Magma 2021-sugarshow
Magma 2021 - The Sugar Show, Studio Pchela

Magma 2021 prosegue con la sua XX edizione dal 15 al 20 novembre. Ieri si è tenuta la seconda giornata di proiezioni per i cortometraggi in gara al concorso internazionale. Sono 9 i lavori presentati la sera del 19 novembre, tra questi due cortometraggi d’animazione.

Diversissimi tra loro, i due corti animati ci hanno colpito per la realizzazione ed il linguaggio utilizzato: il primo è Vuela di Carlos Gómez-Mira Sagrado (Spagna), il secondo The Sugar Show di Liana Makaryan (Russia). Entrambi approfondiscono il rapporto con l’altro, quello amoroso e quello familiare, rivolgendosi a tipologie di sguardo differenti.

VUELA (Spagna)

Di Carlos Gómez-Mira Sagrado, prodotto da Rossana Giacomelli e distribuito da Selected Films. Anche la sceneggiatura è della stessa Rossana Giacomelli mentre le musiche sono firmate dal regista. Ha una durata di 15 minuti.

Vuela è un cortometraggio dove il mondo animale si umanizza per raccontare una storia che parla di famiglia e di legami. Non ci sono parole, ma solo il cinguettio di due uccelli su un ramo: il primo è rimasto lì bloccato a causa della malformazione di un’ala che gli ha impedito di partire con il resto dello stormo, il secondo è nato quando tutti gli altri uccelli erano ormai migrati. Il piccolo si avvicina al più grande, il quale, riprendendosi da tutti quelli che sembrano i sintomi di una potente depressione, gli insegna a reperire il cibo e a costruire un nido.

L’unica cosa che non può insegnargli è volare e, provando a “buttarlo” come spesso si fa con i piccoli, ottiene il risultato contrario. Un incendio improvviso li costringerà a salvarsi a tutti i costi, e sarà lì che il piccolo salverà l’uccello che l’ha accudito. Il finale è proprio quello che ci ricorda quanto sia innato che i ruoli si invertano, ad un certo punto del proprio percorso di vita. Chi è stato accudito cresce, e fa lo stesso con chi si è preso cura di lui.

Con un’animazione 3D di ottimo livello (di Borja Gómez-Orellana Lorenzo), Vuela è una narrazione dolce prevalentemente indirizzata al pubblico dei più piccoli, ma che riesce ad arrivare a chiunque, proprio per la sua immediatezza. Il concetto di cura viene applicato per una famiglia non tradizionale, i due animali “dimenticati” dagli altri trovano la loro personale dimensione per non sentirsi soli ed esserci l’uno per l’altro.

Magma 2021 – Vuela, Carlos Gómez-Mira Sagrado

THE SUGAR SHOW (Russia)

Di Liana Makaryan (che ne firma anche la sceneggiatura e il montaggio), prodotto e distribuito da Studio Pchela, dura 8 minuti.

Un lavoro di tutt’altro genere quello della regista e animatrice Makaryan: The Sugar Show è una riflessione complessa ed inquietante sui rapporti amorosi. Il protagonista, prima bambino, conteso e manipolato da due genitori scontrosi, poi adulto, incapace di gestire l’umano e il bestiale che si scontrano dentro di sé. Si trasforma in un serpente e manipola le sue compagne, le fagocita e le annienta nascondendosi dietro ad un fiore o a false premure.

Questo finché non si innamorerà di una donna che riuscirà a calmare i suoi istinti, placandolo e addolcendolo per poi fuggire, con un uomo ancor più problematico.

La vena ironica è innegabile e si muove con i disegni bidimensionali e fluidi che dipingono l’umanità in modo spaventoso. Il maschile e il femminile, con i contorni di linee nere e i loro movimenti sgraziati, si uniscono in relazioni in parte sempre sbagliate, non avendo un libretto di istruzioni che gli dica come vivere.

Magma 2021 – The Sugar Show, Liana Makaryan

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Ho una passione smodata per i film in grado di cambiare la mia prospettiva, oltre ad una laurea al DAMS e un’intermittente frequentazione dei set in veste di costumista. Mi piace stare nel mezzo perché la teoria non esclude la pratica, e il cinema nella sua interezza merita un’occasione per emozionarci. Per questo credo fermamente che non abbia senso dividersi tra Il Settimo Sigillo e Dirty Dancing: tutto è danza, tutto è movimento. Amo le commedie romantiche anni ’90, il filone Queer, la poetica della cinematografia tedesca negli anni del muro. Sono attratta dalle dinamiche di genere nella narrazione, dal conflitto interiore che diventa scontro per immagini, dalle nuove frontiere scientifiche applicate all'intrattenimento. È fondamentale mostrare, e scriverne, ogni giorno come fosse una battaglia.

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