Life (Anthon Corbijn, 2015), James Dean

L’immagine immortale di James Dean, ragazzo malinconico e ribelle, simbolo di un’intera generazione negli anni ’50, ci viene tramandata non solo dai suoi film. Sono decine le fotografie iconiche che lo ritraggono, prima fra tutte quella del lungo cappotto scuro, con il colletto rialzato e le mani in tasca, in una piovosa New York.

Si intitola semplicemente James Dean a Times Square e apparve per la prima volta sulla rivista Life grazie al fotografo Dennis Stock. Un ragazzo che come Dean sentiva lo stesso disagio, la stessa energia rivoluzionaria giovanile. Lavorava per la Magnum come paparazzo e incontrò la star per caso in un party hollywoodiano dopo La valle dell’Eden. Da lì ebbe l’occasione di conoscerlo meglio e coltivare una vera e propria amicizia, grazie a cui riuscì a ritrarlo anche nella sua intimità. Le oltre 40 foto che poi furono pubblicate su Life, infatti, sono scatti incredibili, alcuni realizzati anche nella casa di infanzia di Dean, a Marion, nell’Indiana.

Il film di Anton Corbijn su James Dean

La storia dietro queste celebri fotografie, allora, è così grande da meritare una narrazione a sé. Per fortuna nel 2015 ci ha pensato Anton Corbijn, con il suo film intitolato appunto Life, come la rivista e forse come riferimento al lato inedito della grande star.

Grazie a quest’opera, presentata al Festival di Berlino, abbiamo quindi l’occasione di immaginare la tridimensionalità del carattere di James Dean, dopo circa sessant’anni in cui il suo stesso status di icona l’ha ridotto a due dimensioni.

Robert Pattinson in Life (2015)
Robert Pattinson in Life (2015)

Quel che sorprende, tuttavia, è che proprio in virtù di questa inarrivabilità di James Dean, il regista non corre il rischio di presentarlo come protagonista della storia, ma solo come oggetto dello sguardo. A interpretarlo è Dane DeHaan, che diventa il fulcro della visione e dell’interesse del vero protagonista: il fotografo Dennis Stock, interpretato da Robert Pattinson. Colui che conosce a fondo tanto l’uomo quanto il simbolo, e anche per questo riesce a coglierne l’essenza e immortalarla per sempre. Ed è così che regala anche al pubblico il dietro le quinte di una storia straordinaria.

Trailer italiano di Life (2015)

 

Classe 1993, sono praticamente cresciuta tra Il Principe di Bel Air e le Gilmore Girls e, mentre sognavo di essere fresh come Will Smith, sono sempre stata più una timida Rory con il naso sempre fra i libri. La letteratura è il mio primo amore e il cinema quello eterno, ma la serialità televisiva è la mia ossessione. Con due lauree umanistiche, bistrattate da tutti ma a me molto care, ho imparato a reinterpretare i prodotti della nostra cultura e a spezzarne la centralità dominante attraverso gli strumenti forniti dai Cultural Studies. Tra questi, solo per dirne alcuni, rientrano gli studi post-coloniali, gli studi femministi e quelli etnografici.

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