Elena Bucci e Marco Sgrosso, protagonisti di

Continua, in un resistente formato online, la diciannovesima edizione di Trend del Teatro Belli di Roma, dedicata alle proposte più interessanti della drammaturgia britannica contemporanea. Stasera alle ore 21 la lettura in musica The Nights, con Elena Bucci e Marco Sgrosso, dal testo di Henry Naylor.

La reinvenzione di Trend

La locandina di The Nights. Credits: Teatro Belli.

E, a proposito di notti, fa davvero piacere che, in questo annus horribilis del teatro (e della cultura tutta), non si sia dovuto rinunciare all’appuntamento con la rassegna curata da Rodolfo di Giammarco. Gli spettacoli di Trend sono, ormai da anni, viaggi intensi, graffianti, urticanti nelle contraddizioni del nostro tempo e delle nostre anime. Tra nomi di riconosciuta grandezza (l’anno scorso l’ultimo, estremo lavoro di Sarah Kane, 4.48 Psychosis), fenomeni trasversali alle arti (due anni fa il Martin McDonagh di A Behanding in Spokane) e nuove scoperte.

The Nights di Henry Naylor, 9 novembre

Particolarmente attuale, nell’Europa tornata a sanguinare e a dibattere per il problema del fondamentalismo religioso che diventa terrorismo, l’opera di questa sera. Dove assistiamo al confronto serrato, in forma di intervista, tra una giornalista islamofoba e un mercante (già militare) che cela un passato oscuro.

A dare corpo e voce a questa dialettica di vissuti e punti di vista, due tra i più talentuosi attori della scena italiana contemporanea, gli affiatati Elena Bucci e Marco Sgrosso, già in passato animatori di Trend, ad esempio con la lettura di Conservatory, struggente “autopsia” di un rapporto di coppia per penna di Michael West.

Un cartellone intero in streaming e in sicurezza

Si prosegue questa settimana con The Early Bird di Leo Butler (con Valentina Corrao e Roberto Marra, regia di Massimo Di Michele), online sabato 14 novembre alle 21, domenica 15 alle 17.30 e lunedì 16 alle 21. Il costo è di 3 euro per ogni spettacolo. Sul sito del Teatro Belli tutte le info e il programma completo.

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Gettato nel mondo (più precisamente a Roma, da cui non sono tuttora fuggito) nel 1992. Segnato in (fin troppo) tenera età dalla lettura di “Watchmen”, dall’ascolto di Gaber e dal cinema di gente come Lynch, De Palma e Petri, mi sono laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (2014) e in Editoria e Scrittura (2018), con sommo sprezzo di ogni solida prospettiva occupazionale. Principali interessi: film (serie-tv comprese), letteratura (anche da modesto e molesto autore), distopie, allegorie, attivismo politico-culturale. Peggior vizio: leggere i prodotti artistici (quali che siano) alla luce del contesto sociale passato e presente, nella convinzione, per dirla con l’ultimo Pasolini, che «non c’è niente che non sia politica». Maggiore ossessione: l’opera di Pasolini, appunto.

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