
Martina Catalfamo è una cantautrice, producer e attrice. Inizia nel 2019 il suo percorso musicale con il singolo Volo su Marte, all’interno del progetto Volosumarte, brano che diventerà successivamente la title track del film Anima Bella di Dario Albertini. Nel 2025 si dirige verso una strada artistica più autonoma, approfondendo la produzione musicale e sviluppando un linguaggio sonoro personale.
Compone le canzoni originali Baciami e Ansia per il film Fatti Vedere di Tiziano Russo, ed è autrice della canzone originale Principessa, scritta e prodotta per il cortometraggio La Principessa di Luca J. Cucci (presentato durante il Capri Hollywood Festival). Martina Catalfamo lavora anche come attrice per il cinema; ha collaborato con Paolo Taviani, Paolo Genovese, Cosimo Terlizzi e Matteo Garrone.
Principessa è un brano pieno di sfaccettature: non riconoscersi in quel riflesso di cui parli è una condizione comune a molte donne, perché hai scelto di affrontarlo?
Il riconoscersi è un atto profondo, legato al rapporto che abbiamo con la nostra identità e con i nostri desideri. Quando ti guardi allo specchio e ti senti un po’ fuori fuoco, capisci che stai vivendo un ruolo che non ti appartiene davvero — come “la principessa” che passa la vita dentro un copione scritto da altri. Nel brano questo passaggio diventa il collegamento tra la protagonista del corto e l’ascoltatore.
Quanto il racconto personale ha influito sulla forma finale del brano e come si è legato al cortometraggio di cui sarebbe stato la colonna sonora?
Devo molto alla mia formazione d’attrice che mi porta a cercare sempre dei punti di contatto tra Martina e il personaggio. Con Principessa, nel momento in cui ho letto la sceneggiatura del corto di Luca J. Cucci, ho cercato di capire quali elementi potessero risuonare con la mia storia. Così ho provato a raccontare il “non detto” della protagonista, la sua fragilità. Sono soddisfatta perché la canzone ha un ruolo principale nel corto, snodandosi per il lunghissimo piano sequenza del finale.
“Ho scelto di piacere a tutti i re della foresta”, sono parole molto affascinanti eppure tristi: come sei arrivata a questa sintesi?
Mentre scrivevo ho pensato a Marilyn Monroe. Una donna così vitale, ma fragile. Che è stata fagocitata da un sistema maschilista. L’incipit della canzone è per me quasi una citazione di Happy Birthday, Mr. President. Volevo giocare con il maschile e il desiderio. Nella frase “Ho scelto di piacere a tutti i re della foresta” ci sono la disillusione nei confronti dell’amore e l’illusione di poter essere libere in una società che giudica.
Come riesci a dividerti tra musica e cinema e dove riesci a sentirti più libera di esprimerti?
Scrivere canzoni per immagini mi permette di unire le due sfere e mi lascia anche piuttosto libera. Quando interpreto un ruolo mi diverto tantissimo perché smonto i panni di Martina, ma non vedo l’ora di tornare in mezzo all’anarchia dei sintetizzatori. Da artista indipendente, mi sento molto libera, con la musica.
Dicci un album e un film che hanno cambiato il tuo modo di approcciarti alla realtà, e di raccontarla.
Proprio ieri stavo riascoltando Vespertine di Bjork. In questo momento mi risuona molto. Ma sono da sempre una fan di Moon Safari degli Air.
Se penso ad un film legato all’identità, Persona di Ingmar Bergman. Un regista che invece mi ha dato una visione sull’arte è Luis Buñuel. Un chien andalou per esempio, scritto insieme a Salvador Dalí è un piccolo gioiello che consiglierei di vedere.
Domenica 8 Marzo 2026 dalle 19.00 Martina Catalfamo si esibirà all’AngeloMai. Continua a seguire FRAMED. Siamo anche su Facebook, Instagram e Telegram.






