Recensione di Practical Magic 2: il ritorno delle sorelle Owens funziona davvero?

Practical Magic 2 (Amori & Incantesimi 2). Warner Bros. Pictures
Practical Magic 2 (Amori & Incantesimi 2). Warner Bros. Pictures

A ventotto anni dall’uscita del cult Practical Magic (Amori e Incantesimi), Sandra Bullock e Nicole Kidman vestono nuovamente i panni delle sorelle Owens in Practical Magic 2, diretto da Susanne Bier. Tra midnight margaritas, vecchi e nuovi incantesimi, il film regala un’esperienza avvolgente per i fan di lunga data. Tuttavia, una sceneggiatura altalenante e alcune scelte di scrittura ne rivelano i limiti strutturali, sospesi tra l’incanto del passato e una narrazione troppo prevedibile.

Per chi ha sempre sognato una casa vittoriana affacciata sul mare, una serra colma di erbe profumate e il tempo di sorseggiare un margarita di mezzanotte insieme alla propria “amica strega”, l’universo delle sorelle Owens non è mai stato un semplice film. È uno stato d’animo, un rifugio in cui credere che la scelta di vivere la normalità sia solo una mancanza di coraggio.

A ventotto anni dal debutto di Practical Magic (Amori e Incantesimi, 1998), le preghiere dei fan più devoti sono state esaudite: Sandra Bullock e Nicole Kidman sono tornate a indossare i panni di Sally e Gillian Owens in Practical Magic 2, dirette questa volta da Susanne Bier. Ma quanto di quella magia originale è rimasta intatta e quanto è andato perduto nel tentativo di rievocarla?

Tra il New England e il Regno Unito: cosa racconta Practical Magic 2

Il film riprende le fila delle donne Owens trovando una Sally (Sandra Bullock) nuovamente segnata dal dolore: dopo la tragica e prematura scomparsa del marito Gary (Aidan Quinn) — a dimostrazione che la secolare maledizione d’amore non era affatto spezzata — la donna sceglie di reprimere la magia e di nascondere la verità sulle proprie origini alle figlie ormai ventenni, Kylie (Joey King) e Antonia (Maisie Williams).

L’equilibrio precario crolla quando il giovane fidanzato di Kylie viene colpito dalla maledizione. Nel disperato tentativo di salvare l’amato e spezzare il maleficio una volta per tutte, Kylie ritrova un antico testo magico e parte alla volta dell’Inghilterra. Sally e Gillian si lanciano al suo inseguimento per proteggerla da poteri troppo grandi da gestire, affiancate lungo il percorso da un affascinante studioso di arti oscure, Ian Wright (Lee Pace), in una corsa contro il tempo che metterà a dura prova i legami familiari.

La chimica tra Bullock e Kidman e il passaggio generazionale

Ciò che rende questo sequel irresistibile per chi ha amato la pellicola del 1998 è la straordinaria alchimia tra le due protagoniste. Vedere Sandra Bullock e Nicole Kidman di nuovo insieme sullo schermo cancella di colpo le quasi tre decadi trascorse. Il legame tra Sally e Gillian conserva quella complicità viscerale fatta di sguardi, battute a mezza bocca e un affetto incrollabile che ha trasformato la loro storia in un simbolo di sorellanza e riscatto femminile.

Anche la presenza fugace ma preziosa delle iconiche zie Franny e Jet (Stockard Channing e Dianne Wiest) regala momenti di pura commozione, celebrando le varie stagioni della vita e il passaggio di testimone alla nuova generazione. È proprio quando il film permette alle sue protagoniste di interagire in libertà che scatta la vera scintilla.

Photo Courtesy Warner Bros. Pictures Caption: JOEY KING as Kylie and MAISIE WILLIAMS as Antonia in “Practical Magic 2,” a Warner Bros. Pictures release.

L’eterna dicotomia dell’amore: l’indipendenza di Gillian e il colpo di scena mancato

Un elemento chiave che accomuna questo sequel al capostipite del 1998 è la marcata differenza nel destino sentimentale riservato alle due sorelle. Ancora una volta, l’unica a “meritarsi” un amore vero e puro sembra essere la Sally di Sandra Bullock, il cui percorso passa inevitabilmente attraverso il superamento del lutto per ritrovare un porto sicuro (qui rappresentato dal magnetico Lee Pace). Al contrario, il personaggio di Nicole Kidman rimane confinato nella dimensione della fugacità affettiva.

Se da un lato questa scelta rivendica con forza l’autonomia e l’indipendenza di Gillian — figura di donna libera, autosufficiente e non definita dal bisogno di accasarsi — dall’altro rappresenta un’occasione mancata. Un vero colpo di scena sarebbe stato regalare a lei una favola diversa, dimostrando che anche lo spirito più ribelle delle Owens avrebbe potuto vivere un amore sincero e profondo senza per questo rinunciare alla propria libertà.

I limiti di un incantesimo imperfetto: le crepe narrative del sequel

Eppure, nonostante la componente emotiva, Practical Magic 2 mostra crepe evidenti anche sotto il profilo narrativo. Con una durata di circa 130 minuti — ben più estesa del capostipite — il film soffre di un ritmo a tratti lento e di una trama che si sfilaccia in troppi sottosviluppi. I personaggi delle giovani figlie vengono spesso separati dalle protagoniste storiche, lasciando Maisie Williams confinata in un ruolo marginale e frammentando l’energia corale che costituiva la forza del primo film.

A questo si aggiunge un utilizzo di effetti speciali digitali talvolta poco raffinati e invasivi, oltre alla prevedibilità del mistero centrale, che impiega troppo tempo prima di giungere a uno scioglimento scontato. Il tentativo di costruire una trama avventurosa transfrontaliera finisce per mettere in secondo piano l’atmosfera intima che aveva consacrato l’originale.

Un ritorno imperfetto ma prezioso per i veri fan della saga

Valutato con il rigore della critica cinematografica, Practical Magic 2 è indubbiamente un’opera imperfetta, forse incapace di conquistare chi non sia già legato affettivamente alle sorelle Owens. Ma per noi fan della prima ora, per chi ha sempre considerato l’imperfezione del capitolo del 1998 un ingrediente della sua bellezza, il film mantiene una sua irresistibile dolcezza.

Tra l’ingresso magnetico di Lee Pace e il piacere di ritrovare quell’abbraccio familiare fatto di lavanda al cancello e sale dietro la spalle, Practical Magic 2 si rivela per ciò che è: un caldo esercizio di nostalgia. Un sequel forse non necessario, ma di cui avevamo comunque un gran bisogno per tornare a sognare.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5
recensione-di-practical-magic-2-sandra-bullock-nicole-kidman-sequel A ventotto anni dal debutto di Amori e Incantesimi (1998), le preghiere dei fan più devoti sono state esaudite: Sandra Bullock e Nicole Kidman sono tornate a indossare i panni di Sally e Gillian Owens in Practical Magic 2, dirette questa volta da Susanne Bier.