OASIS: DON'T LOOK BACK IN ANGER. Foto Harriet Bols
OASIS: DON'T LOOK BACK IN ANGER. Foto Harriet Bols

Arriva a Venezia 83 Don’t Look Back in Anger, il documentario sulla rinascita degli Oasis che, superando la musica, il racconto dei litigi tra i fratelli Gallagher, e il resoconto di un tour incredibile, diventa un film sul potere del perdono, e sulla forza emotiva della collettività, che riesce a travalicare qualsiasi barriera, unendosi in un canto che sa sia di anni ’90 che di nuove generazioni.

Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, il documentario è ideato dallo sceneggiatore, produttore e regista Steven Knight (Peaky BlindersA Thousand Blows) ed è diretto da Dylan Southern e Will Lovelace

Dopo la rottura

Per 15 anni Liam e Noel Gallagher non si sono parlati. L’allontanamento tra i due fratelli non è stato che il culmine di una serie di incomprensioni, dichiarazioni brutali, rivalse continue, divenuto realtà proprio nel 2009, con l’annullamento pochi minuti prima di salire sul palco del Rock en Seine di un concerto: da quel momento qualcosa si è rotto, non solo nel rapporto tra i fratelli di Manchester, ma nel flusso della vita delle persone che li ascoltavano, quel trauma non si limitava alla sfera musicale, ma a quella sentimentale.

Don’t Look Back in Anger accende i riflettori sulla reunion più importante degli ultimi tempi, consacrata dal tour “Oasis Live ’25”. Il film riprende le prove con il gruppo, con Liam e Noel insieme per la prima volta dopo tanti anni, e alcune delle date più importanti del tour stesso, e si sviluppa sulle note di gesti ritrovati, sguardi che sembravano relegati a quello che erano prima che tutto cambiasse. Ma sembra non sia passato neanche un istante mentre si ritrovano sul palco, su cui si esibiscono con i successi più importanti della loro carriera.

Leggere negli altri le stesse emozioni

Don’t Look Back in Anger non è un semplice documentario, perché si affida alla rappresentazione di un coinvolgimento emotivo che è lo stesso in almeno tre continenti, e che trova la sua origine sì nella musica iconica degli Oasis, ma anche, e soprattutto, nella possibilità di mettere a posto le cose, di tornare, dopo tanto tempo, a stimarsi, o più semplicemente a volersi bene.

Liam e Noel sono sempre gli stessi, e non temono di ammetterlo, ma una diversa consapevolezza, veicolata attraverso i brani, le parole, gli accordi, esplode e pervade il pubblico che viene ripreso durante i live, che si sente di nuovo parte di un qualcosa a cui non ha mai voltato le spalle, e che torna a credere all’affetto tra due fratelli, nonostante tutto. La stessa sensazione arriva poi al pubblico che guarda il film, come un fiume in piena, che travolge qualsiasi reticenza al lasciarsi travolgere.

I fan, tra cui alcuni coinvolti in prima persona nel racconto con le loro storie personali, attraverso il riconciliarsi dei Gallagher, accolgono l’effettivo peso del difetto umano, dell’imperfezione, della rabbia, affiancandolo alla potenzialità di ognuno di noi di lasciare tutto indietro (con una lacrima, e anche altre cento, che senza preavviso ci ricordano la nostra magnifica fragilità).

Eredità e futuro

Proprio durante il tour, i figli di Liam e Noel si conoscono, e passano tutte le serate insieme, diventando amici. Non sono gli unici “nuovi fan” della band, perché gran parte di chi va ai concerti del 2025 sono ragazze e ragazzi che non hanno neanche 30 anni, spesso accompagnati dai genitori, probabilmente cresciuti con l’eco di una leggenda, quella di due fratelli che avevano rivoluzionato la scena musicale britannica (e poi mondiale) e che avevano litigato giurando di non parlarsi più.

I testi degli Oasis diventano allora mantra, poesie cantate come ninne nanne, parole da tramandare ai propri figli, i figli di chi negli anni ’90 era ancora adolescente, o che si affacciava alla vita adulta, ritrovando in quelle canzoni una vicinanza affine, oltre che una complicità sincera, quasi sfacciata.

In breve

My soul slides away
But don’t look back in anger
I heard you say

Don’t Look Back in Anger ci unisce in un’esperienza molto profonda: si affida a ciò che di più bello ci caratterizza come esseri umani, ovvero la voglia di lasciare il passato alle spalle e ricominciare nonostante tutto. La musica degli Oasis veicola tutto questo con un carico emotivo totalizzante, e porta sul grande schermo una scintilla potentissima, che appartiene tanto al pubblico quanto a Liam e Noel, che la ritrovano dopo 15 anni, restituendola a chi ha aspettato tanto per tornare a vederli abbracciati, prima ancora di vederli suonare sullo stesso palco.

Oasis: Don’t Look Back In Anger sarà nelle sale cinematografiche italiane dal 10 settembre, prima di arrivare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8
Silvia Pezzopane
Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.
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