
A quanto pare i paparazzi non riescono a resistere. E neanche noi. Nonostante le critiche su quanto questi spoiler possano rovinare l’effetto sorpresa de Il Diavolo veste Prada 2, la verità è che ogni nuova immagine rubata dal set è una gioia per chi ama la moda.
Patricia Field è tornata al timone del costume design e si vede: ogni dettaglio sartoriale racconta l’evoluzione (stilistica, ma non solo) di Andy Sachs, Miranda Priestly ed Emily Charlton. Quindi spoiler per spoiler, ecco tutto quello che sappiamo – e vediamo – finora.
Il ritorno di Andy Sachs
Vent’anni dopo il maglione ceruleo, Andy Sachs è tutt’altro che un’ex stagista impacciata. Anne Hathaway la riporta in scena con uno stile che parla di evoluzione personale e professionale: un guardaroba costruito con intelligenza, tra citazioni d’archivio, sartorialità decisa e accenti ironici che non rinunciano alla sostanza.
Tra i primi look rubati dal set spicca un completo gessato vintage firmato Jean Paul Gaultier, con gilet e pantaloni leggermente over. Non è solo un richiamo all’estetica da redazione ma una dichiarazione d’indipendenza. Ai piedi, stivaletti neri a punta: eleganza da insider.
In una scena all’aperto, Andy indossa un abito patchwork in lino firmato Gabriela Hearst, realizzato da 40 artigiani tra pittori e ricamatori. Il look è completato da un bucket hat in paglia Amor Y Mezcal, occhiali da sole e collana firmati Jemma Wynne, sandali platform Chloé e una Fendi Basket Forty8 in plastica riciclata blu. Una versione giocosa ma allo stesso tempo consapevole dello stile boho-chic.
Altro look chiave: maxigonna in denim lavaggio chiaro di Agolde, canottiera bianca Toteme e gilet nero. A completare l’outfit, le Chanel Dad Sandals con logo a vista – che Andy ripropone anche in una scena successiva, indossando una jumpsuit navy decorata con patch anni ’70 e abbinata alla borsa a spalla Valentino Garavani Panthea. Un’estetica urbana e disinvolta, da donna multitasking tra shooting, riunioni e una cena improvvisata.
Più essenziale e sofisticata, l’Andy in total white segna un’evoluzione stilistica netta. Il top strutturato firmato Phoebe Philo, con strascico lungo fino alle caviglie, si abbina a pantaloni in twill bianco di Nili Lotan. Completano il look gli occhiali Barton Perreira, la tracolla Coach e le prime Prada Modellerie apparse nella saga.
A chiudere, un colpo di scena abbagliante: un abito blu metallico in maglia Rabanne ispirato ad un modello degli anni ’60, oggi parte della collezione Resort 2026, indossato dalla Hathaway in una scena girata a Brooklyn. Il look è completato dalla Iconic silver nano 1969 bag della stessa maison e da sandali sparkling René Caovilla nei toni del blu e dell’ottanio.
Andy Sachs è diventata una it-girl sofisticata, capace di giocare su più registri senza mai perdere il centro.
Miranda Priestly sempre con il tacco giusto
Miranda è tornata. E no, non ha abbandonato né il bianco glaciale del suo bob né il suo inconfondibile aplomb. Ma il suo guardaroba ha subito una trasformazione sottile e intelligente, che riflette un personaggio ancora potente ma più fluido, più contemporaneo. In uno dei primi look comparsi online, Meryl Streep indossa (qui) una gonna di pelle color cioccolato al latte di Gabriela Hearst con cintura in pelle scamosciata di Proenza Schouler, trench Lanvin e una blusa viola: una palette inedita, calda, dove la struttura incontra la morbidezza. A spezzare l’equilibrio una borraccia rosa ricoperta di strass firmata Collina Strada – un dettaglio ironico, quasi fuori luogo. E proprio per questo irresistibile. Ai piedi? Décolleté con plateau Gucci, reminiscenza diretta della Miranda del 2006.
Ma è con un secondo look che arriva la vera svolta: pantaloni navy in stile sailor, blusa bianca e cappotto cammello del brand milanese SASUPHI nato dall’idea di Sara Ferrero e Susanna Cucco. L’accessorio chiave? Le slingback alte rosso fuoco con fiocco firmate Jacquemus – un richiamo potente e non casuale al famoso tacco-forcone della locandina del primo film. Questo dettaglio ha già acceso i social: i sandali rossi Jacquemus rischiano di diventare il nuovo oggetto del desiderio fashion per l’autunno 2025.
E se ci fosse bisogno di un momento di incoronazione visiva per segnare ufficialmente il ritorno di Miranda? Eccolo.
Una delle scene più discusse del set si svolge al Museo di Storia Naturale di New York, trasformato per l’occasione in una cornice teatrale per un evento ispirato al Met Gala. Il nome della serata? Runway – Spring Florals, un titolo che suona come una frecciatina ben assestata, direttamente legata alla battuta più celebre del personaggio: “Floreale? Per la primavera? Avanguardia pura”. E invece eccola lì, Miranda Priestly, fasciata in un abito couture rosso, drammatico e scultoreo, con volumi esagerati e dettagli tridimensionali che sembrano usciti da un archivio Alexander McQueen (anche se il brand non è stato ancora confermato). Il look, tanto imponente quanto perfettamente calibrato, viene completato dal ritorno in scena delle décolleté rosse protagoniste della locandina del 2006.
Tra i dettagli più discussi anche il completo sartoriale grigio della linea LAUREN di SASUPHI, composto da giacca e gonna a ruota in fresco di lana Ermenegildo Zegna e gli occhiali da sole Jimmy Choo, scuri al punto da diventare una barriera. Miranda oggi, parla meno con la voce e più con gli accessori. Ma è ancora lei a dare l’ultima parola. Senza neanche dire grazie.
Emily Charlton finalmente protagonista
Emily Blunt torna a vestire i panni di Emily Charlton e questa volta il mondo del fashion è tutto dalla sua parte. Niente più lotte per un biglietto per Parigi: adesso la vediamo al comando, forte di una rivincita che passa anche dal beauty look. I capelli? Ancora rossi, ma in una versione più matura e consapevole: un caschetto lungo con scriminatura centrale – il “lob” – simbolo di un nuovo status. Non è più l’assistente frustrata: è una dirigente di alto livello da Dior, con tutto l’allure che questo ruolo comporta.
Uno dei primi outfit virali rubati dal set? Un ensemble potente, costruito attorno a una camicia bianca con maxi-logo Dior, indossata sotto un top bustier di Wiederhoeft e abbinata ad ampi pantaloni gessati a corsetto firmati Jean Paul Gaultier. Una silhouette strutturata, completata da occhiali da sole neri con profilo bianco e maxi-borsa D-Journey di Dior. È il look che racconta l’ascesa di Emily, che adesso gioca con i codici dell’eleganza senza più chiedere il permesso.
E se Miranda resta la regina, Emily è ormai una sovrana a pieno titolo che lancia tendenze e detta nuove regole. Il diavolo veste sempre Prada, ma questa volta… potrebbe bussare alla porta di Dior.
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