The Stunt Double, Damien Chazelle - CREDITS: Apple

È apparso quasi in sordina, sul canale YouTube della Apple, il nuovo cortometraggio del premio Oscar Damien Chazelle. Un viaggio attraverso la storia del cinema, ripensata per lo schermo verticale, così lo descrive la stessa azienda di Cupertino, che di fatto dal corto ricava uno spot. È abbastanza chiaro che l’intero progetto sia una mossa promozionale per l’iPhone 11 Pro, con cui è stato girato. E se sul talento di Chazelle non ci sono dubbi, la vera questione è: cos’è questo corto? È cinema? Videoarte sul cinema? Un esperimento fine a se stesso?

“The Stunt Double” di Chazelle

Apple l’ha intitolato Vertical Cinema, Chazelle The Stunt Double. Si tratta di un racconto quasi onirico: una controfigura che, in un momento particolarmente pericoloso, immagina la sua vita all’interno di grandi film. È un’avventura che attraversa tutti i generi classici, con il gusto del citazionismo già visto in La La Land.

The Stunt Double – Damien Chazelle – CREDITS: web

Non vi è dubbio sul fatto che come utenti mediali ci stiamo lentamente abituando a una fruizione verticale degli schermi dai nostri smartphone. Anche i content creator più restii si stanno pian piano convincendo a oltrepassare il formato Facebook e ripensare i propri contenuti in una nuova forma. La frontiera dello schermo intero ruota di 90 gradi, taglia lo sfondo e ci avvicina sempre di più ai volti.

La prima cosa che si nota in The Stunt Double è proprio il fatto che spesso non c’è aria, non c’è spazio o modo di inquadrare il contesto. E non serve. Tutto si focalizza sull’ipotetico centro dell’immagine – quello che sarebbe il centro in un’inquadratura orizzontale. Si ridimensiona e si adatta ai nuovi confini.

https://www.youtube.com/watch?v=xqiPZBZgW9c

Il dilemma del cinema verticale

È ancora troppo presto per dare definizioni, per affermare con certezza che il cinema prenderà anche questa direzione verticale. Anche se non possiamo ancora definirlo cinema è sicuramente qualcosa che già rientra nella nostra esperienza quotidiana e che diventerà sempre più familiare. Magari inventeremo una nuova parola, o forse cambieremo le nostre abitudini senza dar troppo peso alla questione. Sicuramente però l’esperimento non finisce qui.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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