
All’interno di un microcosmo ben codificato, quello scolastico, La sala professori (Das Lehrerzimmer) di İlker Çatak mette in scena il delicato equilibrio che un lavoro come quello di insegnante richiede: ne delinea le difficoltà e i turbamenti quando una serie di eventi stravolgono la quotidianità passata con gli studenti, e analizza a fondo il concetto di rispetto in una scuola non specificata che potrebbe trovarsi in qualsiasi parte della Germania.
Lo fa attraverso il punto di vista di Carla Nowak (Leonie Benesch), una giovane professoressa delle scuole medie che si trova coinvolta in una serie di indagini su dei furti nella scuola. Assicurarsi la fiducia dei ragazzi è forse la cosa più importante per lei, che si scontra con il resto dei suoi colleghi per il suo approccio, ma quando un’onda sempre più impetuosa di eventi la mette all’angolo, la crisi personale ha il sopravvento, e la travolge.
Presentato al 73esimo Festival internazionale del cinema di Berlino, La sala professori è tra i candidati agli Oscar 2024 come Miglior film internazionale. Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), ha nominato La sala professori Film dell’anno.
Un dramma mascherato da thriller
Cosa rende una storia di furti in una scuola uno dei film meglio scritti degli ultimi mesi? La sala professori si avvale di una sceneggiatura impeccabile, che ne scandisce il ritmo dall’inizio alla fine, conferendo alla storia momenti tesissimi di suspense e attimi drammatici in cui non vediamo una via d’uscita. La scuola è l’unico luogo in cui le azioni si svolgono; scenario di scontri, delusioni, rabbia e risentimento.
Da assoluta direttrice di emozioni, la protagonista Leonie Benesch interpreta un’insegnante appena arrivata nell’istituto, che cerca di risolvere il problema dei furti senza mettere in difficoltà i suoi studenti; a differenza dei colleghi, con i quali ha rapporti freddi ed educati (per suo volere), ricerca continuamente il rispetto reciproco dei ragazzi e delle ragazze a cui insegna, con polso forte ma anche con una ricerca di empatia continua. Ha un metodo a cui non vuole rinunciare, seguendo un ideale di insegnamento forse perso dagli altri professori, forse mai posseduto.

Come in una versione più piccola e concentrata del mondo che li circonda, nella scuola accade ciò che nella società risulta poi amplificato. Assistiamo ad episodi di razzismo, mascherati da rispetto delle regole, accuse, violazione della privacy e abusi di potere. Per proteggere la sua classe Carla cadrà in una spirale pericolosa, passando dalla parte del torto, sentendosi perduta e all’angolo, vessata da genitori arrabbiati, studenti sfiduciati e colleghi in difficoltà.
SPOILER ALERT – Nella sala professori, la donna imposta la fotocamera del suo portatile, dopo aver lasciato nella giacca il portafoglio incustodito, per filmare di nascosto chi ne ruberà il contenuto. A tradire il ladro è la manica di una camicetta vistosa, indossata proprio quel giorno da Friederike Kuhn (Eva Löbau), che lavora al front office dell’istituto ma che è anche la mamma di uno degli studenti più promettenti di Carla, Oskar (Leonard Stettnisch).

La sceneggiatura di İlker Çatak e Johannes Duncker si accompagna ad una regia serrata, in cui l’esterno è un luogo che non si tocca mai davvero, e tutto si consuma all’interno delle mura di un edificio che diventa casa e prigione, dove diverse generazioni che dovrebbero incontrarsi, la maggior parte delle volte si scontrano con violenza.
L’occhio è puntato su Carla, che cerca di rimanere sempre nel giusto, ma questo la porta a suo discapito ad essere sminuita, e allora percepiamo appieno quelle emozioni contrastanti, la paura di non farcela, la mancanza di respiro, la crisi di fronte alla possibilità di aver perso la fiducia dei suoi allievi. L’andamento del thriller avvolge il dramma della contemporaneità, dove il preconcetto supera la verità e varcare il limite è più un’abitudine che un’eccezione.
In breve
Metafora di una società colma di problemi e divari, la scuola raccontata da İlker Çatak nel suo La sala professori (Das Lehrerzimmer) riflette con un ritmo da thriller il dramma di una giovane insegnante idealista, che si scontra con i limiti del sistema scolastico e le sue grandi pecche strumentali. La sceneggiatura rende il film una delle grandi sorprese di questo 2024 appena iniziato.
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