
Annunciata due anni fa, Il Mostro è la miniserie diretta da Stefano Sollima e incentrata sulla figura del mostro di Firenze. Sbarca al Lido nella sezione Fuori Concorso prima di arrivare su Netflix, per un totale di 4 episodi, dal 22 ottobre. Il cast comprende Marco Bullitta, Valentino Mannias, Francesca Olia, Liliana Bottone, Giacomo Fadda, Giordano Mannu e Antonio Tintis.
Il Mostro, alla genesi del racconto
Dopo l’ennesimo e brutale omicidio compiuto dal mostro di Firenze, che ha coinvolto una coppia di giovani appartati, la polizia decide di indagare a fondo nel passato di questa misteriosa figura, ancora senza volto. Le forze dell’ordine, studiando una serie di precedenti omicidi dal simile modus operandi, si interrogano sulla possibilità che il primo caso associato al mostro non sia il suo primo colpo, bensì un episodio successivo ad alcuni precedenti e non ancora accertati.
Stefano Sollima, con questa nuova miniserie di 4 episodi, decide di occuparsi di uno dei casi di cronaca nera italiana più macabri e più intricati della storia del nostro Paese. Per farlo il regista opta per una narrazione che si addentra nel cuore del caso, partendo però dalla genesi di tutto: l’omicidio del 1968 di Antonio Lo Bianco e Barbara Locci. Avvenuto nell’agosto del 1968, l’omicidio venne classificato come delitto passionale e il marito della donna, Stefano Mele, venne accusato e condannato a 14 anni di carcere. Ma se il delitto, a causa delle numerose somiglianze con i successivi, fosse in realtà stato commesso dal Mostro?
Partendo proprio da questa domanda, la serie si concentra sulle dinamiche dell’omicidio Lo Bianco-Locci, presentando le innumerevoli e intricate vicende che hanno portato alla condanna di Stefano Mele, concentrandosi inoltre sul grande numero di sospettati, associati successivamente alla figura del Mostro. Sollima accantona quindi la parte più mediatica di questo caso, corrispondente ai vari processi che coinvolsero Pietro Pacciani e i “compagni di merende”, per dedicarsi interamente a quella che potrebbe essere (il caso rimane tuttora irrisolto) la genesi dell’operato di un serial killer che ha tormentato l’opinione pubblica italiana.
Il Mostro, storia di numerose incertezze
L’operazione che si cela dietro alla realizzazione di una miniserie come questa è lunga ed estremamente complessa. Il caso riguardante la figura del Mostro è caratterizzato da numerose piste, numerosi protagonisti e altrettanti buchi nell’acqua: il rischio di cadere nella banalità portando in scena una narrazione troppo documentarista o già ripetuta in altri prodotti seriali e cinematografici, è alto. Stefano Sollima supera brillantemente questa prova ed evita l’ostacolo della ripetizione, concentrandosi su una porzione di racconto spesso dimenticata.
I quattro episodi poggiano volutamente su una narrazione volta a confondere, a creare ipotesi, a porsi domande che molto probabilmente rimarranno senza risposta e le cui fondamenta rimangono i dubbi. Ciascun capitolo racconta la vicenda dal punto di vista di alcuni dei principali sospettati, smontando costantemente le teorie presentate in precedenza e portando lo spettatore a chiedersi chi realmente potrebbe essere il famigerato serial killer. In Il mostro gli altri omicidi fanno da sfondo ad un’indagine più radicata e intricata, una corsa contro il tempo che sembra non avere mai fine.
Lo stile narrativo prescelto per raccontare una storia di questo genere è coerente con la vicenda: la narrazione frammentata, ricca di dubbi e di diverse prospettive (tutte plausibili), rispecchia perfettamente la natura del caso e la sua autenticità. La serie prosegue nel mantenere viva l’incertezza, nell’evitare conclusioni troppo affrettate, restituendo allo stesso tempo lo smarrimento dei protagonisti.
In breve
Il mostro è un ottimo prodotto seriale, capace sia di intrattenere il pubblico, sia di presentare adeguatamente una storia ricca di dubbi e numerose perplessità. La tensione e la suspense di ciascun episodio e la loro struttura contribuiscono a creare una serie che, anche se tratta di un caso di cronaca nera tra i più conosciuti e sfruttati a livello mediatico, spicca per il suo approccio originale.
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