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“I Care a Lot”: cosa significa prendersi cura degli altri?

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I Care a Lot è un film del 2020 scritto e diretto da J Blakeson. É stato presentato al Toronto Film Festival il 12 settembre 2020 e distribuito in Italia da Amazon Prime Video.

Al centro della narrazione c’è Marla Greyson: una truffatrice nell’ambito dell’assistenza agli anziani che, con la complicità della sua compagna Fran, di medici e di direttori di case di riposo, riesce ad ottenere la tutela legale degli anziani e a privarli così di tutti i loro averi. Tuttavia, un’anziana signora che era apparentemente la sua vittima ideale si rivela la più grande minaccia ai suoi progetti ambiziosi. Per l’interpretazione di Marla, Rosamund Pike ha vinto il Golden Globe come Miglior Attrice in un film commedia o musical.

«Ci tengo molto»

La cura è il concetto cardine attorno a cui ruota tutto il film, a partire dal titolo. I Care a Lot, in italiano «ci tengo molto» è il motto della protagonista Marla Greyson. Eppure dato il suo atteggiamento spregevole è difficile pensare che possa tenerci a prendersi cura di qualcuno. Marla, nel finale del film, si definisce come «qualcuno che si prende cura degli altri». La potenza di questo personaggio sta proprio nel rivoluzionare il concetto di caregiver e la sua associazione con il sesso femminile. Nell’immaginario collettivo una donna che si occupa della cura della casa, dei bambini o degli anziani, è amorevole e lo fa sostanzialmente senza scopo di lucro. Marla invece rovescia totalmente questo stereotipo: il solo scopo della cura è quello di fare soldi. E di farne il più possibile senza nessuno scrupolo di sorta.

Marla e i suoi clienti. Credits: Web

Femminilità spregiudicata

Nel modo in cui si approccia ai vari antagonisti di sesso maschile si percepisce come l’essere una donna renda Marla il bersaglio ideale di un certo tipo di insulti e minacce sessiste. Eppure è sempre all’altezza della situazione, con una lucidità disarmante per chiunque interagisca con lei. È tenace, caparbia e spietata. Tutte caratteristiche che sono insite in lei stessa: sia all’inizio che alla fine del film la voce fuori campo di Marla incoraggia a conoscere sé stessi per riuscire ad ottenere il successo, come ha fatto lei. Viene messa in atto una costruzione diversa del genere femminile, in cui determinate caratteristiche di dolcezza e sensibilità vengono totalmente scardinate, sulla stessa scia della rappresentazione della protagonista del film di David Fincher L’amore bugiardo.

Omosessualità e devianza

Un grave errore da parte della critica nostrana è stato quello di accostare a questa sua indole austera e autorevole anche l’omosessualità, come se in qualche modo fosse un tratto che confermasse l’atteggiamento di un “certo tipo di donna”. In realtà l’amore per Fran (la compagna) è l’unico tratto davvero umano di Marla ed è evidente quando si prenderà cura di lei, ferita ed esanime sul pavimento della loro casa. Non mostra un briciolo di affetto ed empatia per nessun altro personaggio, neanche per sua madre, lo farà solo per la donna che ama.

Marla e Fran – Credits: web

Nonostante le ottime potenzialità, I care a lot non riesce davvero a bucare lo schermo e a lasciare il segno sugli spettatori e le spettatrici. Il vero motore propulsivo del film è Rosamund Pike, nell’interpretazione magistrale del personaggio di Marla. Il finale svilisce totalmente il personaggio, facendo comunque intendere che una donna spregiudicata è destinata ad essere punita e in qualche modo a fallire, liquidando così tutti gli sforzi fatti per raggiungere la vetta. In conclusione, tanto rumore per nulla.

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Tag:, , , , Last modified: 10 Aprile 2021
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