Fare un film, Federico Fellini. Einaudi.
Fare un film, Federico Fellini. Einaudi.

Fare un film di Federico Fellini viene pubblicato nel 1980 da Einaudi. Il libro diventa uno strumento complementare ai film e alle storie grazie, soprattutto, alle descrizioni dello stesso Fellini. Raccoglie disegni del regista, appunti e divagazioni, idee ed episodi realmente accaduti, o dolcemente immaginati.

Apre il volume uno scritto di Italo Calvino, Autobiografia di uno spettatore, apparso per la prima volta come introduzione di Quattro film di Federico Fellini, nella collezione Saggi Einaudi (1974). Le parole di Calvino guidano il lettore/spettatore attraverso un’analisi mai manifesta, ma solo dedotta, dei lavori del grande regista.

“Quello che è stato tante volte definito come il barocchismo di Fellini sta nel suo costante forzare l’immagine fotografica nella direzione che dal caricaturale porta al visionario. Ma sempre avendo in mente una rappresentazione ben precisa come punto di partenza che deve trovare la sua forma più comunicativa ed espressiva”

Italo Calvino

Fare un film: riflessioni e ricordi di Fellini

Fare un film è suddiviso in parti ma nessuna ha un titolo, la lettura è come un flusso continuo, un viaggio nei ricordi e negli appunti mentali del regista in prima persona che racconta senza un ordine preciso i suoi film, il rapporto con gli attori, la città di Roma e la provincia, alcuni personaggi e il loro perfezionamento.

Dedicato a Giulietta Masina (e corredato di ringraziamenti affettuosi), il libro non ha la veste di manuale ma si legge come un diario: sembra quasi che la voce dell’autore risuoni nella nostra testa mentre scorriamo le frasi. Chi conosce bene il suo cinema non può fare a meno di visualizzare volti, momenti, sequenze.

“Come si fa a dire in che modo nasce l’idea di un film? Quando e da dove viene, gli itinerari spesso sconnessi o dissimulati che percorre?”

Federico Fellini

Le motivazioni poco interessano a Fellini, perché secondo lui quando un film è finito si porta con sé tutto, anche i ricordi. E infatti tra le pagine di Fare un film di nozioni pratiche ce ne sono ben poche, ma non è questo che ricerca chi ama il suo cinema. C’è l’irriverente rapporto con la critica e i giornalisti, ma anche la riflessione continua sui luoghi e la storia, riletti attraverso la lente felliniana.

Lettura imprescindibile per studenti di cinema, appassionati e critici. Fare un film non ci racconta come fare effettivamente un film, ma dà forma alla magica suggestione del potere dell’opera felliniana, facendoci sorridere e riflettere.

Se volete approfondire il mondo di Federico Fellini trovate qui il mistero di ASA NISI MASA in , oppure gli approfondimenti su due dei suoi film più famosi: La Dolce Vita e Le Notti di Cabiria.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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