
Una settimana di Orvieto Cinema Fest, dal 21 al 28 settembre, per offrire attraverso il cinema, l’arte e la dimensione collettiva nuove chiavi di lettura per il nostro presente e futuro, cercando di coinvolgere, con i dovuti linguaggi, tutte le fasce di età.
Fil rouge della manifestazione, che da otto anni anima il centro umbro e il territorio circostante, quello del Sacro, inteso nella sua accezione più ampia e simbolica: ciò che è inviolabile, ciò che custodisce una dignità speciale, ciò che interpella la nostra fede più profonda.
Orvieto Cinema Fest, promosso dall’omonima organizzazione di volontarie e volontari, cresce di anno in anno nel programma e nel respiro internazionale. I cortometraggi in concorso sono 23, di cui 7 anteprime nazionali provenienti da 21 diversi Paesi, il numero più alto di sempre. La cornice delle proiezioni si conferma essere quella del prezioso Teatro Mancinelli, da mercoledì 24 a sabato 27. Tantissimi gli appuntamenti collaterali durante tutto il corso della settimana.
Le novità di Orvieto Cinema Fest 2025
Grande novità di questa edizione è la sezione Nuove Visioni, pensata per valorizzare il nuovo cinema italiano e i suoi talenti emergenti. Cinque cortometraggi, firmati da giovani registe e registi, apriranno le serate al Teatro Mancinelli e saranno riproposti in versione masterclass per le scuole superiori della città, offrendo agli studenti l’occasione di dialogare direttamente con gli autori.
Una novità fortemente voluta dal team di selezionatori del festival, una sezione sotto la curatela del critico cinematografico e docente Paolo Fossati, già nella giuria internazionale dell’edizione 2024. L’obiettivo è quello di valorizzare sempre di più la giovane proposta registica italiana. A fianco del festival come sponsor e promoter di questa sezione, lo storico marchio Nikon, che conferirà il premio del titolo vincitore.
I cinque titoli in gara compongono un mosaico eterogeneo di linguaggi e sensibilità. Things That My Best Friend Lost di Marta Innocenti, presentato alla Settimana Internazionale della Critica, dà voce al flusso emotivo di Andrea, DJ e organizzatore di feste illegali, restituendo l’urgenza di una generazione in cerca di connessioni autentiche. Con Lima, Giulia Bettaglio racconta l’adolescenza fragile e ribelle di due ragazzi nella periferia milanese, mentre in Largohen Dallëndyshet l’italo-albanese Deni Neli ambienta nel 1991 la storia di un tredicenne pronto a emigrare, ritraendo il passaggio traumatico dall’infanzia alla consapevolezza adulta. In Dream Car Wash, Edoardo Brighenti segue invece la parabola onirica di Sara, giovane iraniana-italiana a Londra, che in un autolavaggio immagina un futuro diverso, fatto di danza e libertà. Infine, Petrolia di Giulia Mancassola, già premiata ai NABA Cinema Awards, mette in scena un paesaggio sospeso tra decadenza e infanzia, evocando attraverso tre piccoli protagonisti le ferite di un’identità collettiva.
L’attenzione alle giovani generazioni si rivolge anche al pubblico, attraverso il proseguimento, durante il programma del festival, del progetto Giovani in Biblioteca realizzato negli scorsi mesi in collaborazione con Silvia Pezzopane, critica cinematografica e co-founder di FRAMED Magazine, e la Biblioteca Luigi Fumi di Orvieto. Da lunedì a giovedì la Sala Eufonica della biblioteca ospiterà delle proiezioni tematiche pensate per il pubblico più giovane, un percorso di avvicinamento alla cultura cinematografica. Venerdì, invece, appuntamento con OCF Kids (La Scatola Magica) per bambine e bambini.
Cortometraggi in gara e giurie
La competizione internazionale di questa ottava edizione raccoglie 23 cortometraggi provenienti da 21 Paesi diversi con 7 anteprime italiane (Baozhda, Behind The Wall, Dinosaur Man, Full Month, Grandma’s Four Color Cards, Iskra, Family Man) e titoli di 12 registe, in continuità con l’attenzione del festival per i temi di genere ed età. Opere che con stili e linguaggi eterogenei interrogano il nostro presente attraverso storie intime e collettive.
A decretare i vincitori nella cerimonia di premiazione di sabato 27 la giuria composta da, in qualità di Presidente, Daria D’Antonio, direttrice della fotografia con registi come Sorrentino, Francesca Comencini, Pietro Marcello, Gianni Amelio, vincitrice di un David di Donatello, prima direttrice nella storia della competizione ad aggiudicarsi il premio, per È stata la mano di Dio.
Simone Bozzelli, regista di Patagonia, presentato in concorso al 76° Locarno Film Festival. Una produzione, quella di Bozzelli, che ha spaziato negli anni dal cortometraggio, Mio Fratello, Loris sta bene, Amateur, J’ador e Giochi, al videoclip, come I Wanna Be Your Slave dei Måneskin, vincitore dell’MTV Music Award 2022 per Best Alternative Video.
Simone Bardoni, direttore artistico di Concorto Film Festival, festival internazionale del cortometraggio. È docente presso corsi universitari con lezioni dedicate alla distribuzione dei cortometraggi e alla loro diffusione nei festival. Lavora anche con MIA | Mercato Internazionale Audiovisivo a Roma e con la casa di distribuzione Lights On e scrive per il settimanale Film Tv.
Proiezioni cortometraggi in Concorso
Teatro Mancinelli
24, 25, 26 settembre ore 21.00
27 settembre ore 18.00
“Quando il Sole sorge” mostra di Fatima Bianchi
Nel segno del tema scelto per l’ottava edizione di Orvieto Cinema Fest, “il sacro”, domenica 21 settembre (ore 17:00 – 19:00) presso la Chiesa dei Santi Apostoli si inaugura la mostra Quando il Sole sorge di Fatima Bianchi, regista e artista visiva attiva tra Milano e Marsiglia. Conosciuta per la sua capacità di intrecciare linguaggi differenti tra documentario e videoarte, Bianchi torna a collaborare con il Festival – dopo essere stata giurata nel 2020 – presentando un progetto che affronta la maternità come esperienza radicale di trasformazione individuale e collettiva.
L’installazione, concepita come un percorso immersivo, si compone di tracce sonore che restituiscono le testimonianze raccolte dall’autrice durante workshop e gruppi di ascolto dedicati alle madri, offrendo al visitatore uno spazio intimo di condivisione e riflessione. Al centro della Chiesa, il percorso trova il suo culmine con la proiezione del cortometraggio Le dissidenti (2023), in cui tre madri, confinate su un’isola prigione per aver osato ribellarsi alle convenzioni sociali della maternità, danno voce a paure, fragilità e desideri spesso relegati al silenzio.
Attraverso questo lavoro, Fatima Bianchi invita a considerare la maternità come ritualità sacra, carica di simboli e di potenza creativa, in grado di scardinare tabù e di ridefinire il rapporto tra individuo, comunità e società. Durante i giorni di proiezioni al Teatro Mancinelli sarà inoltre visitabile l’allestimento della mostra Call for Artist – Il sacro, con le opere finaliste del consueto contest di illustrazione che il festival organizza ormai da anni. Una commistione fra linguaggi artistici che arricchisce le occasioni di riflessione. A decretare le opere vincitrici la giuria composta dalle illustratrici Marta Comini e Sara Ciprandi.
Trovate tutte le altre informazioni su www.orvietocinemafest.com

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