaca, figlio di Odisseo, determinato a ritrovare il padre.

Anne Hathaway sarà Penelope, la regina di Itaca, moglie di Odisseo. Fedele al marito, rifiuta di unirsi in matrimonio con chiunque altro, ingannando i Proci.

Zendaya sarà Atena, la dea della saggezza e della strategia militare, protettrice e guida di Odisseo nel suo viaggio.

Charlize Theron sarà la ninfa Calipso, colei che trattiene Ulisse sull’isola di Ogigia promettendogli l’immortalità.

Samantha Morton sarà la maga Circe, la divinità dell’isola di Eea che trasforma gli uomini in bestie.

Bill Irwin interpreterà il ciclope Polifemo, per il quale la produzione ha utilizzato un colossale pupazzo animatrone alto ben 6 metri.

Robert Pattinson sarà Antinoo, il principale, più arrogante e spietato tra i Proci, i pretendenti che assediano il palazzo di Penelope. L’attore stesso ha descritto il personaggio come viscido e opportunista.

Lupita Nyong’o interpreterà un doppio ruolo iconico, sarà sia Elena di Troia (la donna la cui bellezza scatena la guerra), sia sua sorella Clitennestra.

Benny Safdie sarà Agamennone, il re di Micene e comandante delle forze greche. 

Jon Bernthal sarà Menelao, il re di Sparta e marito di Elena.

 John Leguizamo vestirà i panni del fedele porcaro Eumeo.

 Himesh Patel sarà Euriloco, il secondo in comando della nave di Odisseo.

Sorprendentemente, nel cast dovrebbe essere presente anche il rapper Travis Scott nel ruolo di un aedo (cantore), una scelta con cui Nolan ha voluto creare un parallelismo tra l’antica poesia orale greca e il rap moderno.

Il tempo per Christopher Nolan: cosa aspettarsi in The Odyssey

Per il cineasta il tempo non è mai una linea retta o un elemento di sfondo, ma è il vero protagonista e la struttura stessa dei suoi film. Nolan lo tratta come una materia malleabile, esplorandone le leggi fisiche, le distorsioni psicologiche e la percezione umana.

In Memento e in Inception il tempo è un labirinto psicologico legato alla memoria e all’intuizione soggettiva. Nello specifico, nel primo, la timeline è frammentata, scorre a ritroso e in avanti, e riflette l’amnesia del protagonista. In Inception, introduce la dilatazione temporale; più si scende nei livelli del subconscio, più il tempo rallenta in modo esponenziale. Pochi minuti nella realtà diventano anni nel “Limbo”.

Mentre in Interstellar il tempo diviene una variabile fisica in grado di irrompere nelle vite dei protagonisti e diventare un tutt’uno con la forma empirica dei rapporti umani. In Tenet, invece, il tempo si fa entropia, facendo coesistere nello stesso spazio, azioni che si muovono in direzioni temporali inverosimili e opposte.

Ed infine vi sono Dunkirk e Oppenheimer, dove il fattore tempo è architettura geometrica. Nolan incastra linee temporali diverse che scorrono a velocità differenti per farle convergere in un unico climax. E dove (per Oppenheimer), dividono la narrazione, tra la prospettiva soggettiva a colori, e quella in bianco e nero, tra fissione e fusione. Tra storia, passato, presente e futuro. Tra scienza e potere.

Il tempo in The Odyssey

È ancora presto per sapere con certezza cosa aspettarci dal nuovo film di Christopher Nolan, (in sala dal 16 luglio). Si può immaginare che il flashback di Ulisse sarà un virtuoso e nostalgico rimando al tempo che si fa memoria, e alla memoria che si fa identità. Perché se c’è una cosa per la quale Nolan è ineguagliabile, è proprio questa, permeare le leggi dello spazio e del tempo, dar loro le sembianze di chi siamo stati e di ciò che ricordiamo di noi stessi per poter “essere”.

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Annamaria Martinisi
Sono il risultato di un incastro perfetto tra la razionalità della Legge e la creatività del cinema e la letteratura. La mia seconda vita è iniziata dopo aver visto, per la prima volta, “Vertigo” di Hitchcock e dopo aver letto “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. Mi nutro di conoscenza, tramite una costante curiosità verso qualunque cosa ed il miglior modo per condividerla con gli altri è la scrittura, l’unico strumento grazie al quale mi sento sempre nel posto giusto al momento giusto.