Bella Baxter e Barbie. © 2023 20th Century Studios All Rights Reserved. Barbie, Warner Bros. Pictures
Bella Baxter e Barbie. © 2023 20th Century Studios All Rights Reserved. Barbie, Warner Bros. Pictures

Sono due dei personaggi più chiacchierati della stagione cinematografica corrente: Barbie, interpretata da Margot Robbie e Bella Baxter, che ha il volto di Emma Stone, protagoniste di Barbie e Poor Things. Si sono qualificate in breve tempo in due icone del femminismo, seppur ognuna a modo suo. Non manca nemmeno il paragone tra queste due figure, un paragone che traccia tra di loro una linea di confine davvero molto sottile.

Due concezioni, lo stesso concetto

Arrivato al cinema nell’estate dello scorso anno, Barbie di Greta Gerwig, racconta di Barbie (Margot Robbie) che, dopo aver trascorso la sua intera esistenza con le altre Barbie nel mondo ideale e sempre perfetto di Barbieland, intraprende un viaggio nel mondo reale alla ricerca della causa dei problemi che improvvisamente si ritrova ad affrontare. Ecco quindi che Barbie si ritrova a fare i conti con la realtà, cominciando a porsi domande su chi è realmente.

Leone d’Oro all’ultimo Festival del Cinema di Venezia e ispirato all’omonimo romanzo, Poor Things di Yorgos Lanthimos, mette in scena la storia di Bella Baxter (Emma Stone), una giovane donna riportata in vita dallo scienziato Godwin Baxter (Willem Dafoe). Con il corpo da adulta ma il cervello da bambina, Bella è desiderosa di imparare e scoprire il mondo, circostanza che la porterà a compiere un viaggio alla scoperta della realtà che la circonda ma soprattutto di sé stessa.

Da un lato un mondo ideale e sempre perfetto, dall’altro una Londra futuristica ma con tratti dell’epoca vittoriana. Stilisticamente differenti, Barbie e Poor Things sembrano collocati agli antipodi tra di loro, e sicuramente lo sono per numerose caratteristiche, ma ciò che li accomuna va ricercato all’interno delle loro protagoniste. Entrambi i lungometraggi parlano infatti del viaggio alla scoperta di se stesse e della propria identità da parte di due donne desiderose di trovare il loro posto nel mondo e di far sentire la propria voce, in qualsiasi circostanza.

Un femminismo intrinseco

Se in Barbie il concetto di femminismo viene espresso in modo più esplicito sin dal primo istante nelle sequenze a Barbieland, in Poor Things risulta essere un elemento portante di tutta la storia, ma più implicitamente e attraverso metodi e rappresentazioni differenti.

Emma Stone in POOR THINGS. Photo by Yorgos Lanthimos. Courtesy of Searchlight Pictures. © 2023 20th Century Studios All Rights Reserved.
Emma Stone in POOR THINGS. Photo by Yorgos Lanthimos. Courtesy of Searchlight Pictures. © 2023 20th Century Studios All Rights Reserved.

Greta Gerwig incentra la totalità della narrazione di Barbie sul concetto di empowerment femminile, sull’autonomia e indipendenza che le donne hanno in un mondo ideale e dominato dall’immaginazione, che si va a scontrare con quanto invece accade nella realtà. Nel mondo reale, infatti, le donne vengono schiacciate dal patriarcato. La messa in scena di Greta Gerwig risulta così essere una vera e propria critica esplicita alla società, senza mezzi termini.

Yorgos Lanthimos, dal canto suo, procede diversamente. Nonostante il femminismo risulti comunque essere centrale, il regista lo maschera abilmente e non lo mette in scena tramite monologhi che parlano apertamente della condizione femminile (come invece accade in Barbie), ma tramite la costruzione, fisica e psicologica, di Bella Baxter, e con una messa in scena surreale e quasi distopica, volta a far emergere le dinamiche di potere tra i sessi in modo provocatorio e drammatico.

Bella Baxter e Barbie, da fantocci a donne emancipate

La chiave per l’intero confronto tra i due lungometraggi risiede proprio nelle due protagoniste: Bella Baxter e Barbie.

Come una sorta di Frankestein del mondo moderno, Bella viene riportata in vita come frutto di un macabro esperimento da Godwin Baxter, chiamato anche God, suo “padre’’ e creatore. Bella ha il cervello di un neonato e il corpo da donna, condizione che determina il suo comportamento prettamente infantile iniziale, costretta a un’esistenza chiusa tra le mura di casa perché troppo rischioso permetterle di uscire. Nella sua vita tutto cambia nel momento in cui scopre la sessualità.

È proprio attraverso il sesso che Bella scopre il mondo, quello che le piace e ciò che invece la disturba. Il punto di svolta è il viaggio che compie insieme a Duncan (Mark Ruffalo), ennesimo uomo che brama controllarla e tenerla a bada, ma che non riuscirà nel suo intento. Bella passa dal mondo in bianco e nero di casa sua a un mondo a colori, fatto di gioia, passioni ma anche di tristezza e sofferenze. Tappa fondamentale del viaggio diventa Parigi, dove la donna abbandona Duncan, inizia a lavorare in una casa del piacere, ma al contempo inizia a studiare e scopre chi è veramente.

Barbie, Warner Bros. Pictures
Barbie, Warner Bros. Pictures

Come Bella Baxter, anche Barbie va incontro a un viaggio che porta allo stesso obiettivo. Nonostante sia una donna/bambola adulta, ha un comportamento ingenuo in linea con il contesto in cui vive, letteralmente un mondo di plastica, dove l’immaginazione regna sovrana. La scoperta del mondo da parte del personaggio di Margot Robbie non avviene attraverso la sessualità (Barbie è priva di genitali), ma in un modo quasi più astratto, corrispondente al momento in cui si scontra con le regole della società degli uomini e le sue implicazioni.

Bella Baxter e Barbie compiono quindi un viaggio alla scoperta del mondo. Un risveglio che per entrambe avviene nel momento in cui abbracciano la loro umanità e scoprono di essere le uniche padrone del loro corpo e delle loro decisioni. Bella non è più un fantoccio nelle mani di Duncan, non più una creazione di Godwin che deve per forza sottostare alle sue regole, nemmeno più la Bella della sua vita precedente, bensì una donna nuova, consapevole delle proprie capacità, dei propri desideri e pulsioni. Allo stesso modo Barbie scopre che c’è un mondo al di fuori di Barbieland, che la sua vita non deve per forza essere controllata dal suo creatore, è lei la creatrice di se stessa.

Dove si colloca quindi la libertà delle donne? Dove la collocano loro stesse questa libertà? Sono questi i quesiti principali che si pongono questi due film, differenti nell’impostazione, ma portatori del medesimo concetto, ossia quello della ricerca della propria identità, superando i limiti di una società dominata da una concezione patriarcale.

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Rebecca Fulgosi
Mi chiamo Rebecca, classe 2000 e ho una passione smisurata per il mondo della settima arte. Studio alla facoltà di Beni Culturali con il sogno di diventare critica cinematografica, perché guardare film è una delle cose che mi riesce meglio. Il mio genere preferito è L’horror insieme ai cinecomic di cui sono appassionata sin da piccola. Tra i miei film preferiti: "La La Land", C’era una volta a ...Hollywood", "A Star is Born", "Jojo Rabbit" e "Titanic". Le mie serie preferite, "American Horror Story" e "La casa di carta".