
Klara and the Sun viene presentato alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public: ospiti il regista Taika Waititi e l’attrice protagonista Jenna Ortega, che in conferenza stampa raccontano come il film, nelle sale cinematografiche italiane dal 22 ottobre prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures, riesca a regalare al proprio pubblico uno sguardo diverso sull’umanità, ma anche sull’intelligenza artificiale, che prende la forma di un’amica che riesce a comprendere sfumature che vanno ben oltre il visibile, o il calcolabile.
Dal romanzo di Kazuo Ishiguro
Tratto dal romanzo bestseller del Premio Nobel Kazuo Ishiguro, Klara and the Sun il film racconta la storia di Klara (Jenna Ortega), un’Amica Artificiale il cui unico desiderio è trovare la casa perfetta. Quando Klara incontra Josie (Mia Tharia), le due scoprono fin da subito una forte affinità e, sebbene la ragazza viva un rapporto conflittuale con la madre (Amy Adams) segnato da un grave lutto, lo stupore innocente e l’incrollabile lealtà di Klara inizieranno a sanare le ferite della famiglia, riportando la luce nel complicato mondo di Josie.
«Mi sono innamorato del libro, l’ho trovato in aeroporto in una libreria, per caso: ho amato immediatamente la storia, la protagonista, il suo modo di vedere il mondo, con un nuovo modo di guardare l’umano», racconta Waititi in conferenza stampa, specificando che il suo non sia un film sull’intelligenza artificiale, bensì sulla condizione umana, aggiungendo:«Klara and the Sun si concentra su qualcuno, in questo caso Klara, che dall’esterno mostra come vivere una condizione specifica, che appartiene a Josie ma anche a sua madre; quella del sentirsi “rotte” imperfette».

Lo sguardo di Klara (passando per Cabiria)
Klara è sicuramente qualcosa di diverso da tutto ciò che Jenna Ortega ha fatto finora, «l’intelligenza emotiva di Klara, e il suo entusiasmo per la vita, sono i punti principali della storia: volevamo che da un punto di vista fisico assomigliasse il più possibile ad un essere umano, il suo compito era imitare, copiare il comportamento, ed è bello che riesca a spingere le persone a ricreare delle connessioni umane e non artificiali» afferma l’attrice, spiegando come Klara abbia costantemente una visione positiva, ottimista, quasi infantile, e continui ad amare anche quando viene respinta.
Tra le ispirazioni per il personaggio anche Federico Fellini, con il suo Le notti di Cabiria: lo afferma proprio il regista, che voleva qualcuno che attraversasse il film esattamente come fa Giulietta Masina; una donna che apre il proprio cuore e continua ad andare avanti nonostante tutto. E secondo Waititi, chi si rivolge ad amici come Klara è qualcuno che magari ha avuto il cuore spezzato così tante volte che ripongono la loro fede in esseri artificiali, per questo l’interesse del regista si pone su tecnologie in grado di aiutare gli esseri umani, anziché isolarli.
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