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Los Lobos è l’ultimo lungometraggio diretto da Samuel Kishi Leopo, già Gran Premio della Giuria Generation KPlus e Peace Film Prize alla Berlinale 2020, ora presentato in anteprima italiana alla 30ª edizione del FESCAAAL , il Festival del Cinema Africano, d’Asia, d’America Latina, online su MyMovies fino al 28 marzo.

Un piccolo appartamento senza mobili ad Albuquerque è il luogo da imparare a chiamare casa, per Max e Leo, due fratelli che hanno passato il confine tra Messico e Stati Uniti con la madre, Lucia, in fuga da drammi mai svelati completamente. Quello che veniva percepito come un nuovo mondo pieno di opportunità e giochi è in realtà un rifugio povero, per gente disperata. La carrellata di volti mostrata dal regista riflette l’essenza amara di non-luoghi sospesi. Mentre la fantasia dei bambini si protende alla comprensione dell’esistenza sovrapponendovi figure animate e personalità inventate, come i due lupi ninja.

Los Lobos trailer

Lo sguardo è sincero e autobiografico, e le difficoltà di adattamento in un nuovo Paese emergono insistentemente, senza eccedere mai nella rappresentazione didascalica degli eventi. Ma in una soffocante quotidianità dettata dalla mancanza di strumenti per vivere in modo soddisfacente, la splendida fotografia (di Octavio Arauz) e l’insofferenza autentica dei tre personaggi principali non basta per completare un quadro che prometteva un viaggio dalle tinte più intense.

Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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