Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea in Figli
Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea in Figli

Figli (2020). Con la sceneggiatura di Mattia Torre, tra gli sceneggiatori della serie Boris, tratta dal suo monologo I figli invecchiano. Il giovane autore scompare a luglio 2019 e lascia la realizzazione del film a Bonito, che fu suo assistente.

Restare uniti, a tutti i costi, e se non basta ricorrere all’immaginazione, che ci concede il beneficio del dubbio su un costume da supereroe indossato a fine giornata. Questo è essere una famiglia, ritratta con candida disillusione e autoironia feroce, descritta da qualcuno che sa bene come raccontare il dramma ed è capace di farci su una risata. Il tutto giocato con abili dettagli e una regia pulita, così da farci rispecchiare nelle dinamiche reali del vivere senza salvagente, in un mondo che rema contro e lo fa deridendoci. L’importante è restare uniti, e Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea ne danno una tenera e spesso esilarante interpretazione.

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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