Kramer contro Kramer. Courtesy of Columbia Pictures
Kramer contro Kramer. Courtesy of Columbia Pictures

Il 19 dicembre 1979 al cinema arrivava per la prima volta Kramer contro Kramer, legal drama diretto e scritto da Robert Benton, con protagonisti Dustin Hoffman e Meryl Streep.

Commedia drammatica imperniata sul processo di affidamento di minore durante un divorzio, è un film che ha fatto scuola nel suo genere, diventando un caposaldo indiscusso tra i drammi legali a carattere familiare, oltre che una delle più belle prove attoriali dei due protagonisti.

Storia di una famiglia

Ted Kramer (Dustin Hoffman) è un dirigente pubblicitario stacanovista, fresco di promozione, che vive e lavora a New York, e a cui è stato appena affidato un ricco cliente. Tuttavia quando viene lasciato da sua moglie Joanna (Meryl Streep), che vuole il divorzio e se ne va di casa, deve gestire il nuovo incarico e nel contempo occuparsi del loro unico figlio Billy (Justin Henry).

Ted sperimenta le difficoltà dell’essere un genitore a tempo pieno, del prendersi cura dei bisogni di suo figlio, a cui inizia ad avvicinarsi sempre di più. Un giorno Joanna decide di tornare in città, trascinando Ted in tribunale per decidere legalmente a chi spetti la custodia di Billy.

Kramer contro Kramer è uno dei film che più compiutamente trattano il tema del divorzio, riuscendo a raccontarlo in maniera quotidiana e ordinaria, e non faziosa o melodrammatica. Per tutto il film si avverte la genuinità dei personaggi in relazione ai problemi in cui si imbattono e agli scontri che ingaggiano: non nascondono i loro lati oscuri, ma tirano fuori la loro essenza più vera, cambiando e crescendo attraverso il racconto.

Gli affari sono affari

Ted Kramer è un prodotto del capitalismo, uno yuppie senza impiego bancario, ma che misura tempo e relazioni in base al profitto. Quasi tutti i discorsi che fa per la prima metà del film, soprattutto con la sua famiglia, riproducono una mentalità capitalistica che vende o acquista qualunque cosa, persino (o soprattutto) il proprio tempo.

A Billy nel momento più nero della loro relazione si rivolge con la frase: “Non sei un grande affare neanche tu”. Eppure gradualmente Ted riconosce che la sua vita è stata una scalata verso un successo solitario, e che questo suo atteggiamento egoistico ha messo in ginocchio Joanna, incapace di piegarsi ai suoi disegni egocentrici e megalomani. Ted ha trascurato la sua famiglia, le persone a cui voleva bene, per il culto di se stesso e della sua fulgida carriera lavorativa.

È costretto a ridimensionarsi, a retrocedere nel lavoro, ma a purificarsi come padre e come uomo. Il suo non più giovane inizio diventa una storia meravigliosa che entusiasma Billy, in una scena che mostra al bambino le origini della storia paterna: il tavolo da disegnatore con cui ha dato inizio alla carriera; Brooklyn, il luogo dov’è nato; la possibilità futura (ma che in realtà parla del passato) di un matrimonio con Joanna.

Buio e tremendo Natale

Pur non essendo un film natalizio in senso stretto, ma un dramma che nella diegesi, cioè nella linea del racconto, attraversa anche questo periodo, Kramer contro Kramer offre uno sguardo su un Natale diverso dalla consuetudine. Quello irto di preoccupazioni di chi deve farsi strada tra la felicità altrui per risolvere i propri amari e urgenti problemi.

Natale, il momento della festa, diventa uno specchio amaro del capitalismo e della sua filosofia del profitto, rappresentato nel film dalla frenetica ricerca di lavoro da parte di Ted, la cui triste condizione contrasta con l’atmosfera serena e “normale” di questi giorni di festa.

Mentre imperversano negli uffici le feste prima della chiusura natalizia, Ted è un uomo solo con un bisogno urgentissimo da risolvere, costretto a piegarsi a ogni possibilità di impiego per avere una speranza di successo nel processo per affidamento.

Padri e figli

Nel seguire l’evolversi del rapporto tra Ted e Billy si assiste a una crescita e a una maturazione umana e genitoriale del primo, e a una presa di posizione più amara sul mondo, e ciononostante genuina, da parte del secondo. Le continue delusioni di Billy, che vede la sua normale routine di orari e attività infrangersi dopo la partenza della madre, collimano con il rammarico di ritenersi responsabile della partenza di lei a causa della sua cattiva condotta.

È solo quando Ted riesce veramente ad avvicinarsi a lui che gli può togliere questo peso dalle spalle, confidandogli che se Joanna è partita è solo colpa sua, e che lei lo ama ancora profondamente.

La relazione che cambia gradualmente tra Ted e Billy si articola attraverso la ritualità della colazione: da un iniziale disastro combinato per colpa dell’inettitudine di Ted come genitore, si passa a un silenzioso momento di sopportazione reciproca, fino ad arrivare all’ultima colazione insieme in cui in maniera sinergica e complice i due preparano i pasti.

Una scena del film Kramer contro Kramer. Courtesy of Columbia Pictures
Una scena del film. Courtesy of Columbia Pictures

Istanti di regia nel volto di una madre

Pochi film sono capaci di lasciare a distanza di molti anni lo spettatore con gli colmi di lacrime e il cuore gonfio di angoscia e dolcezza. La bravura di Meryl Streep e Dustin Hoffman nel recitare l’ultima scena si riflette nella tematica così viva e brillante, fresca di un amore familiare così genuino da lasciare in secondo piano tutta la storia legale e frenetica che si è consumata fino a quel momento. Non è una vera riappacificazione, quanto un cessate il fuoco reciproco in nome di ciò che li lega ed è veramente importante per entrambi.

Il monologo di Joanna, che dalla dimensione quotidiana, concreta e agognata, in seguito alla vittoria del processo, si sposta sulla comprensione che ad essere sconfitto non sarà Ted ma Billy e la sua relazione con lei, travolge lo spettatore con una forza inalterata: la voce dell’attrice racconta una risoluzione e una sofferenza senza pari.

Nella costruzione registica del monologo finale di Joanna, quando vengono pronunciati il nome di Billy e la parola “home”, ovvero i due concetti fondamentali che legano lei e Ted come genitori e parti avverse nella battaglia per la custodia del figlio, Benton inquadra sempre il volto di Ted. Ma questo non perché egli scelga una parte rispetto all’altra.

Infatti questo monologo finale è inscritto all’interno della regia del film stesso, che si apre con un primo piano di Joanna, oscuro, arido e riflessivo, in cui dice, “I love you Billy”. Questa inquadratura è letteralmente speculare all’inquadratura finale del monologo di lei, un prima piano più luminoso in cui dice, tra le lacrime, “I love him very much”.

Le inquadrature, oltre a trasmettere due tipi diversi di disperazione, la prima relativa a se stessa, e la seconda relativa all’amore profondo e sincero che prova per il bambino, raccontano anche l’evoluzione di Joanna come donna e come madre. Proprio come Ted ora anche Joanna è finalmente capace di affrontare i suoi sentimenti e di lottare veramente (e soprattutto di non lottare) per ciò che più ama al mondo, cioè suo figlio.

Kramer contro Kramer, in breve

Forse la cosa ancora e sempre più commovente di Kramer contro Kramer è che in un film imperniato su una battaglia legale, la pace si raggiunge quando le due parti scansano il proprio orgoglio personale e smettono di combattersi unite dall’amore che provano per il loro unico figlio.

Affascinante a ogni età e per ogni sguardo, resta uno dei più bei ritratti familiari mai scritti, diretti e interpretati.

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Francesco Gianfelici
Classe 1999, e perennemente alla ricerca di storie. Mi muovo dalla musica al cinema, dal fumetto alla pittura, dalla letteratura al teatro. Nessun pregiudizio, nessun genere; le cose o piacciono o non piacciono, ma l’importante è farle. Da che sognavo di fare il regista sono finito invischiato in Lettere Moderne. Appartengo alla stirpe di quelli che scrivono sui taccuini, di quelli che si riempiono di idee in ogni momento e non vedono l’ora di scriverle, di quelli che sono ricettivi ad ogni nome che non conoscono e studiano, cercano, e non smettono di sognare.