
Tra luci, emozioni e tante sorprese il concerto di Irama, tenutosi allo stadio di San Siro l’11 giugno scorso, è stato molto di più di una semplice esibizione. Una notte speciale che ha unito musica e sentimento di fronte ad una folla di migliaia di spettatori, e che ha celebrato nel migliore dei modi i primi dieci anni di carriera di uno degli artisti più influenti del panorama musicale italiano degli ultimi anni.
Dal palco di Sanremo allo stadio di San Siro
Ci sono serate che sembrano contenere un intero percorso, sia negli alti che nei bassi, e quella di Irama a San Siro è stata una di queste. Dopo il debutto nella sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2016 con il brano Tornerai da me, una vittoria ad Amici nel 2018, 55 dischi di platino e numerose date, quasi sempre sold-out, nei vari palazzetti d’Italia, Irama ha toccato per la prima volta il palco dello stadio Meazza di San Siro per celebrare dieci anni di musica, circondato da migliaia di fan che, ormai da anni, lo supportano in ogni sua tappa, piccola o grande che sia.
Dieci anni di un percorso artistico variegato celebrato con uno show intenso pensato come un vero e proprio viaggio emotivo tra tappe fondamentali, successi e nuove consapevolezze maturate nel tempo. Più che un semplice concerto, Irama ha voluto realizzare una dichiarazione d’identità ben marcata, all’interno di uno dei luoghi più significativi del panorama musicale italiano, dimostrandosi ancora una volta capace di attraversare mondi musicali diversi e varie sonorità, pur rimanendo sempre riconoscibile, soprattutto grazie alla sua scrittura intensa ed emotiva.
Un viaggio personale ma collettivo
Fin dai primi minuti l’intenzione di Irama è stata chiara: non limitarsi a mettere in scena una successione di brani, bensì costruire un racconto sensazionalistico. Il concerto si è aperto infatti con l’artista posizionato sul nuovo balconcino panoramico di San Siro, chiamato il San Siro Skywalk, diventando ufficialmente il primo cantante ad averlo utilizzato nell’ambito di un concerto. Un’apertura inaspettata ma di grande impatto incorniciata dall’interpretazione, in versione acustica, del brano sanremese Tu no, presentato da Irama sul palco dell’Ariston nel 2024 e classificatosi in quinta posizione.
L’ingresso sul palco, l’impatto visivo dello show e la partecipazione immediata del pubblico hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo, in cui musica ed emozioni sono state in grado di intrecciarsi costantemente, trasformando quindi un viaggio individuale in una celebrazione collettiva. Al centro del palco ha saputo catturare l’attenzione un grande rosone circolare, animato durante la serata con effetti speciali, e la lunga passerella centrale, trasformatasi in estensione narrativa grazie agli effetti visivi in tempo reale.
La scaletta, composta da oltre 30 brani, ha saputo mescolare brani più recenti, come il tormentone estivo Cabana, con brani più datati, come Tornerai da me che risale al 2016, così come le varie sonorità, dalle più intime e malinconiche a quelle più energiche e ritmate. Non sono poi mancate le sorprese; Irama ha infatti ospitato sul palco la cantante Annalisa, con la quale ha condiviso una versione di Tu No, Arisa, Giorgia e infine Rkomi, che insieme a lui ha realizzato l’album No stress nel 2023 e un tour nei palazzetti lo stesso anno.
In breve
Quello di San Siro è stato quindi molto di più di un semplice concerto celebrativo, bensì un punto d’incontro tra quanto costruito fino ad ora e ciò che sarà, il tutto incorniciato da uno dei palchi più simbolici della musica italiana.
Dieci anni dopo l’esordio, con un tour nei palazzetti annunciato per l’autunno 2026 e un nuovo percorso come giudice della nuova edizione di X Factor, per Irama San Siro non è solo un traguardo, ma un punto di partenza, oltre che misura concreta di una crescita in fase di compimento.
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