
La terza e ultima giornata di GOGA Film Festival (10-12 aprile 2026) ha racchiuso le anime del festival di cinema indipendente. A inaugurare la serata la rassegna sulla commedia, Brutti, sporchi e cattivi, curata da Sarah Narducci e Rebecca Ricci. Quattro cortometraggi fuori concorso (Ma come faccio io a non piangere, Figlio santo, Fino alla fine e Menomale) e una tavola rotonda con i rispettivi registi e registe -Dorotea Ciani, Vera Miniero, Sofia Vecchiato; Aliosha Massine; Giovanni Dota; Giovanni Dota) e due ospiti speciali: Giuseppe G. Stasi e Giancarlo Fontana.
Di seguito l’incontro-intervista del padrino del festival Pedro Armocida con Carolina Sala e Gabriel Montesi, membri della giuria attori di quest’anno insieme a Barbara Chichiarelli, Edoardo Purgatori. Un’occasione per riflettere insieme sul lavoro di attrici e attori oggi in Italia. Infine la serata di premiazione.
I premi di GOGA Film Festival 2026
Sauna Day di Anna Hints e Tushar Prakash (Estonia) – Premio Visioni Ribelli assegnato dalla giuria studenti
È l’ideale controcanto del precedente Smoke Sauna Sistehood, sempre di Anna Hints, un racconto della “sauna di fumo” estone (patrimonio Unesco) dal punto di vista maschile, dopo aver affrontato quello femminile. Elemento chiave di differenza è la durata: nel primo caso, infatti, il rito della sauna diventava anche luogo di incontro e condivisione esplicita e verbale di esperienze ed emozioni, richiedendo la forma del lungometraggio. Sauna Day, invece, rappresenta una ricerca maschile di contatto e di intimità molto più breve, spesso averbale. Nello stesso buio della sauna scompaiono la familiarità e il mistero della figura femminile per fare posto, invece, a una sensualità maschile quasi involontaria, un bisogno di tornare al corpo e di percepire la vicinanza dell’altro.
I Fantasmi di Federico Papagna – Premio Persona assegnato dalla giuria attori e Menzione speciale di Cortocircuito Film Festival
Un fatto di cronaca realmente accaduto (l’omicidio di Christopher Thomas Luciani), due adolescenti che per un insulso debito di denaro uccidono un loro coetaneo, e una solitudine di fondo, che porta a rileggere i bisogni e i sentimenti di una generazione impreparata alla vita. Papagna “prende in prestito” lo sguardo del ragazzo che resta in disparte, a fare il palo, per parlare di anime desolate e disperse.

Il gatto di Monica di Letizia Zatti – Premio Apnea assegnato dalla critica
Un torrido agosto romano, un appartamento splendido al settimo piano di Corso Trieste e una vita che Adele può solo immaginare, o prendere in prestito. Forse per questo a raccontare la sua storia è una voce terza, altra, come quella di Amélie in una (ugualmente) trasognante Parigi. Letizia Zatti racconta se non una generazione intera, almeno una tipologia di donna moderna in bilico tra la vita adulta e la fuga infantile.

Coyotes di Said Zagha (Francia, Palestina, UK, Giordania)- Premio GOGA per il miglior cortometraggio
Coyote o cinghiale? Da che parte stare? Qual è il limite dell’umanità, quando si trova minacciata, in gabbia? Il cortometraggio di Said Zagha si mantiene sul piano della metafora prima di esplodere nella violenza che ne alimenta la storia. Ambientato nell’arco di una notte in Cisgiordania, racconta in poche scene la profondità dell’oppressione israeliana, attraverso la storia di una chiururga palestinese, avvicinata e minacciata da un misterioso uomo (che si rivela un agente israeliano). E mette in scena una scelta che le cambierà la vita. Un thriller neo-noir che fotografa una minaccia e una coercizione che non fanno rumore. Ma che hanno conseguenze enormi.
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