Lucifer 5 Netflix: CREDITS: Netflix

Dopo qualche incertezza e lunghi ritardi, Lucifer torna su Netflix con la quinta stagione, suddivisa a metà fra il 21 agosto 2020 e il 28 maggio 2021.

Una delle più consistenti conseguenze, anche economiche, del Coronavirus è stata proprio l’interruzione di qualsiasi produzione cinematografica e televisiva. Come ben noto, produzione, riprese e post-produzione si sono interrotte ovunque, creando un vuoto imponente. Non è solo una questione di fan impazienti. L’intera stagione televisiva e cinematografica ha rischiato di essere compromessa. Alcune emittenti, come la BBC hanno persino proposto la quarantena collettiva di troupe e cast pur di mandare avanti, per esempio, i nuovi episodi di Peaky Blinders.

La fase più delicata sembra finita e finalmente i nostri personaggi preferiti possono lentamente ritornare sullo schermo. Con un ritardo di soli pochi mesi rispetto al piano iniziale, Lucifer è uno dei primi grandi titoli annunciati. Sfruttando l’entusiasmo del pubblico, Netflix ha inoltre confermato, poco dopo, la tanto chiacchierata sesta e ultima stagione del nostro diavolo preferito. D’altronde, non poteva che terminare con il numero 6.

Tom Ellis e Lauren German - CREDITS: Netflix
Tom Ellis e Lauren German – CREDITS: Netflix

Il fascino sovrannaturale di Lucifer

È dalle Metamorfosi di Ovidio o, volando basso, dalla Bella e la Bestia che la storia del mostro e della fanciulla ci ammalia e ci ossessiona. Sarà che è un archetipo fisso della nostra cultura o sarà che è impossibile non perdere la testa per Tom Ellis, anche in questo caso Lucifer conquista ogni tipo di pubblico, senza limiti di genere o di età.

Il suo complicato rapporto con la detective Chloe è solo uno dei punti focali. Nell’equilibrio tra crime e romance – già presente in molte altre serie – si aggiunge la stravaganza incontenibile del protagonista stesso. Non essendo umano, Lucifer incarna la totale libertà da vincoli sociali, quella che almeno una volta ognuno di noi desidera.  Gran parte del suo carisma deriva da questa sua posizione di estraneità, di lontananza (e al contempo estrema vicinanza) dalle vicende umane. 

È un personaggio costruito appositamente per sedurre il pubblico, oltre che i suoi co-protagonisti.  L’intento, fino a oggi, sembra perfettamente riuscito.

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Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies.

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